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Impresa a tasso zero di Invitalia ritorna ma va “oltre” le startup. E diventa “On”

La misura rivolta a donne e giovani under 35 ha visto in Sicilia il 10 per cento delle domande nazionali. La nuova edizione chiamata On aggiunge opportunità anche per le imprese nate entro i 5 anni

Nuova impresa a tasso zero, la misura di Invitalia destinata a giovani under 35 e donne, cambia volto nel segno della continuità. Nella sua prima edizione in Sicilia ha raccolto 332 richieste, il 10 per cento di quelle nazionali, con 42 progetti finanziati per 15 milioni di euro e circa 200 lavoratori coinvolti. La nuova edizione, partita il 19 maggio, si duplica e per l’occasione cambia nome in “On, Oltre nuove imprese a tasso zero”. Non più destinata alle sole startup ma anche alle imprese in fase di consolidamento ovvero quelle con più di 36 mesi di anzianità ma meno di 5 anni. Come ha spiegato a FocuSicilia Gianluca Fiorillo, che per Invitalia coordina il team dedicato alla fase esecutiva dei progetti, “per le startup, quindi anche i gruppi di persone che vogliono poi costituiisi in realtà, o per le imprese entro i 36 mesi è destinato un finanziamento massimo di 1,5 milioni di euro. Per quelle entro i 5 anni si tratta di potenziare una realtà già avviata e il finanziamento può arrivare a 3 milioni”.

Composizione: almeno la metà donne o under 35

L’aspetto di fondo della misura rinnovata non cambia: dare più opportunità a giovani under 35 e donne, in una società italiana caratterizzata dalle difficoltà di accesso al mercato del lavoro e alla vita imprenditoriale. “La compagine sociale deve essere composta almeno il 50 per cento da soggetti che abbiano le caratteristiche richieste. Ovvero donne senza limiti d’età e per gli uomini non aver compiuto i 36 anni”. Con un esempio pratico: “Se si è in tre, due devono avere i requisiti di età o sesso e uno no. Se si è in cinque i requisiti devono possederli in tre”, spiega Fiorillo. A cambiare in modo netto sono invece alcuni punti chiave, per ridurre le difficoltà di carattere finanziario. “Oggi c’è la possibilità di restituire il mutuo in 10 anni, il tempo massimo consentito, invece dei precedenti 8. Mentre la quota di finanziamento è arrivata al 90 per cento”. Sempre, come da nome dell’iniziativa, a tasso zero. Si può inoltre chiedere, per le aziende costituite entro i 3 anni, un contributo ulteriore, fino al 20 per cento delle spese di investimento, per l’acquisto di materie prime e servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa. Un mix di finanziamento fino al 90 per cento del totale della spesa ammissibile e di contributo a fondo perduto che non può superare il limite del 15 per cento per le imprese sopra i tre anni ed entro il quinto anno di vita.

Investimento a garanzia di se stesso

Se la quota finanziabile è aumentata dal 75 al 90 per cento, la nuova edizione di “impresa a tasso zero” dovrebbe garantire anche una maggiore velocità nell’erogazione di un eventuale finanziamento. Grazie soprattutto alle garanzie. Entro i 250.000 euro non ne sono previste ulteriori, “ma solo privilegi generali”. Oltre questa soglia “i privilegi speciali possono essere iscritti sul bene in oggetto, facendo dell’investimento garanzia di se stesso”, spiega Fiorillo. Una possibilità ulteriore per categorie, giovani e donne, con maggior difficoltà di accesso al credito, aspetto che ha caratterizzato la prima edizione, e superato con “On”. “Le misure di Invitalia hanno il dovere di evolversi. Ma questo in una visione del mondo che noi vediamo sempre guidata dallo spirito del buon padre di famiglia – commenta Fiorillo – significa poter restituire secondo quanto stabilito dal contratto la quota secondo i termini”. Una novità importante è destinata invece alle imprese turistiche che possono oggi finanziare l’acquisto di un immobile entro il 40 per cento “con garanzia ipotecaria” aggiunge.

Richiesta fondi su fatture non quietanzate

Le domande possono essere inviate seguendo le procedure indicate sul sito di Invitalia. La procedura “prevede un team di supporto per la presentazione della domanda, un accompagnamento che è con contatto one-to-one, e sono previsti anche dei webinar informativi di cui periodicamente sono pubblicate le date”, spiega Fiorillo. Che sottolina come le novità non siano però solo nella fase di presentazione della domanda, ma anche in quella di erogazione e rendicontazione. “Si può procedere con l’attività di richiesta dei fondi anche su fatture non quietanzate. Il primo Sal (stato avanzamento lavori) può essere richiesto per un valore massimo del 20 per cento”. All’atto pratico significa che su una spesa ipotetica non ancora saldata, ad esempio “da 500 mila euro si può chiedere un avvio finanziario fino a 80 mila. Un sistema che si può estendere fino al 40 per cento ma con fideiussione bancaria”. E il tutor “è a disposizione dell’impresa con un percorso obbligato di due anni, per predisporre la rendicontazione e tutti gli altri aspetti”, conclude Fiorillo.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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