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In Sicilia gli affitti sono sempre più cari, ma un terzo delle case sono vuote

Secondo l'ultimo censimento Istat nell'Isola si contano un milione e 157 mila abitazioni inutilizzate, il 36 per cento del totale, con alcuni comuni delle aree interne che superano il 70 per cento. Un paradosso in un periodo dove prezzi di acquisto e affitti aumentano

A Novara di Sicilia tre case su quattro sono vuote. Superano il 70 per cento di immobili non utilizzati anche Sutera, Tripi e Butera, ma non sono casi isolati: in Sicilia sono 154 su 391 i comuni con almeno metà delle abitazioni vuote, secondo i dati dell’ultimo Censimento Istat del 2021. Ma se nella piccola Novara, splendido borgo tra Nebrodi e Peloreitani a 650 metri d’altitudine, le abitazioni vuote sono 1921, a preoccupare sono i valori assoluti delle grandi città. A Catania le case vuote sono oltre 39 mila, il 23 per cento del totale, a Messina si superano le 35 mila (il 26,3 per cento), Palermo supera le 67 mila con una percentuale di abitazioni non utilizzate pari a poco meno del 21 per cento.

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In Sicilia il 36 per cento delle case è vuoto

I dati raccolti dal censimento Istat vedono in tutta la Sicilia 1.157.217 delle case vuote su un totale di 3.181.260. Oltre il 36 per cento del totale, con i piccoli comuni dell'entroterra che vivono in molti casi una vera e propria emergenza. La provincia di Agrigento è quella con la percentuale più alta di abitazioni inutilizzate, il 48 per cento (159 mila) delle 331 mila registrate. Segue Enna con il 46,2 per cento di case inutilizzate (58 mila). Caltanissetta conta oltre 83 mila abitazioni vuote, il 44,6 per cento del totale. Messina arriva al 39,8 per cento (180 mila), Ragusa e Trapani al 38 per cento (rispettivamente oltre 79 mila e oltre 110 mila case vuote). Siracusa è settima e sotto la media siciliana con il 32,9 per cento di abitazioni vuote (poco meno di 80 mila). Chiudono la classifica Palermo con il 32,5 per cento di case vuote, Catania il 27,5 per cento. Le due province più popolose hanno però numeri assoluti più alti: a Palermo sono oltre 237 mila gli immobili vuoti sui 730 mila totali, a Catania poco meno di 169 mila a fronte dei 612 mila censiti da Istat.

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Affitti in aumento del 7,8 per cento a Palermo

Gli immobili non utilizzati in Sicilia sono un vero e proprio allarme secondo il Sunia, il sindacato degli inquilini legato a Cgil. Per la segretaria siciliana Giusi Milazzo, i numeri aggravano un'altra emergenza: quella del caro affitti. Nell'ultimo anno "a Palermo i canoni d'affitto sono aumentati in media del 7,8 per cento, con il prezzo medio di un alloggio in affitto di 80 metri quadri che oscilla da 450 euro a 900 euro. A Catania i canoni medi vanno da 400 a 800 euro, mentre per l'acquisto il prezzo medio al metro quadro è di 1290 euro", spiega Milazzo. Al quadro si aggiunge anche l'aumento dei provvedimenti di sfratto. Secondo gli ultimi dati prodotti dal Ministero dell'Interno per il 2021 vedono un netto aumento del 48 per cento in Sicilia sul 2020 delle esecuzioni nonostante lo "stop" dovuto alla pandemia da Covid, mentre le richieste salgono a oltre duemila, che si aggiungono alle oltre 1800 già presenti.

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Solo 6 mila i B&B registrati. "Sono almeno il doppio"

I numeri sono ancora lontani da quelli di città come Milano, Roma o Bologna, dove l'aumento dei prezzi è paradossalmente considerato un dato positivo da classifiche come quelle della "qualità della vita" redatta dal Sole24 Ore, e in questi giorni animate dalle proteste degli studenti universitari. ma oltre a una condizione socio-economica generalmente peggiore, l'aumento degli affitti in Sicilia si sposa con gli aumenti record dell'inflazione che hanno visto nell'ultimo anno Catania e Palermo protagoniste in negativo a livello nazionale. "Inoltre - aggiunte Milazzo - I'Osservatorio del turismo della Regione registra per il 2021 circa 6200 tra Bed & Breakfast e case affittate utilizzate per iniziative imprenditoriali a fini alloggiativi turistici. In Sicilia non è ancora stato attivato il Codice identificativo regionale per le strutture ricettive, stimiamo quindi che gli alloggi turistici siano più del doppio".

La richiesta: un piano per gli affitti per i redditi bassi

Su queste tematiche il Sunia ha chiesto, finora invano, un confronto con il governo regionale. "Abbiamo chiesto da mesi sin dal suo insediamento un confronto all'Assessore alle Infrastrutture, ma il tema del disagio abitativo e delle migliaia di famiglie in stato di disagio è poco interessante". Eppure le richieste del Sunia e degli altri sindacati inquilini sembrano semplici: "Vogliamo un piano per sostenere l'aumento dell'offerta abitativa a canoni sostenibili per le famiglie a basso reddito. Chiediamo che da subito si individuino gli immobili pubblici dismessi per realizzare edilizia pubblica che si regolamentino gli affitti turistici e che siano attuate misure, anche inerenti la tassazione locale, per far si che gli alloggi privati non utilizzati siano messi sul mercato dell'affitto. La drammaticità della situazione impone interventi mirati e ed efficaci ed urgenti", conclude la segretaria del Sunia Sicilia Giusi Milazzo.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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