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“Insieme contro il caro bollette”. Nasce l’associazione Comunità energetiche

Nasce nel Ragusano da un gruppo di professionisti del settore, con progetti per supportare enti pubblici e imprese, anche con pacchetti per realizzare gli impianti a costo zero. Il presidente, Sutera Sardo, annuncia anche iniziative di ricerca sui sistemi di accumulo

Costituire e far funzionare una Comunità energetica rinnovabile (Cer) è un obiettivo ambizioso e molto vantaggioso in termini economici e ambientali, ma anche molto complesso da gestire. Anche per questo è attiva in Sicilia da alcuni mesi l’Associazione delle Comunità energetiche rinnovabili, con base a Ispica, in provincia di Ragusa. Si tratta di una realtà che nasce dall’intuizione di alcuni professionisti del settore e dalla volontà di “fare rete” con i colleghi in tutta l’Isola per affiancare famiglie, Comuni e imprese in tutti i passaggi che portano a creare le Cer, quindi a condividere a livello locale impianti di produzione di energia pulita da fonti rinnovabili. “La nostra idea nasce in una logica cooperativa – spiega il presidente dell’Associazione Cer Sicilia, Giuseppe Sutera Sardo – in cui a guadagnarci sono tutti. Siamo un gruppo di professionisti, siamo partiti con l’attività di consulenza legata al mondo privato, stiamo allargando la nostra rete in tutta la Sicilia, con progetti attualmente in sette Comuni dell’Isola che contiamo di estendere a venti in questa fase iniziale”.

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I Comuni non sono tecnicamente organizzati

L’Associazione ha intercettato il bisogno, soprattutto da parte dei Comuni, di essere assistiti in un percorso nel quale non c’è ancora la dovuta organizzazione. “La pubblica amministrazione – osserva Sutera Sardo – da questo punto di vista è un disastro. C’è stato un bando regionale per ricevere finanziamenti per la costituzione delle Cer e dei 300 Comuni partecipanti alcuni sono stati espulsi già per problemi formali nelle richieste, mentre sappiamo che un venti per cento abbandonerà l’idea. Il problema è che gli uffici tecnici sono pieni di lavoro e non riescono a seguire tutto. Noi abbiamo già stretto degli accordi per fornire supporto agli enti pubblici, ma devo dire che pur avendo inviato una proposta via Pec a tutti i Comuni siciliani, nel 95 per cento dei casi non hanno nemmeno risposto”. Eppure è chiaro a tutti che si tratta di un’occasione per il territorio e per la popolazione. “Senza contare – aggiunge il presidente – che spesso gli enti pubblici hanno impianti di produzione, come i pannelli solari, già installati ma non utilizzati”. Uno spreco non da poco.

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Un pacchetto per realizzare gli impianti

Una Comunità energetica rinnovabile deve disporre di uno o più impianti – esistenti o da realizzare – la cui produzione andrà condivisa tra gli appartenenti alla comunità, con un risparmio in bolletta. Al momento però non ci sono fondi pubblici finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti, a parte i vari bonus fiscali erogati dallo Stato. L’Associazione si è organizzata per intervenire anche su questo versante. “Abbiamo fatto degli studi finanziari – spiega il presidente – e abbiamo un nostro pacchetto che consente di realizzare l’impianto a costo zero, finanziarlo negli anni attraverso la sua stessa produzione di energia e, dopo un periodo di ammortamento, cederlo al cliente che ne diventa proprietario. Così si chiude il cerchio e si interviene su tutte le esigenze dei cittadini che spesso non comprendono bene il potenziale e la convenienza di una Cer”. E se non ci sono gli impianti, non esiste la base concreta su cui partire.

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Ricerca e sviluppo sui sistemi di accumulo

L’attività dell’Associazione abbraccia anche la promozione e la ricerca. “La gestione di una Cer – ricorda Sutera Sardo – offre spunti per suggerire i comportamenti energetici più idonei e per questo ci occuperemo anche di organizzare eventi e attività informative”. Inoltre, all’orizzonte c’è anche l’idea di dedicare una parte dell’attività anche all’ambito della ricerca e sviluppo. “Vogliamo ricercare – spiega il presidente – nuove forme di costituzione di Cer e impegnarci nello sviluppo tecnico di sistemi di accumulo, che al momento rappresentano il problema principale della gestione energetica. Certo tutto questo dipenderà dalle risorse che riusciremo a generare della gestione della nostra attività, dai progetti e soprattutto dai fondi a disposizione che potranno essere messi a disposizione di Università e varie realtà che contiamo di coinvolgere”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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