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Imu, domani il saldo 2021. A Siracusa e Catania le aliquote più alte

Domani scade il saldo dell'Imposta municipale unica e, secondo i calcoli dal Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil, le due province sono le uniche in Sicilia dove si pagherà più di 1.070 euro annui, la media nazionale. Caltanissetta tra le meno care in Italia

L’Imu, l’imposta municipale unica, in Sicilia costa meno che nel resto d’Italia, con una media di 891 euro a fronte di 1.070 nel resto del Paese. Il dato emerge da uno studio condotto dal Servizio Lavoro, Coesione e Territorio di Uil, che ha messo a confronto gli importi medi per tutte le 107 province italiane. Il gettito per le casse comunali sarà complessivamente di 19,5 miliardi di euro, con 9,7 miliardi in arrivo il 16 dicembre, che si aggiunge alla quota del 50 per cento già versata con scadenza al 16 giugno. La stima degli introiti è stata rivista al ribasso rispetto all’analogo studio di Uil di metà anno, nel quale si prevedeva un totale di 19,6 miliardi di euro per un introito semestrale di 9,8 miliardi. Un problema, quello della riscossione, sollevato più volte dai sindaci siciliani riuniti nell’associazione Anci.

A Siracusa le seconde case più care

Fatte salve le ben note difficoltà di bilancio di tutti i Comuni della Sicilia, solo Siracusa e Catania prevedono saldi superiori alla media italiana, con rispettivamente 1.227 e 1.115 euro. Segue Ragusa a 972 euro, Agrigento a quota 955 e Trapani a 816 euro annui medi. La città di Palermo, la più estesa e popolosa, vede invece un esborso medio di 745 euro per le seconde case, seguita da Enna a quota 738. Chiudono la classifica siciliana Messina, a quota 709 euro, e Caltanissetta con 699 euro medi annui: entrambe rientrano nella “top dieci” delle province in cui l’Imu è mediamente meno cara, rispettivamente al nono e settimo posto, di una classifica guidata dalla piemontese Asti dove l’esborso annuale si ferma a 580 euro.

Agrigento, case lusso: più del triplo di Caltanissetta

A Palermo, come nel resto della Sicilia, l'aliquota è del 10,6 per mille, ma l'Isola spicca per una particolare varietà nell'imposta per quanto riguarda le seconde case di lusso, ovvero quelle con categoria catastale A1, A8 e A9. La media nazionale è in questo caso di 2.623 euro, che diventano però 3.678 ad Agrigento, contro gli appena 990 euro di Caltanissetta: nel nisseno per un immobile di pregio si paga meno della media italiana generale di 1.070 euro. Discorso simile per Messina, a quota 1.141 euro, ovvero meno dell'aliquota media per le seconde case a Catania e Siracusa. Seguono tra le "meno care" Ragusa con 1.248 euro, Enna con 1.846, Palermo con 1.941 e Siracusa con 2.385 euro. In linea con la media italiana infine Trapani con 2.616 euro, mentre Catania è la seconda provincia siciliana, dopo Agrigento, in cui l'Imu per gli immobili di lusso è più cara, con 3.550 euro.

Milano e Roma le più care in Italia

Uil sottolinea che la varietà delle aliquote caratterizza anche il dato nazionale. Dove è presente un'anomalia: la ex addizionale Tasi, valida ancora in 480 comuni, fra cui 18 capoluoghi di provincia. La media dell’aliquota applicata per le seconde case ammonta al 10,6 per mille. Ma nei comuni dove è ancora attiva l'addizionale Tasi introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali. In questi comuni "si applica un'aliquota aggiuntiva fino allo 0,8 per mille, così da portare in questi Comuni l’aliquota Imu fino all’11,4 per mille", commenta Ivana Veronese della segreteria confederale Uil. Tra queste Roma e Milanocon le tariffe più care d'Italia per le seconde case, rispettivamente 2.064 e 2.040 euro medi. Differenze territoriali che mergono dagli importi medi, e che potrebbero risolversi "con una riforma del catasto in grado di riportare equità, e con la ripresa del 'cantiere' del federalismo fiscale, riforma prevista tra l’altro nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza", conclude Veronese.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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