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La Cgil su Catania: lavoro povero e gestione appalti ottocentesca

Il sindacato, riunito in assemblea, traccia l'identikit della città, tra ritardi del passato (un esempio eclatante è l'emergenza rifiuti) ma anche grandi opportunità, come gli investimenti in nuove tecnologie di Stm ed Enel Green Power

Quali obiettivi, dal punto di vista sindacale, per Catania? Aspettando il congresso autunnale, la Cgil di Catania guarda alle problematiche del lavoro povero e precario, al rispetto di contratti e sicurezza come pure alle nuove opportunità di crescita, “perché Catania – osservano dal sindacato – non è solo città di mala occupazione”. Sono questi alcuni dei temi affrontati nel corso dell’ assemblea dedicata alla necessità di poter contare sulla pace e sui diritti,  dal titolo “Il lavoro collettivo per costruire il futuro”, che si è tenuta al Palazzo della Cultura e ha fissato gli obiettivi prioritari per “cambiare il presente”, disegnando di fatto l’identikit attuale dell’economia occupazionale del territorio etneo. I lavori sono stati aperti da Carmelo De Caudo, segretario generale della Cgil di Catania, con gli interventi di Ignazio Giudice, segretario di Cgil Sicilia, e di Luigi Giove, segretario di Cgil nazionale. Presente al tavolo dei lavori anche i segretari confederali Concetta La Rosa, Rosaria Leonardi, Giuseppe D’Aquila e Pippo Glorioso.

Pnrr per la medicina e regolamenti per i servizi sociali

“Il documento nazionale – ha esordito De Caudo – è segnato da un breve, ma intenso e molto impegnativo manifesto di intenti: ‘Pace, lavoro, democrazia e giustizia sociale sono le nostre parole e camminano insieme’. Oggi ci chiediamo: come queste parole possono camminare insieme nel nostro territorio? Nel nostro territorio le direttive principali devono seguire soluzioni per un welfare efficace e praticabile, strategie concrete di lotta al precariato, una giustizia sociale che salvaguardi l’ambiente”. La relazione di De Caudo ha puntato sulla necessità che i fondi del Pnrr vengano usati anche per i servizi di medicina, ma ricordando che non possono essere usati per spese di rafforzamento degli organici pubblici, eccetto la progettazione a tempo determinato. A medici, infermieri, insegnanti devono dunque pensare le istituzioni locali.  Anche per questo la Cgil di Catania ha suggerito all’Asp di individuare un percorso preferenziale per riportare al lavoro proprio quegli operatori sanitari  che sono scesi in prima linea durante la prima fase più dura e pericolosa della pandemia. Sul fronte dei servizi sociali, grazie alle pressioni della Cgil nei tavoli di concertazione, oggi si può  contare su due regolamenti sottoscritti con il Comune di Catania; sono i primi nel loro genere in Sicilia. Il riferimento è all’ Asacom, l’Assistenza per l’autonomia e la comunicazione nella nostra provincia, di cui il sindacato ha seguito l’armonizzazione contrattuale, e al regolamento delle case di riposo, con un accordo sottoscritto insieme all’assessore comunale ai Servizi sociali.

Appalti e “intrecci tra politica e imprenditoria deviata”

L’impegno quotidiano della Cgil di Catania si concentra sulla  lotta alla dilagante precarietà, al part time involontario, al finto lavoro autonomo – come quello dei rider che va riformato a monte – al lavoro povero e sommerso, per puntare su un lavoro con pieni diritti e qualità, che comprende anche la lotta al caporalato nelle campagne. Sul fronte dell’ emergenza rifiuti in corso in città, la Cgil ritiene che Catania paghi a caro prezzo i “ritardi del passato e l’inconsistente politica energetica che da più di 20 anni frena una discussione vera sul riutilizzo e il riciclo dei rifiuti. Da anni, infine, la Cgil di Catania lavora sul fronte appalti e legalità. “La gestione ottocentesca degli appalti, con intrecci tra politica e imprenditoria deviata, deve ancora essere debellata anche se si sono fatti parecchi passi avanti”, ha aggiunto il segretario.

La transizione energetica e gli investimenti di Stm

La relazione di De Caudo ha però puntato  anche sulle opportunità in corso a Catania: la St Microelectronics, ad esempio, svolge un ruolo di altissimo rilievo e annuncia investimenti. Dentro il contesto di transizione energetica globale, si connota poi l’investimento di Enel Green Power 3Sun che punta a ridisegnare il layout aziendale per poter quintuplicare la produzione di pannelli fotovoltaici bifacciali di altissima qualità e capacità energetica. Entrambi gli investimenti sono tutti o in parte finanziati dal Pnrr, hanno superato da tempo le fasi progettuali e adesso devono concretizzarsi. Sul tema, una parte della Rsu St della Fiom Cgil è intervenuta auspicando che il sindacato “osi di più” poiché “i risultati di modelli contrattuali sbagliati condizionano duramente la visione che la base ha del sindacato”.  Catania è in posizione centrale fra le diverse aree industriali che a breve cambieranno i loro processi produttivi (Siracusa, Gela, Milazzo). In questo quadro i porti di Augusta e Catania, oltre a quello di Termini Imerese in Sicilia, acquisiscono nuova strategicità al pari di quelli di Napoli, Bari, Taranto e Gioia Tauro. “Tutto questo – ha concluso De Caudo – ha bisogno di una visione ampia, in cui la necessità rimane ancora una volta quella di saper fare sistema”. 

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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