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Isab Lukoil, Confindustria Siracusa: “Sito strategico, ora è riconosciuto”

L'azienda petrolchimica di Priolo ha subito negli anni "una narrazione non corrispondente alla realtà", ovvero non è stata negli anni trattata come una delle principali protagoniste dell'export italiano, afferma il presidente degli industriali aretusei Diego Bivona

“Questo provvedimento mette in luce la rilevanza di un polo industriale che finalmente ha avuto il riconoscimento di un sito di valenza strategica per il paese”. Lo afferma, riguardo alla complessa situazione di Isab Srl di Priolo, la maggiore azienda siciliana controllata dalla russa Lukoil, Diego Bivona, presidente di Confindustria Siracusa e vice di Confindustria Sicilia, ai margini dell’evento “Innovation Valley, Catania acceleratore di imprenditorialità”, tenutosi ieri nel municipio del capoluogo etneo. Il provvedimento è naturalmente quello preso dal governo Meloni sulla possibilità che il sito produttivo siciliano diventi proprietà dello Stato, salvandolo di fatto da un pronosticato declino dovuto alle sanzioni internazionali alla Russia, Paese da cui in questi mesi il petrolchimico è dipeso per la fornitura di greggio.

Priolo esce dalla “dimensione locale”

Secondo Bivona con la decisione del governo, i problemi di Priolo “sono usciti finalmente da una dimensione locale”. Del resto l’importanza di un sito produttivo che da solo vale circa un terzo dell’export siciliano è stata per il presidente degli industriali siracusani molte volte vittima “di una narrazione non corrispondente alla realtà dei fatti”. La dichiarazione del governo stabilisce che “si tratta di un sito importantissimo che deve essere protetto, custodito, e questo ci fa ben sperare per il futuro del polo industriale, che deve affrontare una sfida importantissima che è quella della transizione energetica, che mira appunto a riqualificare anche dal punto di vista della conversione dei cicli produttivi e la decarbonizzazione”, afferma Bivona.

Leggi anche – Isab, l’azienda proprietaria: operativi anche dopo l’embargo al petrolio russo

“Nuove prospettive dopo anni poco felici”

L’azienda, a poche ore dalle notizie di stampa relative al provvedimento governativo, ha rilasciato ieri un comunicato nel quale affermava di non temere lo stop al grreggio russo, date “viste le materie prime immagazzinate per i prossimi mesi e le future consegne di petrolio di origine non russa”. “A parte quel comunicato – prosegue Bivona – l’azienda non ha dato altre indicazioni, e non ho potuto ancora parlare con i vertici”. Il presidente di Confindustria Siracusa sottolinea comunque come “non si è avuta mai la percezione di quanto fosse importante questo sito in termini di energia, non solo in termini occupazionali che è un problema alla fine realmente locale. Ma in termini di energia e di export”. Isab, la maggiore azienda per fatturato in Sicilia, oltre a essere quella attorno alla quale ruotano diecimila addetti di un polo industriale estremamente interconnesso tra Augusta, Priolo e Melilli, è fondamentale anche per l’esport, al quale contribuisce per circa un terzo del totale siciliano. “Voglio ricordare – ha concluso Bivona – che questa di Siracusa è la provincia con il più alto export d’Italia. Quindi per la bilancia dei pagamenti del nostro Paese avrà un significato. Questa importanza è stata riconosciuta, e si aprono nuove prospettive. Anche perché non abbiamo passato anni felici per una serie di motivi che è inutile qui elencare”.

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Leandro Perrotta e Agostino Laudani
Leandro Perrotta e Agostino Laudani
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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