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Il nuovo anno di Catania per Cisl: “Concertazione, non egoismi”

Il segretario Maurizio Attanasio espone i temi: dall'aeroporto al porto, dalla scuola alla sanità, dal Comune di Catania alle società partecipate. Durante l'esecutivo di fine anno, il sindacato ha passato in rassegna il 2022 e tracciato un programma di interventi

“Catania è a un bivio, oggi più che mai non ha bisogno di individualismi ed egoismi politici. Occorre avviare una nuova stagione della concertazione responsabile con le parti sociali per costruire un patto sociale per il buon lavoro, la legalità e per la crescita. Senza una guida competente, pluralista e con una visione d’insieme non si potrà avere legalità e sviluppo della città”. Lo dichiara Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese, insieme ai 16 segretari generali delle federazioni Cisl di categoria, al termine dell’esecutivo di fine anno al quale ha preso parte anche il segretario generale della Cisl siciliana Sebastiano Cappuccio, in cui il sindacato ha passato in rassegna il 2022, con le sue luci e le sue ombre, e tracciato un programma di interventi per il nuovo anno 2023. “Nell’anno appena trascorso – sottolinea Attanasio – la Cisl ha organizzato varie iniziative, veri spazi di confronto e proposta, con le istituzioni preposte. In tali occasioni, abbiamo sollecitato sempre la politica, o le sue emanazioni, ad avviare tavoli di confronto concreti, perché mai come ora Catania ha bisogno di buon governo. Invece, dall’aeroporto al porto, dalle strutture sanitarie alle partecipate comunali e provinciale, dalla zona industriale al risanamento degli edifici pubblici e scolastici, dalla gestione del precariato sanitario e scolastico all’utilizzo trasparente di graduatorie e di avvio al lavoro di questi, da una parte c’è una certa gestione autoreferenziale, spesso politicizzata, che tutto dispone nell’interesse di pochi e dall’altra una cappa di silenzio (complicità?) a tutto danno dei tanti, della città e della sua area metropolitana”.

L’aeroporto e le partecipate comunali

“Sullo scalo catanese da anni si parla, unilateralmente, di privatizzazione senza che sia mai stato avviato un confronto, aperto e franco, con i lavoratori dello stesso scalo e gli stakeholders sociali. Prima di parlare di privatizzazione sarebbe utile affrontare alcune questioni preminenti, ad esempio: oggi Fontanarossa ha raggiunto la vetta di 10 milioni di passeggeri e primeggia nel panorama nazionale come attività, ci chiediamo come mai alcune società di handling chiedono l’applicazione continua di contratti di solidarietà per i dipendenti? Noi vogliamo confrontarci a tutto tondo sullo scalo definito asset strategico del trasporto nel mediterraneo, non si può parlarne in modo monotematico”. Quanto alla Sidra, la partecipata che si occupa del servizio idrico pubblico “lamenta costi energetici elevati – dice Attanasio – arrivando più volte a minacciare aumenti in bolletta. Di contro, non definisce quanti siano stati gli utili degli ultimi bilanci impegnati in spese non strettamente pertinenti alla propria missione, ovvero il patrocinio finanziario di iniziative che probabilmente sarebbero di competenza di ben altri soggetti istituzionali. Forse con queste somme si potrebbero bilanciare gli aumenti denunciati? È ora di dire basta con l’idea che quando una società pubblica fa utili non c’è contezza del loro utilizzo e se, invece, va in perdita si pensa immediatamente a far pagare i soliti cittadini, come avviene anche nel caso di evasione ed elusione di utenza”.

Dal porto ai problemi della sanità

Relativamente al porto etneo, Attanasio dichiara: “Si riprenda il dialogo sociale su missione e legalità plurale. Invitiamo il presidente Di Sarcina ad avviare il confronto con le organizzazioni sindacali su tutti i temi che investono l’importante infrastruttura. Attendiamo da mesi, ormai troppi, che si avvii quel tavolo permanente su legalità, lavori e messa in sicurezza dello scalo marittimo, la interconnessione con altri asset strategici, come Interporto e altri porti e, infine, sul controllo del rispetto delle norme contrattuali e di tutela alla salute e sicurezza del lavoro di chi, a vario titolo, presta la propria opera dentro lo scalo”. Sul versante della sanità, il sindacato chiede una nuova riorganizzazione del comparto e la stabilizzazione dei precari Covid. “Più volte con le nostre federazioni del Comparto Sanità e dei Medici abbiamo ribadito che occorre un dialogo diverso, leale e aperto alle proposte: non abbiamo bisogno di enunciazioni senza concretezza. La riforma del Pnrr rischia di diventare utopia, se non si riempiranno di personale le strutture previste. All’Asp di Catania chiediamo di avviare immediatamente una convocazione del tavolo della Salute e di definire in modo inequivocabile quanto previsto dall’ultima normativa che tende a eliminare il precariato nella Sanità. Abbiamo plaudito alle assunzioni fatte recentemente, ma contestualmente abbiamo protestato per la mancata assunzione di questo personale. Ora le norme sono determinanti, auspichiamo non vengano sollevati nuovi ostacoli”.

Comune, un confronto sulle politiche di sviluppo

“Al commissario Portoghese – continua Attanasio – al quale riconosciamo la difficoltà di operare in un contesto finanziariamente complicato, non possiamo non sottolineare che il confronto con le organizzazioni sindacali non può limitarsi alle sole politiche sociali o al personale dell’amministrazione. La città aspetta invece un confronto sulle politiche di sviluppo e si aspetta dall’amministrazione indicazioni precise e una guida chiara sulle azioni che verranno intraprese. I temi sono tanti e non vengono affrontati: a cominciare dalle risorse per il rifacimento della rete idrica o all’adeguamento antisismico degli edifici pubblici, o sulla zona industriale o nel rapporto con la Città metropolitana e la Pubbliservizi, sulla riforma sanitaria prevista dal Pnrr, sugli ospedali dismessi, sulle opere pubbliche, sugli interventi nei quartieri popolari”. Conclude il numero uno della Cisl di Catania: “Non possiamo tacere”. La Cisl di Catania con le sue Federazioni di categoria intende prendere posizioni forti su tutti i temi di competenza e sul continuo declassamento della città sui report di qualità della vita nazionali: c’è bisogno di azioni ‘plurali’, del coinvolgimento di “costruttori del Bene Comune” che facciano gli interessi della città e non quelli propri. C’è bisogno di un confronto allargato, costruttivo e concreto che è nel Dna del sindacato confederale il quale, lo voglio ricordare, è titolato non solo dalla Costituzione, ma legittimato anche dai propri iscritti e dalle deleghe ricevute delle migliaia di famiglie e cittadini che ad esso si rivolgono per rivendicare diritti e giustizia sociale”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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