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Sanità, dai grandi poli alle cure locali: la “lezione” del Covid secondo Cisl Catania

Per i medici associati al sindacato catanese, nel dopo pandemia le terapie dovranno essere erogate quanto più possibile "direttamente a casa del paziente", in piena sicurezza

La pandemia da Covid-19 ha reso auspicabile ridefinire il sistema sanitario oggi basato sui grandi poli assistenziali verso un sistema maggiormente capillare, fondato sulla gestione territoriale della cura del paziente. Con metodi e modalità ispirati al Lean management della giapponese Toyota. Il tema dell’integrazione delle cure tra ospedale e territorio ha caratterizzato il quinto congresso territoriale della Cisl Medici di Catania, titolato appunto “Quale futuro per la sanità post Covid-19”. Al termine del congresso, Massimo De Natale è stato confermato alla guida della federazione che associa la dirigenza medica; al suo fianco, la segreteria territoriale rinnovata con Mariangela Donatella Pettinato e Mario Raspagliesi.

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Sviluppare le cure domiciliari

Dopo gli adempimenti congressuali, presieduti da Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese, l’argomento è stato trattato in una tavola rotonda moderata da Massimo Farinella, segretario generale Cisl Medici Sicilia, alla quale hanno partecipato Salvatore Giuffrida, direttore generale A.O. per l’emergenza Cannizzaro; Gaetano Sirna, direttore generale A.O. Universitaria Rodolico-San Marco; Maurizio Lanza, direttore generale Asp 3CT; Fabrizio De Nica, direttore generale A.O. Garibaldi; Enrico Desideri, presidente Fondazione Sicurezza in Sanità; Biagio Papotto, segretario generale Cisl Medici Nazionale. “La pandemia da Covid 19 ha messo in luce la necessità di sviluppare sistemi assistenziali Home Care”, ha esordito nella sua relazione introduttiva il dottor De Natale, “ovvero direttamente a casa del paziente. Le figure su cui fondare un sistema di cura integrato sono il medico specialista, l’infermiere specializzato e il medico di medicina generale”.

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Investire sulle tecnologie

“I modelli organizzativi-gestionali per integrare l’ospedale con il territorio e le diverse metodologie adottate per migliorare i percorsi di cura”, ha aggiunto, “hanno bisogno dell’interconnessione del sistema assistenziale primario e secondario. Essi sono i pilastri su cui fondare un sistema di cura integrato. Il paziente è destinato a svolgere un ruolo attivo nei processi di cura e ad assumere una rilevanza sempre maggiore, dato che l‘obiettivo dei sistemi sanitari odierni è quello di sviluppare un ambiente in grado di fornire le prestazioni di cura presso l’abitazione del paziente, attraverso dei sistemi informativi quali la telemedicina, senza la necessità di una assistenza ospedaliera”. Questo sarà possibile solamente attraverso un adeguato sviluppo dei sistemi informatici su cui si fonda il modello integrato. Grazie allo sviluppo di sistemi di assistenza integrati, è possibile fornire un servizio di assistenza di qualità maggiore, nel quale il paziente assume un ruolo centrale e, allo stesso tempo, demandare la gestione di quest’ultimo a livello territoriale, ottenendo un beneficio economico.

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Imparare dal settore industriale

Secondo De Natale “bisogna porre attenzione all’analisi e al miglioramento dei processi tramite l’utilizzo di metodologie provenienti dal settore industriale, quali il ‘Lean Management’, messo a punto negli anni 50 dalla giapponese Toyota. Una filosofia produttiva che punta a minimizzare gli sprechi e che ha messo le basi per lo sviluppo del mercato odierno con la personalizzazione dell’offerta. Quindi, il concetto di integrazione permette una rivoluzione non della cura impartita, ma della modalità con cui essa viene erogata”. Attanasio ha richiesto l’urgente convocazione del Tavolo provinciale della Salute. “Lo abbiamo voluto per dare sostanza e coordinamento alle esigenze di salute del nostro territorio”, ha sottolineato, “per mettere insieme funzionalmente i servizi socio-sanitari e poter realizzare, quindi, la presa in carico globale della persona.

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Nominati i segretari aziendali

“C’è l’esigenza”, ha argomentato, “di un modello organizzativo che coordini le azioni delle aziende ospedaliere, dei servizi territoriali sociali e sanitari e della medicina del territorio, perché ancora sono molti, troppi, i bisogni di salute senza risposta. A partire dai PUA (Punto Unico di Accesso), dalle U.V.M. (Unità Valutativa Multidisciplinare) e di tutti i servizi territoriali per le multi-fragilità e le famiglie”. Nominati, infine, i segretari aziendali: Nicoletta Comitini, per l’ospedale Cannizzaro; Carmelo Puglisi, per l’ospedale Garibaldi; Alfonso Gibilaro, per il Policlinico; Giuseppe Grasso, per l’Asp; Armando Schilirò, per la casa di cura Gecas Musumeci; Giuseppe Paternò, per la medicina generale; Michele Vernaci, per la specialistica ambulatoriale.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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