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Inflazione, Sicilia da record: dicembre al 14%. Male Catania, Palermo e Messina

Nell'ultimo tratto dello scorso anno la "curva" dell'inflazione ha mostrato una leggera frenata, ma i dati rimangono preoccupanti. Il 2022 si attesta al 9,7 per cento, ma le tre Città metropolitane hanno fatto anche peggio con il 14.5. I numeri dell'Istat

Nel 2022 la Sicilia è stata la Regione italiana con l’inflazione più alta, toccando quota 9,7 per cento, contro una media nazionale dell’8,1. E dicembre è stato il mese peggiore, con un tasso di inflazione che nell’Isola ha raggiunto il 14,2 per cento, contro l’11,6 del resto del Paese. È quanto emerge dal report sui prezzi al consumo pubblicato nelle scorse ore dall’Istat. La perdita del potere d’acquisto riguarda tutta Italia, precisa l’Istituto nazionale di statistica, ma alcune Regioni soffrono più di altre. “Tutte le ripartizioni geografiche registrano un’inflazione sostenuta e in accelerazione rispetto a quella del 2021: le Isole (da più 2,2 per cento nel 2021 a più 9,7 per cento), il Nord-Est (da più due per cento a più 8,6 per cento ), il Sud (da più 2,1 per cento a più 8,2 per cento), il Centro e il Nord-Ovest (da 1,7 per cento per entrambe rispettivamente a più 7,9 per cento e a più 7,8 per cento)”. I capoluoghi siciliani registrano i dati peggiori del Paese. A Catania, Palermo e Messina, lo scorso dicembre, l’inflazione è salita in media del 14,5 per cento.

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Curva inflazionistica in frenata

Benché molto alti, scrive Istat, i dati di dicembre mostrano una leggera frenata della “curva”. Quest’ultima si conferma superiore al dato nazionale in Sicilia e Sardegna, ma rallenta dal più 14,1 per cento di novembre al più 13,9 per cento di dicembre. Il dato è stabile al Sud (più 11,7 per cento), mentre scende al di sotto della media nazionale al Nord-Est (in decelerazione da più 11,8 per cento a più 11,5 per cento), al Nord-Ovest (stabile a più 11,4 per cento) e al Centro (in rallentamento da più 11,5 per cento più 11 per cento). Gli aumenti riguardano tutti i settori, ma in particolare l’energia, il cui mercato è profondamente influenzato dalla guerra in Ucraina e dalla congiuntura economica internazionale. “Nel 2022 i prezzi al consumo registrano una crescita in media d’anno dell’8,1 per cento, segnando l’aumento più ampio dal 1985 (quando fu più 9,2 per cento), principalmente a causa dall’andamento dei prezzi energetici (più 50,9 per cento in media d’anno nel 2022, a fronte del più 14,1 per cento del 2021)”, scrive infatti Istat.

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Dati pessimi nei capoluoghi siciliani

Per quanto riguarda i capoluoghi, come accennato, “l’inflazione più elevata si osserva a Catania (più 14,7 per cento), Palermo (più 14,6 per cento) e Messina (più 13,9 per cento), mentre le variazioni tendenziali più contenute si registrano a Potenza (più 9,2 per cento) e Aosta (più 8,5 per cento)”. A colpire maggiormente le famiglie siciliane, e in proporzione quelle del resto del Paese, sono soprattutto le spese “dell’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (3,714 punti percentuali), dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (1,693) e dei Trasporti (1,343)”. La crescita dei prezzi, osserva Istat, “è frutto della loro progressiva accelerazione tendenziale registrata nel corso dei quattro trimestri dell’anno: dal più 8,5 per cento del primo trimestre, al picco del quarto trimestre, quando è risultato pari al 17,4 per cento”. Non tutto è aumentato, precisa l’Istituto. “Modesti contributi negativi si osservano per le comunicazioni (meno 0,084) e l’istruzione (meno 0,001)”.

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Un fenomeno che viene da lontano

Benché acuito da guerra e crisi economica, il fenomeno dell’inflazione affonda le radici ben più lontano. A farlo notare è l’Ufficio statistica del Comune di Palermo, che elabora in chiave locale i dati forniti dall’Istat. Negli ultimi 24 mesi il tasso di inflazione nel capoluogo siciliano “ha intrapreso un trend decisamente crescente”, passando dallo 0,1 per cento del 2020 al 4,4 per cento del 2021. Una tendenza che si è fortemente accentuata nel 2022, anno che ha portato il tasso d’inflazione “a superare il sette per cento a marzo, il 10 per cento ad agosto e a sfiorare il 15 per cento a ottobre”. Anche l’Ufficio statistica del capoluogo conferma “un leggero rallentamento dell’inflazione negli ultimi due mesi, sia a Palermo che a livello nazionale”, ma la strada per tornare alla normalità appare in salita. Il differenziale fra il dato italiano quello della Città di Palermo resta molto consistente, “con l’indice dei prezzi tre punti più alto rispetto all’indice nazionale”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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