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Lavoratori fragili costretti a scegliere tra la salute e il lavoro. Lettera aperta

Da qualche mese, ai lavoratori fragili non è più riconosciuta l'assenza da lavoro oltre i giorni previsti dal contratto. Chi non può lavorare da casa rischia il licenziamento. "Chiediamo solo rispetto e dignità, oltre a poter continuare a lavorare in tutta sicurezza", scrivono in una lettera indirizzata alla Politica

Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Al Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone
Al Ministro della Salute Orazio Schillaci
Al Ministro della Funzione Pubblica Paolo Zangrillo
Al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara
Al Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli
Agli Onorevoli Senatori e agli Onorevoli Deputati
A tutte le Organizzazioni Sindacali
A tutti i giornali con invito alla pubblicazione della presente lettera
LORO INDIRIZZI

Scriviamo in qualità di lavoratori fragili, e membri del gruppo “Immunodepressi tutela contro coronavirus” affinché siano stabilite tutele durature e strutturali che possano proteggere dal contagio tutti i lavoratori fragili, soprattutto in considerazione del fatto che gli stessi, come previsto dall’art. 26, comma 2 e 2 bis del D.L. 18 del 17/03/2020, convertito con Legge n. 27/2020, sono a rischio coronavirus in quanto immunodepressi e/o con altre patologie che mettono in pericolo le loro vite.

Svanisce la doppia tutela

Si fa presente che, fino al 30 giugno 2022, erano tutelati dallo Stato con una doppia tutela: lo smart working, per chi aveva una mansione compatibile e l’assenza equiparata a ricovero ospedaliero che non andava ad inficiare nel comporto per ruoli in cui non era possibile applicare il lavoro agili. Con la Legge di Bilancio appena approvata, purtroppo, è stato prorogato ancora una volta soltanto lo smart working fino al 31 marzo 2023 (per soli tre mesi) con la minaccia di perdere migliaia di posti di lavoro in quanto non tutti i lavoratori fragili possono svolgere il lavoro in modalità agile. Per questo motivo ogni giorno dobbiamo scegliere tra il tutelare la nostra vita oppure il nostro lavoro. Chiediamo un immediato intervento da parte del Governo e del Parlamento che vengano finalmente stabilite tutele durature nel tempo che non si limitino ai soli 3 mesi di lavoro agile e che tutelino tutti i lavoratori fragili. Riteniamo sia doveroso che tutti siano tutelati, senza dover rischiare gravi conseguenze in caso di contagio, non esistono lavoratori di serie A e di serie B.

Promesse elettorali?​

Nella precedente legislatura, e in campagna elettorale, i partiti di Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia, ed anche l’attuale opposizione, si erano battuti per tutelare questa categoria, garantendo nei propri programmi un’attenzione alla tematica. Ma forse si trattava solo di “promesse elettorali”?​ Lo stesso partito dell’attuale Presidente del Consiglio del Consiglio, On.le Giorgia Meloni, nel programma elettorale al punto 9, si era impegnato a tutelare i lavoratori fragili, gli invalidi e i caregivers. Da oltre 6 mesi chi non può fare lo smart working si trova senza tutele ed una proroga di lavoro agile di soli tre mesi per i lavoratori fragili non è una soluzione al grave problema che necessita di una normativa stabile, strutturale e definitiva, considerato che il Covid non sparirà, anzi risulta di nuovo in aumento, e che siamo costantemente a rischio. La cessazione dell’obbligo delle mascherine e del distanziamento in ogni luogo di lavoro e sui mezzi di trasporto ci pone costantemente in una situazione ad alto rischio. Per questo motivo è innanzi tutto un dovere per lo Stato, per il Governo, per ogni Parlamentare quello di stabilire tutele stabili per i lavoratori fragili.

Sicurezza diritto fondamentale

Ricordiamo ancora una volta che le persone fragili, a causa delle patologie di cui sono affette, una volta contratto il Covid-19, hanno un’incidenza maggiore di andare incontro ad una malattia grave con rischio di morte. Invitiamo, pertanto, all’attuale Governo di prorogare le tutele scadute il 30 giugno 2022 e di stabilire tutele durature nel tempo per tutti i lavoratori fragili prorogando il lavoro agile e rimettendo la malattia esclusa dal comporto per coloro che non possono fare lavoro agile, dando anche la possibilità ai lavoratori fragili di accedere ad una pensione anticipata e ad altre tutele sul luogo di lavoro. La sicurezza della persona è un diritto fondamentale, a cui anche le OO.SS. hanno più volte dichiarato una necessità legislativa attualizzata sia alle condizioni sanitarie, sia alla sicurezza sul lavoro. Lo Stato è consapevole che i lavoratori fragili hanno un rischio più elevato di ospedalizzazione e morte e che il solo vaccino, a causa delle patologie di cui soffrono, non può assicurare protezione contro covid-19.

Chiediamo rispetto e dignità

Le nostre patologie non hanno colore di partito e/o ideologia e devono essere tutelate come previsto anche dalla Costituzione Italiana(La Costituzione italiana è fondata sul lavoro (art. 1 Cost.) e riconosce al lavoro una funzione di fondamentale importanza. Il diritto al lavoro è riconosciuto a tutti i cittadini italiani (art. 4 Cost.) e sono promosse tutte quelle condizioni che rendano effettivo tale diritto). Chiediamo solo rispetto e dignità, oltre a poter continuare a lavorare in tutta sicurezza. Considerato, infatti, che in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, la Costituzione italiana prevede.(art. 1, 2, 4, 32 tra questi) la tutela della persona umana nella sua integrità psico-fisica come principio assoluto ai fini della predisposizione di condizioni ambientali sicure e salubri e che lo Stato ha l’obbligo di tutelare i più fragili, affinché i lavoratori fragili non debbano scegliere tra la loro vita ed il lavoro.

Invitiamo a determinare:

•il ripristino e la proroga delle tutele di cui all’articolo 26, commi 2 e 2 bis del Decreto Legge n. 18/2020, convertito con modificazioni con Legge n. 27/2020 e successive modifiche (lavoro agile o qualora non possibile, assenza equiparata a ricovero ospedaliero e non conteggiata nel periodo di comporto) ALMENO FINO AL 31 DICEMBRE 2023 per tutti i lavoratori fragili e inidonei sia del settore pubblico che privato con effetto retroattivo;

•la proroga della sorveglianza sanitaria eccezionale di cui all’articolo 83, commi 1, 2 e 3 del Decreto Legge n. 34/2020, convertito con modificazioni con L. 77/2020 e successive modifiche.​

Si chiede inoltre di stabilire tutele durature nel tempo per tutti i lavoratori fragili e la possibilità di accedere ad una pensione anticipata.Infine è necessario che i vari Ministeri (come Istruzione, Salute etc…) emanino circolari per dare disposizioni precise al fine di tutelare i lavoratori fragili che non possono fare lavoro agile (medici, infermieri, insegnanti, personale ATA, etc…) stabilendo le modalità per procedere al cambio qualifica con conseguente concessione del lavoro agile. Tra gli interessi primari dello Stato deve esserci sempre la tutela dei disabili e dei fragili. Per questo motivo, in questa situazione ad alto rischio per la loro salute e della loro stessa vita, lo Stato è tenuto a tutelare milioni di lavoratori che chiedono semplicemente di poter vivere con una qualità della vita decorosa. Grazie per l’attenzione!

“Immunodepressi tutela contro coronavirus”

Noi, i lettori
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