fbpx

In Sicilia 14 imprese su 100 usano il “cassetto digitale”

La pandemia ha accelerato la "digital transformation" delle aziende iscritte alle Camere di Commercio: sono un milione in Italia, 65 mila in Sicilia. A Messina la maggiore percentuale di utilizzatori

Un milione di imprese utilizzano il Cassetto digitale dell’imprenditore, iniziativa avviata nel 2017 da Infocamere e Unioncamere. Un aumento del 100 per cento in poco più di un anno secondo i dati forniti dalle Camere di Commercio italiane, che è andato di pari passo con l’emergenza Covid, grazie soprattutto al diffuso utilizzo del sistema di autenticazione Spid. Il sistema, accessibile senza oneri sul sito impresa.italia.it ha un ruolo di “interfaccia” tra il mondo imprenditoriale e l’Amministrazione pubblica. E fra queste, oltre 65 mila sono siciliane, con 152 mila documenti prodotti.

I dati ufficiali delle adesioni delle imprese Siciliane forniti da Infocamere

Messina prima, Ragusa ultima

Nell’isola le imprese che hanno aderito sono maggiormente concentrate nelle due maggiori province, con Palermo a quota 15.277 e Catania con 15.145. L’adesione territoriale, in percentuale sulle imprese iscritte alle Camere di Commercio, è rispettivamente del 15,44 per cento a Palermo (su un totale di 98.935 imprese), e del 14,53 per cento per Catania (su un totale di 104.236). Percentuali più alte rispetto alla media siciliana, su 471.289 imprese iscritte alle sei Camere dell’Isola (Sud-Est con Catania Siracusa e Ragusa, Palermo ed Enna, Agrigento, Caltanissetta, Trapani), le 65.526 che hanno aderito al Cassetto digitale sono il 13,9 per cento del totale. E a sorpresa sotto la media ci sono le imprese di Ragusa, 3.866 su oltre 37 mila, solo il 10,35 per cento. Sotto la media siciliana anche Siracusa (ha aderito l’11,32 per cento), e Trapani (12,43), mentre spicca Messina dove hanno aderito 9.747 imprese su un totale di 62.808, il 15,52 per cento.

A Messina in un anno oltre mille imprese

A Messina, nel novembre del 2019, le adesioni al Cassetto digitale erano 3782. Nel febbraio del 2020 sono 4817: sono, dunque, oltre mille in più rispetto al periodo pre-Covid. I documenti scaricati hanno invece raggiunto quota 22.271. “Si tratta di uno strumento innovativo, gratuito e molto utile perché veloce, semplice e trasparente”, commenta il presidente della Camera di Commercio di Messina, Ivo Blandina. Il servizio, grazie all’utilizzo di smartphone e tablet “è, certamente, un valore aggiunto per l’azienda, che dev’essere sempre più “smart” e competitiva nell’era del digitale, e del quale le imprese messinesi hanno colto immediatamente l’importanza, se si considera che nel 2018 le adesioni erano solo 910”, conclude Blandina.

Leggi anche – Messina, quanto pesa l’economia del mare. I dati della Camera di commercio

Le adesioni più alte in Calabria: 30 per cento

A livello nazionale, sono Milano (75 mila imprese), Roma (68 mila) e Napoli (33 mila) le province con il maggior numero di cassetti attivati. In rapporto alle imprese del territorio, però, spiccano le province di Calabria e Puglia (con tassi di utilizzo superiori al 30 per cento), e del Friuli Venezia Giulia (intorno al 25 per cento). Tra gli imprenditori aderenti, l’85 per cento è a capo di un’azienda con meno di 10 addetti, il 25 è donna, il 56 ha un’età compresa tra i 45 e i 65 anni e il 20 per cento guida un’azienda del commercio. Quasi il 60 per cento delle adesioni riguarda proprietari di quote o azioni, titolari o amministratori unici. Il 51 per cento delle imprese ha la forma di società di capitali (quasi tutte Srl) e il 27 per cento quella di imprese individuali, un “cluster” che raggruppa il 78 per cento del totale degli aderenti.

Leggi anche – Recovery plan, Regione e Camere di Commercio fanno fronte comune

Un raddoppio di adesioni in periodo Covid

Rispetto al periodo pre-Covid, l’esplosione dell’emergenza sanitaria ha visto raddoppiare le adesioni e quadruplicare la frequenza media degli accessi giornalieri al cassetto digitale, passati da 1500 a 7300. Triplicati gli accessi mediante Spid (il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale). Dal cassetto, gli imprenditori hanno potuto scaricare fino ad oggi 2,5 milioni di documenti ufficiali delle proprie aziende, con una media giornaliera che, rispetto al periodo pre-Covid, è passata da 1300 a 3700 documenti. Tra questi, visura, l’elenco dei soci e degli amministratori, atto costitutivo, statuto, il bilancio, la storia delle modifiche, la fusione, la nomina di amministratori, la procura, il fascicolo d’impresa, la dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione al Registro Imprese per ogni firmatario e molto altro ancora. Secondo Infocamere e Unincamere il traguardo è un segnale di come “il Sistema Camerale stia interpretando il concetto di trasformazione digitale, prioritaria per il mondo produttivo e per il sistema Paese, per il tramite di iniziative concrete”. Ogni cassetto digitale, infatti, rappresenta un imprenditore dotato di identità digitale che, grazie all’utilizzo di smartphone e tablet, “acquisisce sempre maggior consapevolezza del valore del patrimonio informativo delle Camere di Commercio aperto alle esigenze della propria impresa”.

Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

18,249FansMi piace
313FollowerSegui
231FollowerSegui
- Pubblicità -spot_img
- Pubblicità -spot_img

Ultimi Articoli