fbpx

“Insetti siciliani esportati in tutta Italia”. La svolta della biofabbrica di Ramacca

L'impianto catanese, che produce diverse varietà di "ausiliari entomologici" utili per salvaguardare agrumi, ortaggi e viti, ha stipulato un accordo con l'azienda Bioequlibrium per la vendita fuori regione. "Buone prospettive in Veneto e Lombardia, e forse all'estero"

Gli agricoltori del Nord messi in difficoltà dai parassiti potranno contare (anche) sugli insetti utili prodotti in Sicilia. Da alcuni mesi, infatti, la Biofabbrica di Ramacca – lo stabilimento etneo per la produzione di “ausiliari entomologici” gestito dall’Esa, Ente sviluppo agricolo della Regione siciliana – ha stipulato un accordo con un’azienda, la Bioequilibrium srl di Colturano, in provincia di Milano, per la distribuzione degli insetti anche fuori dai confini dell’Isola. “Si tratta della terza fase della vita della biofabbrica, iniziata nel 2006 con la produzione di insetti gratuiti per gli agricoltori siciliani, successivamente venduti a un prezzo politico e ora destinati anche al mercato nazionale”, spiega a FocuSicilia Giuseppe Greco, dirigente dei servizi per lo sviluppo dell’Esa. Un accordo che “renderà ancora più solida la biofabbrica”, dando la possibilità di reperire nuove risorse “oltre ai finanziamenti regionali e ai bandi a cui già partecipiamo”. Benché lombarda, l’azienda che distribuirà gli insetti ha un legame con l’Isola. Il presidente e cofondatore di Bioequilibrium Andrea Spadola, infatti, è siciliano d’origine. “Siamo soddisfatti dell’accordo, non solo per le prospettive economiche ma anche per la possibilità di valorizzare un’eccellenza di questa terra”.

Leggi anche – Gli insetti non danno solo fastidio. Ecco l’intelligente per la domotica domestica

L’identikit degli “ausiliari”

Nello stabilimento etneo – uno dei 26 in Europa di questo genere – sono prodotte diverse varietà di insetti. La maggior parte – Aphytis melinus, Cryptolaemus montrouzieri e Leptomastix dactylopii – servono a proteggere le coltivazioni di agrumi dai parassiti. “Aphitys è stato il primo a essere fornito agli agrumeti siciliani, e continuerà ad essere venduto da noi a un prezzo calmierato di 89 centesimi ogni mille unità”, spiega il dirigente dell’Ente di sviluppo agricolo. Questo ausiliare, infatti, serve a contrastare una delle più comuni malattie degli agrumi, la “cocciniglia rossa-forte”. Cryptolaemus e Leptomastix, invece, difendono gli alberi dal cosiddetto “cotonello”. Altri insetti sono più indicati per altre produzioni. “Oris laevigatus, per esempio, serve per proteggere le coltivazioni in serra dai tripidi [parassiti che insidiano molte piante e in particolare gli ortaggi, ndr], mentre Anagyrus pseudococci protegge anche le viti”. Proprio per questo, l’ausiliare si presta a essere esportato nelle regioni ricche di vigneti. “Oltre alla Sicilia penso alla Puglia, al Lazio, fino al lontano Veneto, dove gli insetti sono particolarmente richiesti”, dice il dirigente dell’Ente di sviluppo agricolo.

Leggi anche – Agricoltura sociale, quattro milioni di euro dalla Regione. In arrivo le graduatorie

Come variano i prezzi degli insetti

La biofabbrica di Ramacca venderà gli ausiliari all’ingrosso, al prezzo fissato per il libero mercato da un apposito disciplinare Esa. Alcune specie, sottolinea Greco, possono raggiungere prezzi notevoli. “Anagyrus supera gli 80 euro al migliaio, Cryptolaemus i 200 euro”. Il costo varia a seconda che l’insetto acquistato sia adulto o larva, ma anche in base alle quantità e al numero di “cicli” necessari per difendere le coltivazioni. Come qualsiasi altro prodotto, anche questo è soggetto a fluttuazioni. “Spetterà all’azienda, in questo caso la Bioequibrium, fissare il prezzo finale tenendo conto delle condizioni del mercato”. Proprio per difendere gli agricoltori siciliani da eventuali congiunture negative, l’Aphytis è stato escluso dall’accordo. Come detto, per questo insetto, che continuerà ad essere venduto direttamente dall’Ente di sviluppo agricolo, è stato fissato un prezzo politico, “considerata l’elevata valenza sociale ed economica per le aree di produzione agrumicola della Sicilia”.

I prezzi di vendita delle diverse specie di insetti fissate dall’Ente di sviluppo agricolo. Fonte: Disciplinare Esa

Leggi anche – Farine di insetto per nutrire i pesci. Il progetto “sostenibile” di Ittinsect

Il mercato nazionale (e non solo)

Per quanto riguarda gli altri ausiliari, le possibilità commerciali sono molto vaste, dice il presidente di Bioequilibrium Spadola. “Abbiamo lavorato molto a questo accordo, sono sorpreso che altre realtà del territorio non ci abbiano pensato prima di noi”. L’azienda si occupa principalmente di fertilizzanti “nutraceutici”, che oltre a nutrire riescono anche a proteggere il vegetale da eventuali attacchi, in modo non invasivo. Grazie all’intesa raggiunta, da quest’anno l’azienda potrà vendere gli ausiliari prodotti in Sicilia in tutto il Paese. “L’Anagyrus ha un ottimo mercato in Veneto e Lombardia, in particolare in Franciacorta, per tutelare le vigne da attacchi di parassiti. L’Orius è invece molto richiesto in Campania, Basilicata e Lazio, dove si producono molti ortaggi in serra”. Per il futuro, Spadola non esclude di estendere il business ai mercati esteri, “anch’essi potenzialmente molto interessati”. La priorità per l’imprenditore rimane però “l’approccio aziendale etico”, volto non solo a prendere dalla Sicilia “ma anche a dare, per far conoscere una realtà importante che merita, anzitutto per la grande competenza dei suoi tecnici e agronomi”.

Leggi anche – Agricoltura, l’allarme della Regione: “Prezzi saliti del 30 per cento, l’Ue intervenga”

Innovazione e conservazione

L’accordo ha una durata di tre anni, e fa parte di un piano strategico per il rilancio della Biofabbrica di Ramacca. Attualmente, l’impianto dà lavoro a dieci persone tra funzionari e operai, e ha un costo di circa 300 mila euro l’anno. “Grazie a questa intesa, nel 2022, riusciremo a rientrare totalmente nelle spese, proseguendo nel nostro lavoro di supporto all’agricoltura siciliana”, dice ancora Greco. “Negli ultimi due anni il settore ha risentito della crisi generale provocata dalla pandemia, ma anche del riscaldamento globale”, ricorda il dirigente dell’Esa. In Sicilia la situazione è stata aggravata “dalle alluvioni, che hanno danneggiato molte produzioni”, e ai piedi dell’Etna “dalla cenere, che ha complicato ulteriormente la situazione”. Per questo, conclude Greco, il ruolo dell’Esa e della Biofabbrica è quanto mai importate. “La ripartenza passa dal lavoro dei produttori ma anche dall’investimento in innovazione, per produrre nuove soluzioni a difesa delle colture. È ciò che stiamo cercando di fare”.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

19,385FansMi piace
462FollowerSegui
313FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli