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Il rating di legalità: opportunità e obblighi per le aziende

Uno strumento volto alla promozione e all'introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale. Ne ha discusso la Conferenza degli ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della Sicilia

Promuovere cultura della legalità nelle aziende è estremamente importante, in Italia più che mai. A maggior ragione se vi sono incentivi che favoriscono maggiore trasparenza e correttezza operativa. Sulla scorta di tali argomentazioni la Conferenza degli ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della Sicilia ha promosso un webinar su “Rating di Legalità e Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001: novità e spunti per la valorizzazione degli strumenti di corretta gestione aziendale”.

Il ruolo del commercialista

Il presidente della Fai Antiracket e antiusura per la Regione Sicilia Renzo Caponetti ha sottolineato il ruolo del commercialista che deve essere intentato a far aderire le imprese al Rating di legalità. L’avv. Carmelo Giurdanella ha trattato delle agevolazioni previste dalla legge per le imprese che aderiscono alle disposizioni del Rating della legalità, mentre il dott. Domenico Merlino ha trattato decreto legislativo 231/2001 con la previsione di una responsabilità personale e diretta dell’ente collettivo (intendendosi come tali sia gli enti forniti di personalità giuridica e le società e associazioni anche prive di personalità giuridica) per la commissione di una serie di reati da parte delle persone fisiche ad esso legate, che abbiano agito nell’interesse o a vantaggio dell’ente.

Cosa stabilisce il d.lgs 231/01

Il Decreto Legislativo 231/01 stabilisce le responsabilità del datore di lavoro e dell’azienda in caso di illeciti compiuti dai propri dipendenti. In tali casi il datore di lavoro può tutelarsi da azioni legali se può dimostrare di aver adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
Ritengo il rating di legalità uno strumento innovativo, introdotto in Italia nel 2012, volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale; si traduce in un’attestazione rilasciata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agmc) indicante il rispetto della legalità e del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business da parte delle imprese che ne facciano richiesta.

Premialità alle aziende

La misurazione avviene con le “stellette: l’impresa può ottenere una stelletta quando risponde ai “requisiti minimi” previsti dal regolamento, potendo però vedersi riconosciuto un incremento di un “+” per ogni requisito aggiuntivo che essa dichiari di rispettare in virtù dell’adesione a protocolli di legalità contro le infiltrazioni della criminalità organizzata; dell’adozione di modelli 231 o modelli per la prevenzione della corruzione, dell’iscrizione in white list, dell’adozione di codici di autoregolamentazione, modelli organizzativi; il punteggio massimo è di tre stellette. Questo strumento, sviluppato da Autorità garante della concorrenza e del mercato in accordo con i Ministeri degli Interni e della Giustizia, riconosce premialità alle aziende che operano secondo i principi della legalità, della trasparenza e della responsabilità sociale.

Il 60% delle imprese ha 1 stelletta

Il presidente Fai Renzo Caponetti ha riferito che a dicembre 2020 risultano 8.032 soggetti in possesso del Rating, di cui circa il 59,4 per cento (4.767) presentano una sola “stelletta”, il 33,6 per cento (2.699) due “stellette”, mentre solo il 7 per cento (566) può vantare la terza “stelletta”. La maggior parte delle domande di attribuzione del Rating di Legalità proviene da società ed enti di medie dimensioni, il cui fatturato è compreso tra i due e i cinque milioni per il 40 per cento dei casi e tra i cinque e i quindici milioni per il 29 per cento dei casi. Il 37 per cento circa delle imprese richiedenti il rating di legalità opera nel settore dell’industria manifatturiera, il 18 nel settore dell’edilizia e il 13 nel commercio poi società che svolgono attività nell’ambito dei servizi alle imprese (6,5), nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (4).

Opportunità e benefici

Relativamente ai benefici di questa attestazione, in sintesi, le imprese si attendono maggiori opportunità di business, la massima trasparenza sul mercato e i miglioramenti dell’immagine aziendale, anche grazie allo spazio dedicato sul sito internet dell’Agcm e alle informazioni contenute sulle visure delle Camere di Commercio; le imprese, migliorando la propria reputazione, ottengono benefici nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (preferenza in graduatoria a parità di punteggio o l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo rispetto a concorrenti sprovvisti di Rating; riduzione del 30 per cento dell’importo della garanzia da produrre per la partecipazione a procedure di gara) e nel rapporto con gli Istituti di Credito (in sede di accesso al credito bancario pertanto può significare una concreta riduzione della tempistica e degli oneri di competenza nelle richieste di finanziamento o la variazione della determinazione di talune condizioni economiche).

Il nuovo regolamento

Possono richiedere l’attribuzione del Rating imprese o enti che svolgono attività d’impresa purché siano rispettati i seguenti requisiti: sede operativa nel territorio nazionale; fatturato minimo di due milioni di euro; che alla data della richiesta di Rating risultino iscritti da almeno due anni, nel registro delle imprese o nel R.E.A.
Molto importante anche la fase successiva all’attribuzione del rating che vede impegnata l’Autorità in un’attività di monitoraggio sul mantenimento dei requisiti delle imprese, in collaborazione con la Guardia di Finanza per la verifica di profili di rilevanza fiscale e contributiva. Dal 20 ottobre 2020 è in vigore il nuovo regolamento attuativo (delibera 28361 del 28 luglio 2020) il quale, tra l’altro, richiede che a possedere i requisiti di onorabilità siano non solo gli amministratori della società che ha presentato l’istanza di rating di legalità, ma anche quelli della controllante o dell’ente che esercita attività di direzione e coordinamento. L’elenco delle imprese titolari di rating, pubblico e aggiornato, è consultabile in un’apposita sezione del sito Agcm. Auspico che sempre più imprese siciliane possano accedere a questo rating.

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Maurizio Attinelli
Maurizio Attinelli
Coordinatore regionale degli ordini commercialisti di Sicilia, presidente ordine dei commercialisti Ragusa e componente comitato tecnico antiracket e antiusura presso la Prefettura di Ragusa. Magistrato alla Commissione tributaria regionale

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