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Istat, 121mila occupati in più nel terzo trimestre 2021. Ma calano gli autonomi

Mercato del lavoro in netto miglioramento secondo il report trimestrale dell'Istituto nazionale di statistica. Aumentano i lavoratori dipendenti, soprattutto con contratti a termine

Continuano a crescere i dati dell’occupazione in Italia. Nel terzo trimestre 2021, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dell’1,4 per cento rispetto al trimestre precedente e del 4,1 per cento rispetto al terzo trimestre 2020; il Pil è aumentato del 2,6 per cento in termini congiunturali e del 3,9 per cento in termini tendenziali. Dal lato dell’offerta di lavoro, nel terzo trimestre 2021 si registra un aumento di 121mila occupati (più 0,5 per cento) rispetto al trimestre precedente, dovuto alla crescita dei dipendenti (più 156mila, più 0,9 per cento), a tempo indeterminato e a termine, che si contrappone al calo degli indipendenti (meno 35mila, meno 0,7 per cento in tre mesi); si riduce il numero di disoccupati (meno 134mila, meno 5,4 per cento) e anche quello degli inattivi di 15-64 anni (meno 41mila, meno 0,3 per cento). I dati mensili provvisori di ottobre 2021 confermano il trend in aumento degli occupati (più 35mila, più 0,2 per cento rispetto a settembre), che si associa a quello dei disoccupati (più 51mila, più 2,2 per cento) e al calo degli inattivi di 15-64 anni (meno 79mila, meno 0,6 per cento).

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Il confronto con l’anno scorso

Rispetto al terzo trimestre 2020, l’aumento dell’occupazione (più 505mila unità, più 2,2 per cento) interessa i dipendenti a tempo indeterminato (più 228mila, più 1,5 per cento) e, soprattutto, quelli a termine (più 357mila, più 13,1 per cento); per il decimo trimestre consecutivo si registra il calo degli indipendenti (meno 80mila, meno 1,6 per cento). La crescita dell’occupazione coinvolge sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale (più 1,9 per cento e più 3,7 per cento, rispettivamente). In diminuzione il numero di disoccupati (meno 308mila in un anno, meno 12,0 per cento) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (meno 453mila, meno 3,3 per cento in un anno). Il tasso di occupazione 15-64 anni, pari al 58,4 per cento, mostra un aumento in termini congiunturali (più 0,4 punti in tre mesi) che si associa alla diminuzione del tasso di disoccupazione e di quello di inattività 15-64 anni; i dati provvisori del mese di ottobre 2021 confermano la dinamica in crescita del tasso di occupazione (più 0,1 punti rispetto a settembre), che si accompagna all’aumento di quello di disoccupazione (più 0,2 punti) e alla diminuzione del tasso di inattività (meno 0,2 punti). Anche in termini tendenziali si conferma la crescita del tasso di occupazione (più 1,7 punti rispetto al terzo trimestre 2020) associata alla diminuzione dei tassi di disoccupazione e di inattività (meno 1,3 e meno 0,9 punti, rispettivamente).

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La situazione delle aziende

Dal lato delle imprese, nel terzo trimestre 2021 proseguono i segnali di ripresa della domanda di lavoro, con un aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti pari a 2,7 per cento. Su base annua, la crescita del cinque per cento delle posizioni dipendenti segna un recupero delle perdite complessivamente subite a partire dal secondo trimestre 2020 quando, a seguito della pandemia, la domanda di lavoro nel settore privato ha iniziato a contrarsi. Rispetto al trimestre precedente, il segnale positivo caratterizza sia la componente a tempo pieno (più 2,4 per cento) sia, in misura maggiore, la componente a tempo parziale (più 3,4 per cento). Quest’ultima, maggiormente colpita dagli effetti dell’emergenza sanitaria segna un aumento su base annua meno marcato rispetto alla componente a tempo pieno (3,6 per cento rispetto a 5,6 per cento).

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Gli oneri e le retribuzioni

Le ore lavorate per dipendente crescono del 3,3 per cento rispetto al trimestre precedente e del 2,7 per cento su base tendenziale. Prosegue la riduzione del ricorso alla cassa integrazione che si attesta a 40,1 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,2 punti percentuali su base congiunturale e di 0,9 su base annua. Il costo del lavoro per unità di lavoro registra una lieve crescita in termini congiunturali, pari allo 0,1 per cento, per effetto dell’aumento delle retribuzioni, pari a 0,2 per cento, e del calo degli oneri sociali di 0,2 per cento. Su base annua, il costo del lavoro aumenta più marcatamente (più 1,1 per cento), anche in questo caso come sintesi di una crescita della componente retributiva (più 1,7 per cento) e di una riduzione degli oneri sociali (meno 0,6 per cento). Rispetto ai trimestri precedenti, il calo degli oneri sociali è più contenuto anche a seguito del graduale affievolirsi degli effetti delle decontribuzioni messe in atto a partire dalla seconda metà del 2020 per il rilancio dell’attività economica.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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