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Imprese, Bankitalia: un semestre luminoso, poi black-out e incertezza

Andamento positivo fino a giugno, poi rincari e perdita di fiducia. Tiene il settore dell'edilizia pubblica, spinto dagli adeguamenti dei prezzi. L'economista Faraci "Probabili difficoltà nell'accesso al credito" e nuovi circoli viziosi con minori investimenti e rischio-disoccupazione

Un anno sostanzialmente diviso a metà per le imprese, con un “andamento positivo del primo semestre” in tutti i principali settori produttivi e nelle esportazioni, “un’espansione dell’attività nelle costruzioni”, grazie agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni, e un secondo semestre che si apre invece all’opposto, sull’onda dell’incertezza. Una volta assottigliate le spinte pubbliche del 2021 per favorire la ripresa post Covid, “i rincari dei beni energetici e l’evoluzione della congiuntura economica legata al protrarsi del conflitto in Ucraina si stanno traducendo in un indebolimento delle prospettive di crescita dell’attività delle imprese e in un sensibile peggioramento del clima di fiducia delle famiglie”. Questo scrive la Banca d’Italia nel suo aggiornamento sull’economia regionale della Sicilia, certificando una situazione ben nota: “Produzione delle imprese in parte frenata dai maggiori costi, derivanti sia dai rincari dell’energia sia dalle difficoltà di approvvigionamento”. Quindi, “incrementi dei prezzi di vendita e riduzioni dei margini di profitto”, ma anche uno stimolo a “iniziative di efficientamento energetico e il ricorso a fonti di energia alternative”.

Fonte: Banca d’Italia, aggiornamento sull’economia della Sicilia, novembre 2022

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Sei mesi di crescita, poi l’inversione di tendenza

Il 2022 aveva avuto quindi un esordio promettente. Gli analisti di Bankitalia scrivono di una “crescita dell’attività economica nel primo semestre, miglioramento dei livelli occupazionali e minore ricorso a strumenti di integrazione salariale, numero di occupati dipendenti aumentato e calo del tasso di disoccupazione”. Analogo trend anche per l’export industriale (+78 per cento, prodotti petroliferi più che raddoppiati) e per il mercato interno, seppur con dati a campione. “Nel primo semestre dell’anno in corso è proseguita la crescita dell’attività industriale iniziata nel 2021; la produzione in Sicilia è salita di quasi tre punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Poi inizia la discesa e la ripresa perde vigore nel terzo trimestre, “con un peggioramento di ordini e produzione e del clima di fiducia delle imprese”. Un problema che ha investito e investe in particolare il settore industriale, praticamente fondato in Sicilia sulla rilevante presenza dei comparti ad alta intensità energetica (tra gli altri, il polo petrolchimico siracusano e le Acciaierie di Sicilia) che hanno risentito della forte crescita dei costi di produzione, per il 20 per cento condizionati dalla spesa per energia elettrica e gas, raddoppiata in nove mesi.

Fonte: Banca d’Italia, aggiornamento sull’economia della Sicilia, novembre 2022

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Faraci: “Clima di fiducia delle imprese peggiorato”

Come si chiuderà quindi il 2022 per le imprese siciliane? “A questa domanda, quella che si porrebbe ogni persona dotata di buon senso, non è semplice rispondere”, commenta l’economista Rosario Faraci. “Gli ultimi dati di Banca d’Italia – prosegue – esitati con l’aggiornamento congiunturale di qualche giorno fa, evidenziano un andamento positivo del primo semestre in tutti i principali settori produttivi, a maggior ragione se si fa un confronto con l’analogo periodo del 2021, in cui l’economia regionale aveva fortemente risentito del Covid-19. Per formulare questo giudizio moderatamente positivo, Banca d’Italia ha combinato fonti informative diverse, i dati Istat in primis e poi i risultati del sondaggio congiunturale svolto tra settembre ed ottobre nelle proprie filiali. Tuttavia, è sempre l’Istat che ci informa che ad ottobre di quest’anno, il clima di fiducia delle imprese italiane è peggiorato in tutti i comparti. Anzi, quella fiducia che era cresciuta nel corso del 2021, ha subìto un ridimensionamento a gennaio di quest’anno, entrando in un periodo di stasi fino a giugno, ma riprendendo a calare nuovamente da luglio 2022”.

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Probabili difficoltà nell’accesso al credito per le Pmi

“Come quando si procede a ricomporre un puzzle – prosegue Faraci – i dati vanno pertanto tutti integrati fra loro. È pur vero che c’è stato un andamento positivo dell’economia reale, come sostiene Bankitalia, ma è anche vero che le imprese non vedono prospettive ottimistiche. Ad esempio, nel comparto manifatturiero si rileva un peggioramento dei giudizi sulla domanda e un incremento delle giacenze di prodotti finiti, che tradotto in termini economici vuol dire attesa di minori ricavi e certezza di un aumento dei costi. Una possibile minore redditività delle imprese avrà riflessi anche sul piano finanziario. Non è escluso che, finita la fase espansiva del credito bancario favorita dalle misure di sostegno all’economia durante e post-Covid 19, si torni nuovamente ad un periodo di difficoltà delle imprese nell’accesso ai prestiti, soprattutto per le piccole e medie imprese che stanno soffrendo l’aumento dei costi delle materie prime e in generale il rialzo dei prezzi di tutti i fattori produttivi. A quel punto, potrebbe ripartire il circolo vizioso: minori risorse finanziarie, minor ammontare di investimenti per la crescita o la ripresa, minore impiego della forza lavoro. E quindi rischio di nuova disoccupazione”, ipotizza l’economista.

Fonte: Banca d’Italia, aggiornamento sull’economia della Sicilia, novembre 2022

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Il traino dell’edilizia grazie ai bonus fiscali

La parte da leone, sempre nei primi sei mesi del 2022, l’hanno fatta le costruzioni, dove si è registrata “una crescita robusta – evidenzia Banca d’Italia – proseguendo la tendenza iniziata nell’anno precedente; anche l’occupazione è aumentata, sebbene si siano manifestati segnali di rallentamento. Le ore lavorate denunciate alle Casse edili presenti in regione sono aumentate del 57,1 per cento, trainate dai lavori di edilizia privata che hanno continuato a beneficiare delle agevolazioni fiscali”. Poco meno di 21.300 in Sicilia, secondo dati Enea e ministero della Transizione ecologica, gli interventi relativi al Superbonus alla fine di settembre, per un importo dei lavori di circa 3,6 miliardi di euro, più che triplicato rispetto alla fine del 2021. Segnali importanti anche dal comparto delle delle opere pubbliche, con 5,8 miliardi di euro di fondi Pnrr assegnati alla Sicilia e una crescita delle ore lavorate. Nei prossimi mesi è atteso un incremento di valore delle opere cantierabili, legato ai costi aggiornati dei bandi di gara pubblicati nel corso dell’anno. Per l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), nel periodo gennaio-agosto l’ammontare è stato di 4,9 miliardi di euro, a fronte di 1,9 nello stesso periodo del 2021. Ma la spinta delle infrastrutture pubbliche non potrà certo bastare.

Fonte: Banca d’Italia, aggiornamento sull’economia della Sicilia, novembre 2022

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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