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Isola, innovazione nel barocco. Perdichizzi: “Hub ideato nel lockdown”

Un luogo "iperconnesso, di formazione e supporto alle startup", ma che sorge in uno dei monumenti simbolo di Catania, il palazzo Biscari. Lo abbiamo visitato con l'ideatore, l'imprenditore Antonio Perdichizzi

“Isola, the place to be”. Questo il claim scelto per il nuovo hub d’innovazione che sta nascendo nel cuore di Catania, nel quartiere Civita. Un luogo che nell’intenzione dei suoi ideatori dovrà essere “un’isola nell’isola dove talenti, startup e aziende collaborano per creare impatti positivi, insieme”. E sarà dentro uno dei luoghi simbolo della città barocca, palazzo Biscari. Cinquecento metri quadri, 35 stanze divise in due unità immobiliari, e dove opereranno aziende già avviate e startup. E dove tenere eventi e “fare networking”, come sottolinea Antonio Perdichizzi. L’imprenditore etneo, fondatore e Ceo della società di consulenza all’innovazione tree, ha avviato il progetto con Arcadia Holding, con cui investe nel mezzogiorno in startup a forte vocazione di impatto sociale, coinvolgendo proprio gli eredi del principe Biscari, ancora oggi proprietari del celebre palazzo. “Un fortuna e una meraviglia poter avviare un progetto in uno dei luoghi preziosi della nostra città”. E che servirà “a dare speranza” dopo il Covid, afferma.

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Idea nata nel lockdown

Un rapporto “di privati con privati”, sottolinea Perdichizzi mentre mostra con orgoglio quelli che saranno, tra pochi mesi, “luoghi dove poter fare qualcosa non solo di utile, ma bello e d’impatto positivo per tutta la città”. A differenza di altre strutture dedicate alla formazione e all’innovazione di impresa a Catania, come il WCap di Tim, l’Innovation Lab di Enel o Vulcanic di Etna Hitech, la commistione tra un luogo storico e l’innovazione fa parte anche della visione. “Abbiamo immaginato tutto tra un lockdown e l’altro, dopo tutto quello che abbiamo passato non c’è più voglia di lavorare dietro a una scrivania. Qui ci sarà la possibilità di farlo su una poltrona, su una terrazza all’aperto, affacciandosi sul giardino del palazzo. E facendo vedere magari a un cliente straniero uno sfondo prestigioso”. Uno spazio modulabile, che ha al centro due grandi sale “denominate rispettivamente Sicilia e Malta, le più importanti isole di quest’area del Mediterraneo”, che possono all’occorrenza diventare da spazio di co-working, con 18 posti, un grande salone dove tenere presentazioni ed eventi. “Siamo in un’area creata nel 1693, e nei secoli questi locali sono stati strutture pubbliche, atelier fotografici, scuola. Noi stiamo cercando di ripristinare tutto, come fosse un restauro”, spiega.

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L’architetto: “Innovare restando invisibili”

Naturalmente però un hub innovativo ha bisogno di servizi. Ma come coniugare un palazzo storico con questo? “La soluzione è stata trovata con delle infrastrutture tecnologiche ideate appositamente”, spiega Claudia Cosentino, architetto dello studio catanese Analogique. Si tratta di un percorso sospeso lungo le pareti dal quale passeranno i cavi per Internet ad alta velocità, ma anche videosorveglianza e impianto di condizionamento dei locali. “Lavorare dentro palazzo Biscari è certamente una grande responsabilità, e stiamo tentando di far rispecchiare l’identità innovativa del progetto dentro questa unità immobiliare, cercando di far restare il nostro impatto invisibile, coniugando la tradizione con elementi contemporanei del linguaggio architettonico”. Elementi che saranno fatti “con materiali sostenibili, materiali riciclati ed arredi a più usi, come i tavoli e le sedie appositamente creati”, conclude Cosentino.

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Il coinvolgimento del quartiere Civita

Isola è una iniziativa di Arcadia holding, di cui Perdichizzi è partner, ma è “un progetto condiviso e multi stakeholder, con oltre 50 soggetti che lo condividono”, spiega l’imprenditore. L’obiettivo è però quello non solo di portare all’interno startup e aziende innovative, ma anche “di coinvolgere il quartiere e i suoi residenti, i civitoti, con partnership con le attività del luogo”. Tutto in tempo, assicura, per l’appuntamento dei ministri del G20, attesi il 22 e 23 giugno a Catania per parlare di istruzione e lavoro. Il sogno, però, è quello in futuro di vedere piazza Duca di Genova, dove si affaccia parte di Isola, radicalmente trasformata “rispetto al parcheggio che è oggi”. Un luogo da riscoprire, anche turisticamente. “A poche centinaia di metri ci sono palazzo Biscari, piazza Tetro Massimo, il Duomo. Probabilmente portare impatto, innovazione, giovani, e persone di tutta Italia e di tutto il mondo in questo quartiere avrà un significato importante”, conclude Perdichizzi.

Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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