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Infortuni sul lavoro, nuove misure Inail. “Lavoratori reinseriti con la tecnologia”

L’Istituto, spiega a FocuSicilia il direttore regionale Carlo Briasco, eroga sino a 150 mila euro per adeguare le postazioni e per la formazione dei dipendenti che hanno subito incidenti professionali. Un modo per tornare al lavoro, ma soprattutto "per ricominciare a vivere"

L’occupazione come una leva per ricominciare a vivere dopo un evento drammatico come un incidente sul lavoro o una malattia professionale che diventano causa di disabilità. Ritornare alle proprie consuetudini, ancor meglio se nella stessa mansione lavorativa, significa riappropriarsi della vita precedente ed iniziare il percorso di adattamento alla nuova situazione. L’Inail (l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), al quale il legislatore attribuisce competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa dei disabili da lavoro, ha introdotto alcune misure di semplificazione nell’iter per l’ottenimento di fondi utili ad adeguare le postazioni alle nuove esigenze dei disabili. L’istituto ha varato misure che consentono maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi (sino a 150 mila euro per lavoratore), semplificazione negli adempimenti, ampliamento delle modalità di accesso ai finanziamenti, rimborso del 60 per cento della retribuzione per favorire il ritorno al lavoro delle vittime di un infortunio o di una malattia professionale.

L’edilizia il settore con più infortuni

I dati degli infortuni sul lavoro in Sicilia, parlano di una diminuzione nel 2021 rispetto al 2019 (il 2020 non fa testo poiché molte aziende si sono fermate a causa della pandemia). “Su circa 20 mila infortuni nel 2019 e nel 2021, sono stati complessivamente circa 1800 gli indennizzati una tantum per un danno che residua superiore al cinque per cento, di cui 1450 con danno biologico, e la parte restante con invalidità residua superiore al 16 per cento che, con maggiore facilità, necessita di misure per il reinserimento lavorativo”, sottolinea Carlo Biasco, direttore regionale dell’Inail Sicilia. “Il settore maggiormente colpito è quello dell’edilizia; seguono trasporto, magazzinaggio e commercio all’ingrosso, i cui danni si manifestano nel tempo, ad esempio alla colonna vertebrale, per grossi carichi sopportati in assenza di misure di prevenzione o di mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale”.

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Anticipi del 75% sull’importo finanziabile

Le misure previste dall’Inail per il reinserimento lavorativo, e quindi anche sociale, si rivolgono sia al personale dipendente sia ai lavoratori autonomi e si pongono l’obiettivo di favorire il ritorno alla vita attiva. “I fondi previsti di 150 mila euro”, aggiunge Biasco, “possono essere utilizzati per l’adeguamento delle postazioni di lavoro e per il superamento delle barriere architettoniche fino a 135 mila euro, mentre la parte restante, fino a 15 mila euro, dovrà essere utilizzata per la formazione rivolta all’utilizzo degli strumenti adattati. Chi deve adeguare le postazioni riceve un’anticipazione del 75 per cento, che viene erogato dopo l’iter di approvazione, mentre il restante 25 per cento verrà corrisposto alla fine dell’attività progettuale. Non vengono finanziati progetti non necessari rispetto alla disabilità, o interventi per dipendenti di amministrazioni statali, in quanto le prestazioni sono a carico dell’amministrazione interessata, o per studenti e casalinghe”.

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L’Inail redige il progetto, l’impresa lo realizza

Gli interventi necessari da realizzare vengono individuati in un progetto di reinserimento lavorativo personalizzato elaborato dall’équipe multidisciplinare dell’Inail che si avvale delle consulenze tecniche territoriali dell’Istituto, coinvolgendo anche il lavoratore ed il datore di lavoro. L’iter prevede la verifica della documentazione, del Durc, del casellario giudiziario e della congruità economica. Elaborato il progetto, sarà il datore di lavoro ad occuparsi dell’esecuzione dei lavori. In genere, un occupato riesce a ritornare al proprio posto anche quando la disabilità pone degli ostacoli all’apparenza insormontabili.

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La tecnologica favorisce il reinserimento

“La tecnologica consente di reimmettere il lavoratore disabile nello stesso posto che occupava prima dell’incidente. Un esempio è Loredana Puglisi di Siracusa che si occupa della produzione di pane, pasta fresca, biscotti, che ha subito l’amputazione dell’avambraccio sinistro. Abbiamo finanziato un progetto di circa 40 mila euro per l’acquisto di un nuovo macchinario che può utilizzare con un solo arto, consentendo alla signora Puglisi di ritornare sul posto che occupava. È importante riuscire a capire che mansione si può far svolgere alla persona. Più la ditta è piccola, più è importante il progetto di reinserimento. In una grande impresa il lavoratore disabile si può spostare ad altra mansione, ma una per una ditta piccola o artigiana la persona infortunata deve ritornare a svolgere il mestiere che faceva in precedenza perché in alcuni casi è in gioco la stessa sopravvivenza dell’azienda. Altri interventi in Sicilia hanno riguardato l’abbattimento delle barriere architettoniche in una cooperativa sociale, per circa 60 mila euro, con la realizzazione di un impianto elevatore per raggiungere i vari livelli della struttura e di un montascale. Nei casi in cui non è possibile realizzare i progetti di adeguamento delle postazioni, il lavoratore deve essere riconvertito con un’adeguata formazione. In Sicilia vi sono i casi di chi ha subito danni agli arti inferiori ed ha ricevuto una formazione nel settore informatico che ha consentito il reinserimento in altri ambiti lavorativi”.

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Pietro Nicosia
Pietro Nicosia
Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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