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Imprese, Confindustria: innovazione stretta nella morsa della burocrazia

A Catania imprenditori e manager si sono confrontati sui temi dell'innovazione e delle infrastrutture. Presente anche il leader nazionale Bonomi, che ha reclamato il taglio del costo del lavoro e il credito di imposta per il Sud

Diminuire il grandissimo peso della burocrazia e snellire i procedimenti: questo “è il primo aiuto reale che si può dare alle aziende, perché le pratiche non possono stare ferme per anni nei cassetti dei dirigenti, bisogna sburocratizzare e velocizzare i passaggi”, denuncia Antonello Biriaco, presidente di Confindustria Catania, altrimenti non ci può essere l’innovazione sperata”. Gli industriali etnei scelgono la sede istituzionale per eccellenza, Palazzo degli Elefanti, per riunirsi e fare il punto sui temi dell’innovazione. Il presidente nazionale, Bonomi, è per la seconda volta in città (la prima visita avvenne nell’ottobre 2021), per valorizzare la presenza di Confindustria nel territorio: in quattro anni, circa 700 aziende associate, 25 mila dipendenti, in una provincia che produce il 36 per cento dell’intero Pil siciliano ed esportazioni per oltre un miliardo di euro in sei mesi, “un’eccellenza – sottolinea Biriaco – volano di possibili nuovi investimenti, con grandissime opportunità per tutto l’indotto imprenditoriale, ma è necessario che nell’agenda del governo ritorni la parola Mezzogiorno”.

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Panel dedicati a infrastrutture e nuove tecnologie

Era la Milano del Sud, Catania, e oggi? Il mondo delle imprese non ha perso la grinta, ma servono risposte istituzionali e il pomeriggio catanese di imprenditori e manager le chiede a gran voce. All’incontro, moderato dal direttore del quotidiano La Sicilia, Antonello Piraneo, hanno preso parte anche il commissario straordinario del Comune e della Città metropolitana di Catania, Federico Portoghese, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, il presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese, il ministro per la Protezione civile e le politiche del Mare, Nello Musumeci, Angela Gargani di Tim, Francesco Morbidelli di Elettra Tlc, Franz Di Bella di Netith Care, Gaetano Vecchio di Cosedil, Alfredo Cavallaro di AC2, Nicola Timpanaro di Archicart che si sono confrontati sull’ammodernamento delle infrastrutture reali e virtuali. Nel secondo panel di interventi, dedicato alle tecnologie innovative e a basso impatto ambientale, si sono avvicenddati Vincenzo Nicotra (STMicroelectronics), Eliano Russo (3Sun Gigafactory Enel Greenpower), Michele Chiappetta (Abs), Andrea Bonina (Bionap), Daniele Lombardo (Behaviour Labs) e Davide Marano (M2D Technologies).

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La fondamentale transizione green

Fondamentale il tema della transizione green, presente in maniera trasversale in numerosi interventi. Un argomento che fa emergere la profonda contraddizione di una Sicilia, terra del sole, che produce meno energia solare della Lombardia. “La nostra terra – ha ricordato Diego Bivona, presidente di Confindustria Siracusa – è meteorologicamente la regione più vocata a favorire la produzione di energia da fonti alternative”, ma si è purtroppo penalizzati “dalla burocratizzazione di centinaia di pratiche per realizzare parchi fotovoltaici e da una narrazione del territorio che va a proteggere siti abbandonati e non valorizzati. Si dovrebbe avere una chiara politica industriale energetica del nostro Paese e confidiamo molto in questo nuovo governo, perché getti le basi per dire dove si possono realizzare gli impianti strategici. Il processo è lento, ma dobbiamo partire realmente per spostare la produzione da fonti alternative a quelle fossili”, ha concluso Bivona.

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Bonomi: “Serve il credito di imposta per il Sud”

Il leader nazionale di Confindustria, Carlo Bonomi, ha concluso l’incontro ringraziando i presenti per l’entusiasmo e puntando il dito innanzitutto sulla necessità di tagliare il cuneo fiscale e il costo del lavoro e criticando la legge di bilancio “dove manca completamente il tema del lavoro e che non guarda allo sviluppo del Mezzogiorno – ha detto – e alla crescita. Serve – ha chiesto – il credito di imposta per il Sud. Sono quattro i fattori produttivi: le materie prime, l’energia, il capitale e il costo del lavoro. Solo su quest’ultimo possiamo intervenire ed è doveroso intervenire. Si dice che non ci siano le risorse, ma le risorse ci sono se si vogliono trovare e noi le abbiamo anche indicate”, ha esortato Bonomi. Gli industriali attraverso il loro presidente esprimono un’apertura verso il governo, ma non nascondono aspre critiche verso le politiche del lavoro finora adottate: “Abbiamo raddoppiato la spesa sociale e il numero dei poveri: 5,6 milioni di italiani in fascia di povertà, è evidente che qualche passaggio non ha funzionato”, ha detto ancora Bonomi citando i navigator e il reddito di cittadinanza che avrebbe generato solo 500 assunzioni.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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