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Le batterie industriali intelligenti che nascono nell’Etna valley di Catania

All'interno dell'Enel Innovation Hub&Lab le batterie del futuro. Si effettuano test sui sistemi di accumulo e se ne prevede il comportamento con un software di energy management riuscendo anche a riportare in vita l'usato. Ne parliamo con Luigi Lanuzza, responsabile del laboratorio "Enel X Storage"

Evitare picchi di corrente, essere autonomo dal punto di vista energetico, ottimizzare gli impianti fotovoltaici, recuperare l’obsoleto rendendolo performante. Sono alcune delle cose possibili grazie alle batterie di Enel, in produzione a Catania, nel laboratorio Enel X Storage, dove team di ingegneri studiano il comportamento dei sistemi di accumulo, nello stesso contesto di ricerca tecnologica dell’Enel Innovation Hub&Lab. Tutto a poche centinaia di metri dal nuovissimo stabilimento 3Sun di Enel Green Power della zona industriale di Catania, che produrrà pannelli fotovoltaici bifacciali di ultima generazione. Qui si effettuano test sulle batterie di produttori già presenti sul mercato, di startup e di partner di Enel X. Catania non è nuova a questo tipo di attività: già nel 2015 si sperimentavano sistemi di accumulo con soluzioni destinate al retail e agli impianti per condomini.

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Una batteria “basta per un centro commerciale”

Oggi il centro si occupa di impianti di dimensioni superiori ai 100 kw e Luigi Lanuzza, responsabile del laboratorio, per dare un’idea delle proporzioni, mostra le due batterie: grandi quanto container, collocate nel piazzale. “Una è da 285 kwh e l’altra da 500 kwh. Potrebbe benissimo alimentare un centro commerciale. Il nostro laboratorio e finanziato grazie a progetti europei all’interno di un framework con cui si vuol creare in Europa la filiera strategica delle batterie”.

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Il software che prevede il comportamento delle batterie

“Enel in house sviluppa un software di energy management in grado di predire i comportamenti delle batterie e il laboratorio ci permette di fare un dimensionamento adeguato prima di fare il progetto, per capire quanti anni durerà una batteria e quanto l’impianto produrrà negli anni”, spiega Lanuzza. Nel laboratorio ci sono simulatori di condizioni ambientali, simulatori di rete, simulatori in corrente continua a 1.500 volt, un valore che va oltre lo standard attuale. L’accostamento di queste tecnologie a quelle del fotovoltaico è ormai una realtà e il dirigente del laboratorio lo ricorda: “Le batterie possono essere abbinate a grandi impianti fotovoltaici, per limitare l’intermittenza della generazione, per fornire servizi alla rete in termini di regolazione della frequenza, per stabilizzare alcuni parametri critici della rete. Servono inoltre per lo stoccaggio dell’energia elettrica quando il sole non è attivo. Un impianto ‘store’ massimizza l’autoconsumo dell’impianto fotovoltaico esistente, sposta alcune ore dal giorno alla notte e partecipa a servizi di flessibilità: se la rete richiede di abbassare la richiesta un alcune fasce orarie, la batteria interviene fornendo l’energia, anziché prenderla dalla rete”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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