fbpx

Lavoro e turismo stagionale: tante opportunità, ma contratti disattesi

Tra aprile e giugno si cercano 21 mila operatori del settore della ristorazione, 10 mila posti potrebbero restare vuoti. Tra le cause: formazione insufficiente o inadeguata, contratti di lavoro che non vengono rispettati e il sogno della destagionalizzazione

Servono 21 mila operatori nel settore della ristorazione in Sicilia, da qui a giugno: camerieri, cuochi, barman. Metà di questi, secondo il rapporto Excelsior-Unioncamere, saranno introvabili. Ma i numeri potrebbero essere molto più alti. “Il dato – osserva Francesco Lucchesi, segretario regionale Cgil – è sottostimato rispetto al reale bisogno di manodopera. Da Pasqua e fino a ottobre la ristorazione legata al turismo stagionale parte come un razzo e la richiesta di queste figure decolla. Però, come nell’edilizia e nell’agroindustria, abbiamo un quantitativo di lavoro grigio e nero che raggiunge i livelli degli assunti regolari. Con la semplice applicazione del contratto collettivo nazionale, rispetto di turni, riposi, ferie e permessi, servirebbe almeno il doppio del personale rispetto a quello che viene richiesto dalle aziende. Spessissimo durante la stagione estiva abbiano finti contratti part time o lavoro nero”. Secondo Lucchesi, “il fenomeno è diffuso in maniera abbastanza omogenea ovunque: Taormina è uguale alle Eolie e condizioni di disumanità lavorativa si trovano anche nell’Agrigentino o nel Palermitano”.

Leggi anche – Pro Loco in Sicilia: 90 milioni di valore aggiunto per il turismo dell’Isola

Lavorare 50 ore a settimana per 700 euro

Sarà ancora colpa del reddito di cittadinanza, se non si trovano giovani e meno giovani disposti a lavorare in bar, ristoranti e alberghi? “È una falsa leggenda metropolitana – spiega il sindacalista – proprio questo settore è uno di quelli in cui lo sfruttamento fa da padrone. Un cameriere, un barista, ma anche un lavapiatti, nella migliore delle ipotesi vengono assunti part time, ma lavorano full time o di più. A luglio o ad agosto non c’è neanche il giorno di riposo e con stipendi da fame: un contratto part time per un barista livello base, sesto o settimo livello, prevede una paga mensile che non arriva a 700 euro, per finire però a lavorare 40 o 50 ore la settimana. Allora mettiamola così: mi faccio le vacanze pure io, con 580 euro di reddito di cittadinanza”. Tuttavia il vento è già cambiato. “Non abbiamo ancora dati precisi, ma la situazione rispetto all’anno scorso è migliorata e il personale si trova più facilmente – riconosce Dario Pistorio, segretario regionale Fipe Confcommercio – probabilmente per il tam tam del reddito di cittadinanza. Stanno cambiando le regole e perciò si incomincia a capire che oggi bisogna lavorare”. Per Pistorio, “il contratto scuola-lavoro alberghiero in l’Italia è uguale dappertutto, 800 euro si guadagnano in Sicilia come a Rimini o Riccione e le ore sono le stesse, ma i ragazzi preferiscono vivere un’esperienza da quelle parti, con vitto e alloggio pagati, che vale pure come vacanza. Visto che c’è comunque fame di personale, stiamo pensando di ‘certificare’ le aziende che rispettano le ore previste dai contratti, una specie di marchio di qualità”.

Leggi anche – Turismo in Sicilia, trend positivi: il 2023 sarà l’anno del riscatto

Potenziare la formazione e dare prospettive ai giovani

Il reclutamento sarebbe difficile anche perché non si trova personale adeguatamente formato. Le varie figure provengono dagli istituti alberghieri o dalla formazione professionale e poi ci sono le aziende che talvolta preferiscono fare da sole. “Il personale già formato è un aiuto – evidenzia Pistorio – ma da imprenditore dico che se avessi bisogno me lo formerei in base alle mie esigenze. Un ragazzo già formato spesso dice ‘me l’hanno insegnato così’, mentre una tabula rasa si presta meglio alla formazione adatta alle nostre esigenze”. Pistorio riconosce però che nei corsi brevi della formazione regionale “si fa molto in azienda, oltre che in aula” e questo viene incontro alle imprese. “Stiamo cercando di avere un accordo che esiste già a livello nazionale, ma qui è applicato poco, lo strumento ‘scuola-lavoro’, con le scuole professionalizzanti come l’Alberghiero”, dice il presidente Fipe. I formatori confermano: “Rispetto alla richiesta del mercato, bisognerebbe sicuramente incrementare. La domanda delle aziende in questo momento supera la nostra potenzialità di offerta e in proporzione non riusciamo a dare almeno il 50 per cento della richiesta”, dice Gabriele Albergoni, vice presidente Cenfop Sicilia, associazione datoriale nazionale degli enti per la formazione, che aggiunge: “Si deve lavorare sotto il profilo dell’offerta formativa, sono convinto che possiamo e dobbiamo potenziarla, agganciarci a un mondo del lavoro per dare realmente prospettive ai ragazzi, oggi un po’ troppo stagionali”.

Leggi anche – Turismo a Siracusa, “prenotazioni da record” per gli albergatori

Si predilige chi ha tre o quattro anni di scuola

Le aziende – le norme lo consentono – “possono assumere anche senza particolari qualifiche, ma prediligono chi ha tre o quattro anni di scuola”, riferisce Albergoni, che ha rapporti con compagnie di navi da crociera, Federalberghi e altre strutture ricettive che richiedono le varie figure ‘sfornate’ dalla formazione professionale. Quelle principali sono l’operatore della ristorazione, che può ambire a diventare chef al quarto anno col diploma; l’operatore di sala e bar, che ambisce a diventare barman e a svolgere servizio di sala e con l’esperienza anche maître. Poi c’è l’operatore della trasformazione agroalimentare, che interviene nell’ambito della ristorazione e racchiude panificatori, pasticceri e pizzaioli. “Infine l’operatore dell’accoglienza turistica e, per gli adulti, il collaboratore polivalente per le strutture ricettive. Sono tutti profili da repertorio nazionale”, precisa Albergoni. Poi c’è il “Gol”, un progetto che lega i detentori di Reddito di cittadinanza alla formazione finalizzata al lavoro. “Ci saranno scuole professionalizzanti – spiega Pistorio – con un monte ore di formazione in aula e in azienda, pagate dallo Stato, e l’azienda che assume per 18 mesi non paga contributi. Io da imprenditore avrei tutto l’interesse a prendermi queste persone. La Sicilia però non ha ancora recepito la misura e per questo solleciteremo la Regione”.

Turismo tutto l’anno: la Regione si impegni

A incrociare il tema della formazione con quello della destagionalizzazione dell’offerta turistica è il segretario della Cgil: “Se la Regione si impegnasse seriamente – dice Lucchesi – attraverso le risorse che ha nella formazione professionale, a formare i lavoratori affinché il turismo non sia episodico e stagionale, ma sia un’industria, forse risolveremmo una quota parte dei problemi che hanno le aziende a trovare personale e anche i problemi dell’occupazione in Sicilia”. Per avere un turismo tutto l’anno occorrono “Politiche di sviluppo di ambito alto da parte della Regione – interviene Albergoni – e lo possiamo fare, perché abbiamo un patrimonio culturale che ci consente di lavorare 12 mesi l’anno”. Anche così i mestieri legati alla ristorazione diventerebbero più appetibili e si potrebbero sfornare più addetti, da occupare tutto l’anno e quindi con una retribuzione valorizzata. Oggi c’è infatti una “percezione da parte dei giovani – aggiunge Albergoni – che questi lavori spesso vengano retribuiti non adeguatamente rispetto all’impegno richiesto, soprattutto sui profili più bassi e ricercati”. Una responsabilità che appartiene anche al datore di lavoro: “In un settore professionalizzato adeguatamente – riprende Lucchesi – il cliente apprezza il servizio della struttura che lo ospita, si fidelizza e torna. La nostra imprenditoria spesso sottovaluta questo e tende a massimizzare il profitto anziché fare un ragionamento di lungo periodo. Una scelta miope”.

Leggi anche – Cicloturismo, nel 2022 in Sicilia 9 mila presenze. Ma in Italia sono 9 milioni

- Pubblicità -
Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli