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Imprese di Sicilia, rischio default per una su cinque in quattro province

Il 41 per cento delle imprese del Mezzogiorno è economicamente vulnerabile, i dati sul rischio default preoccupano in quattro province siciliane. La recente congiuntura economica ha aggravato le condizioni finanziarie delle imprese regionali. I dubbi legati al conflitto Arabo-israeliano

Il 41 per cento delle imprese meridionali è economicamente vulnerabile e il 21 per cento delle aziende in provincia di Catania, Messina, Siracusa e Caltanissetta è a rischio default. La congiuntura economica degli ultimi tre anni ha peggiorato le condizioni economiche delle imprese, impegnate a confrontarsi con pandemia, crisi delle materie prime e guerra in Ucraina. Contrazioni di mercato, che equivalgono ad una riduzione del giro d’affari, hanno portato ad un aumento della debolezza economica in uno scenario in cui non è ancora chiara l’incidenza del conflitto arabo-israeliano

A Sud si trovano il 41 per cento delle imprese vulnerabili

Tanto basta perché suoni un campanello di allarme per le imprese, soprattutto del Mezzogiorno. Stando al rapporto Cerved 2022, l’aumento della rischiosità è stato sì diffuso in tutte le aree del Paese, ma a Sud si osserva la percentuale più elevata di fragilità d’impresa. Il 60,1 per cento del totale. Le imprese a rischio default nel Mezzogiorno sono 150.266, aumentate in tre anni di quasi il tre per cento. Al tonfo del 2020 (+13 per cento di imprese a rischio) è seguita la risalita del 2021 (-12 per cento di imprese a rischio). Tuttavia, il 2022 ha comunque portato un aumento fino a due punti percentuali di aziende a rischio. Un ultimo dato da non sottovalutare riguarda l’aumento delle imprese vulnerabili, a Sud salito di un punto e mezzo dal 2021 al 2022, e pari al 41 per cento. Cosa è accaduto nel 2023 è presto per dirlo, ma è evidente una condizione di volatilità.

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Aziende siciliane a rischio default in 4 province

Il rapporto Cerved ha poi analizzato l’incidenza delle società di capitale a rischio default per provincia in Italia. Nella Top 15 sono presenti quattro comprensori di Sicilia: Messina, Siracusa, Catania e Caltanissetta. Tutte e quattro le province mostrano una percentuale superiore al 20 per cento. Nel dettaglio pari ad oltre 22 per cento a Messina e Siracusa e di oltre il 21 per cento a Catania e Caltanissetta. Come evidenziato dal rapporto Banca d’Italia sull’economia Siciliana, durante il periodo di crisi sanitaria la liquidità delle imprese ha fatto registrare aumenti “a seguito delle misure di sostegno varate dal Governo”, ma non bisogna dimenticare si tratta di prestiti, dunque di debiti da dover corrispondere. Sarà necessario farlo anche oggi, durante una nuova fase d’incertezza economica generale.

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Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

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