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Il riscatto delle scienze umanistiche: 120 milioni per l’ateneo catanese

Il tasso di occupazione dei laureati in discipline umanistiche è tra i più bassi in Europa, così come la quota di 30-34enni laureati in generale, appena il 26,8 per cento in Italia contro il 41,6 per cento nei Paesi dell’Ue

“Le scienze umanistiche rivestono un ruolo sempre più fondamentale per la società di oggi e del futuro grazie a quella contaminazione dei diversi saperi e conoscenze. Per questi motivi occorre ripensare sempre più al ruolo delle discipline umanistiche, un settore di studio che vede in Italia una percentuale del 30 per cento di laureati, tra le più alte tra i Paesi Ocse anche se purtroppo il dato non premia a livello occupazionale. In base ai dati del 2021, infatti, il tasso di occupazione dei nostri laureati in discipline umanistiche è tra i più bassi in Europa così come la quota di 30-34enni laureati in generale, appena il 26,8 per cento in Italia contro il 41,6 per cento nei Paesi dell’Ue”. Con queste parole il rettore Francesco Priolo è intervenuto, nell’Auditorium “Giancarlo De Carlo” del Monastero dei Benedettini, al colloquio di ricerca “Le linee di ricerca del Dipartimento di Scienze umanistiche. Verso il nuovo piano triennale” che si è svolto il 26 e 27 gennaio. Un lavoro scientifico avviato negli anni scorsi dal prof. Giancarlo Magnano San Lio e adesso coordinato dal prof. Antonino Sichera affiancato dai docenti Marco Mazzone e Stefania Rimini con il coinvolgimento fattivo ed entusiasta di dottori di ricerca, dottorandi e assegnisti.

Dottorati e assegni di ricerca: 150 posizioni

“L’Università di Catania sta investendo molto nella ricerca, basti pensare ai 21 progetti finanziati nell’ambito del Pnrr con oltre 120 milioni di euro – ha aggiunto il rettore – già approvati, destinati al nostro ateneo. Il nostro ateneo, inoltre, investirà 2,5 milioni di euro per il progetto Piaceri e anche sulle risorse umane per la ricerca con bandi per quasi 150 posizioni tra dottorati e assegni di ricerca”. E proprio sul sostegno alla ricerca è intervenuta anche Marina Paino, direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche, che ha evidenziato l’importanza delle risorse del Pnrr, soprattutto per gli atenei del Meridione, per colmare quel gap tra Nord e Sud”. Il Disum, in questi anni, ha dimostrato di avere tutte le competenze per fare ricerca di qualità con risultati importanti per il nostro territorio» ha aggiunto Paino. Nel corso della due giorni di lavori – alla presenza dell’Advisory Board composto dai docenti Andrea Bonaccorsi (Università di Pisa), Paolo Leonardi (Università di Bologna) e Edoardo Massimilla (Università Federico II di Napoli) – sono state discusse, in vista della redazione del nuovo Piano triennale della Ricerca Disum, le linee strategiche di ricerca per il prossimo triennio. In tutto sono dieci linee che fanno parte del piano triennale, cinque in più rispetto al precedente, che i docenti del Disum hanno esposto. Linee di ricerca che spaziano idealmente dai saperi sul più remoto passato (si pensi alle archeologie) a quelli del presente e del futuro (come le Digital Humanities) in sintonia d’altronde con lo sviluppo della ricerca umanistica contemporanea.

Lo studio del testo e la mediazione linguistica

In questo contesto (Digital Humanities) basti pensare all’attivazione in questi anni di una laurea magistrale in Scienze del testo per le professioni digitali e alla costituzione del Centro di Informatica Umanistica. Restano centrali nella ricerca del Disum l’esperienza di punta sul Patrimonio culturale, basti pensare alle scoperte dell’équipe archeologica del dipartimento a Bagdad sull’antica Babilonia, e le ricerche dell’Italianistica catanese con un ruolo principale nelle edizioni nazionali di Verga e di Pirandello, così come all’edizione delle opere di Croce e di Pavese. Vanno emergendo anche le ricerche sul piano del plurilinguismo e della mediazione linguistica e culturale con il dipartimento che ospita un cospicuo numero di studiosi di lingue (anche grazie al Centro di ricerca interuniversitario come Polyphonie). Di particolare rilevanza il laboratorio sui testi filosofici con la tradizione di studi sullo storicismo tedesco e sulle ‘filosofie’ di altri mondi e culture. Una costola degli studi filosofici e linguistici si è concentrata sulla dimensione pragmatica e cognitiva del linguaggio e dei testi, in una rete di contatti internazionali prestigiosi e con il riconoscimento di finanziamenti su programmi Prin. Attività di ricerca che sono sostenute anche dai due dottorati in Patrimonio culturale e in Scienze dell’Interpretazione.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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