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Imprese: in Sicilia le piccole si indebitano meno delle grandi

L’esercito delle piccole imprese è talora più virtuoso del ristretto club delle grandi aziende. Con l’aiuto di Aida, una banca data finanziaria disponibile all’Università degli Studi di Catania, abbiamo esaminato un campione di quasi nove mila imprese

L’ammontare complessivo dei debiti è cresciuto nei dieci anni percentualmente più nelle grandi che nelle piccole aziende: 41,52 per cento nel primo caso; 20,37 per cento nel secondo. Nel calderone ci sono i debiti bancari, verso i fornitori ed altre imprese, i debiti tributari ed altre voci di obbligazioni assunte dall’imprese. Con l’aiuto di Aida, una banca data finanziaria disponibile all’Università degli Studi di Catania, abbiamo esaminato, in base all’ultimo bilancio disponibile al 31 dicembre 2021, un campione di 752 imprese con fatturato superiore a 10 milioni di euro (e dunque grandi) e un altro di 7906 imprese con un volume di ricavi compreso tra 500 mila euro e 10 milioni di euro (dunque rientranti fra le piccole e medie). Il numero di aziende selezionate dalla banca dati sulla base di questi parametri è stato più ampio per entrambe le categorie: rispettivamente 1.046 per le grandi e 19.457 per le piccole.

Gli indicatori analizzati

Al campione finale di 752 e 706 imprese da esaminare si è arrivato, dopo aver effettuata un’importante scrematura che, come si vede, ha ristretto di molto il campo di osservazione delle piccole imprese. Abbiamo selezionato, infatti, soltanto quelle per le quali fossero disponibili interamente due serie di dati nel decennio: l’ammontare complessivo dei debiti e l’EBITDA in percentuale sulle vendite. Quest’ultimo indicatore noto anche come EBITDA margin esprime la redditività lorda di un’impresa e dunque estensivamente la capacità di stare sul mercato.

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Redditività negativa

In entrambe le serie di dati, la crescita dell’EBITDA margin è stata negativa. Più contenuta nelle piccole imprese (-5,07 per cento) che nelle grandi dove si attesta invece a -10,07 per cento. In altri termini, la redditività è stata negativa nei due campioni esaminati, ma più circoscritta nelle piccole rispetto alle grandi imprese. Si tratta di valori medi e bisogna analizzare riga per riga per rendersi conto di come varia la situazione delle singole imprese esaminate.

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“Spacchettando” i dati

Si riscontra che l’81 per cento delle grandi imprese ha visto crescere il proprio livello di indebitamento nel decennio, solo il 19 per cento ha invertito il trend, mentre nelle piccole imprese questi valori sono rispettivamente 78,14 per cento e 21,82 per cento. Inoltre,
appena l’0,4 per cento delle grandi imprese ha registrato una crescita dell’EBITDA margin superiore ad un valore ottimale del 10 per cento, praticamente quasi l’intero campione è sotto questo valore, che però nel 67,5 per cento dei casi è sopra lo zero. A questo va aggiunto che solo lo 0,9 per cento delle piccole imprese ha registrato una crescita dell’EBITDA margin oltre il 10 per cento, mentre il resto del campione rimane come nel caso precedente sotto questa soglia, ma nel 60 per cento dei casi è comunque di segno positivo.

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Morale della favola

Non è poi detto che in Sicilia grande sia più bello del piccolo. Anzi, l’esercito delle piccole imprese è talora più virtuoso del ristretto club delle grandi aziende, se è vero che mezzo punto percentuale in più di EBITDA margin positivo oltre il 10 per cento consentirebbe financo di ripagare man mano i debiti contratti verso banche, erario e fornitori.
Però, quando bussano alle porte degli istituti di credito, queste qualità delle piccole imprese non sono sempre riconosciute. Ma quando arriva una cartella esattoriale, apriti cielo: questa volta è il Fisco a bussare con insistenza al campanello di capannoni industriali, uffici e magazzini.

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Rosario Faraci
Rosario Faraci
Rosario Faraci è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania e tiene gli insegnamenti di Principi di Management, Marketing, Innovation and Business Models. È delegato del Rettore aIl’Incubatore di Ateneo, Start-up e Spin-off, presidente del comitato scientifico di Start Cup Catania e consigliere nazionale dell’associazione PNI Cube. E’ stato Visiting Professor di Strategic Management alla University of Florida. È giornalista pubblicista dal 1987.

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