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La nuova frontiera della selezione del personale: il Digital recruiting

Videorecruiting, gamification, robot: il digitale, unito alle intelligenze artificiali, sta cambiando e accelerando le tecniche per trovare nuova forza lavoro. Un processo fondamentale quello del recruiting anche per il buon funzionamento dell'azienda

La pandemia ha cambiato notevolmente il mondo del lavoro: se già l’impiego della tecnologia si iniziava a diffondere anche all’interno delle organizzazioni lavorative adesso è evidente quanto sia necessario. 
In particolare, un ambito in cui le tecnologie e l’intelligenza artificiale stanno trovando grandi risultati è quello della selezione del personale.

Pratiche più veloci per più candidati

Grazie al digitale le pratiche di recruiting sono più veloci, riescono a raggiungere molte più persone in diverse parti del mondo e riescono a facilitare il lavoro ai selezionatori perché si occupano di tutta una grossa scrematura. Questo permette non solo di riempire i posti vacanti nelle organizzazioni ma anche di avere nel database un pool di talenti pronto per essere contattato per nuovi ruoli, per un diverso genere di contratto o altre necessità.
Oggi esistono molti siti in cui le aziende possono caricare i loro annunci di lavoro e molti altri siti si occupano invece di aggregare i diversi annunci. In questo modo, comodamente da casa, ognuno può candidarsi. Alcuni siti inseriscono perfino delle chatbot che attraverso domande precise verificano le caratteristiche imprescindibili che l’azienda richiede ai candidati.

Videorecruiting, gamification e robot selezionatori

Altre tecnologie utilizzate nel digital recruiting sono i videorecruiting, di grande aiuto in pandemia e per raggiungere quei candidati che si trovano in diverse regioni o Stati, la gamification che prevede l’uso di giochi e realtà virtuali che ripropongono possibili situazioni lavorative critiche e che permettono di osservare come il candidato le gestirebbe, le app come LinkedIn e FaceBook Job e, infine, si sta iniziando ad investire pure sull’impiego dei robot sia per la selezione che per la formazione del personale. 
Tutta questa digitalizzazione nel mondo del recruiting ha portato e richiesto alle organizzazioni un cambiamento al fine di restare competitivi sul mercato: le risorse umane che si occupano di questo e che non possono permettersi di restare ancorate a sistemi tradizionali in un momento di grande evoluzione, e le aziende che vogliono accaparrarsi i migliori talenti che oggi hanno la possibilità di essere contattati e contattare qualunque organizzazione.

Buon recruiting significa buon lavoro

Proprio per questa ragione è importante affrontare il processo di selezione del personale nel migliore dei modi. Chi entra a contatto con l’organizzazione, che venga assunto o meno, deve avere una buona opinione dell’azienda. Molti studi infatti mostrano che un buon processo di selezione non solo rende i lavoratori più soddisfatti, il che migliora anche le loro prestazioni lavorative, ma contribuisce a creare un buon employer brandig perché la miglior pubblicità per un’organizzazione è il lavoratore stesso e un dipendente soddisfatto porta profitto, clienti e candidati migliori: chi è che non vorrebbe lavorare per un’azienda che rende felice i propri dipendenti?

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Alice Garofalo
Alice Garofalo
PhD Student all’Università degli Studi di Enna “Kore”. Nata e cresciuta in Sicilia, si interessa di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, del marketing e di Psicologia sociale e diritti umani.

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