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Le preziosissime leggi dell’Ars: ognuna ci costa 14 milioni di euro

I 70 parlamentari hanno prodotto quattro leggi in quattro mesi. L'attività costa 166 milioni di euro l'anno e ogni deputato percepisce 12 mila euro lordi al mese. Il presidente Galvagno richiama tutti dopo le assenze in Aula: "Non vi nascondo che sono in forte imbarazzo"

Quattro leggi approvate in quattro mesi: questo è il risultato prodotto dai 70 deputati dell’Assemblea regionale siciliana tra gennaio e la fine di aprile. Un lavoro costato ai cittadini quasi 14 milioni di euro per ogni legge approvata. Sì, perché per strutture, apparati, personale e politici l’Ars spende in un anno 166 milioni di euro, secondo l’ultimo rendiconto finanziario disponibile, quello del 2021. Va poi aggiunto il fondocassa, per un totale di somme in bilancio di 278 milioni di euro. Se consideriamo che 166 milioni di euro sono il costo di un anno, quattro mesi di attività pesano per 55 milioni di euro. Dividendo per le quattro leggi approvate finora, ogni legge vale 14 milioni di euro. Ma forse questo è troppo. Atteniamoci allora alla sola parte politica dei costi, la vera e propria attività dei parlamentari eletti dai siciliani. Stretti stretti, si arriva a quasi 3,6 milioni di euro in quattro mesi. Somma che divisa per le quattro leggi approvate, attribuisce ad ogni legge il valore di 900 mila euro. Ecco, ora va molto meglio. I 70 deputati percepiscono un compenso di quasi 12 mila euro al mese che, moltiplicato per il numero dei parlamentari siciliani, fa 840 mila euro al mese, più 54 mila euro al mese per varie indennità di carica (presidenti, segretari, questori ed altro). Tralasciamo altre spese come le missioni, le collaborazioni, le consulenze e le spese per il funzionamento dei gruppi parlamentari, che nel 2020 son costati 5,8 milioni di euro.

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L’imbarazzo del presidente dell’Ars, Galvagno

“Non vi nascondo che sono in forte imbarazzo”, ha detto il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, mercoledì pomeriggio, durante una seduta quasi deserta in Sala d’Ercole. La campagna elettorale per le amministrative, si sa, allontana da Palazzo dei Normanni, ma è un problema limitato all’oggi e non giustifica la scarsa attività dei mesi precedenti. Attività che tra l’altro è quasi limitata ad atti di natura tecnico-finanziaria: l’autorizzazione al governo per l’esercizio provvisorio, la Legge di Stabilità, il bilancio preventivo pluriennale 2023-2025. Atti dovuti. Solo l’ultima delle quattro leggi, varata il 18 aprile, riguarda una proroga sul bollo auto e interventi per l’aeroporto di Trapani. Quante leggi sfornerà l’Aula, di questo passo? Nel 2022 l’Ars ne varò 16, contro le 35 del 2021, le 36 del 2020, le 30 del 2019. Galvagno, incontrando i giornalisti, ha comunque provato a difendere l’operato dell’Assemblea sciorinando alcuni numeri. “Non voglio puntare il dito contro qualcuno, ma analizzare le criticità – ha detto Galvagno – Non ci interessa dire che siamo più bravi degli altri ma valutare i punti deboli e gli aspetti positivi”. Il presidente dell’Ars ha ricordato che la legge di stabilità, quest’anno, è stata approvata in appena tre giorni di lavori d’aula. Un record rispetto al passato. In totale finora le ore di sedute a sala d’Ercole risultano pari a 338 ore e 28 minuti, rispetto alle 411 ore e 6 minuti di cinque anni fa. Tra le maggiori criticità, il presidente dell’Ars, ha citato le impugnative: 66 articoli su 143 approvati, pari al 46,15 per cento, a fronte dei 17 impugnati rispetto ai 132 approvatati cinque anni fa e pari al 12,8 per cento. “Difficilmente per il futuro questa presidenza si assumerà altri rischi di norme che potranno essere impugnate”.

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I 70 che costano 900 mila euro al mese

Il trattamento economico di un deputato regionale è uguale a quello dei parlamentari nazionali. Lo stabilisce la legge 44/1965 e le voci principali sono due: l’indennità e la diaria. L’indennità, 6.600 euro lordi mensili, venne ritoccata dalla legge regionale 1/2014, che razionalizzò la spesa. In precedenza si raggiungevano i 10.705 euro lordi mensili. La diaria, riconosciuta a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Palermo, è fissata in 4.500 euro lordi mensili. Indennità e diaria, arrivano quindi a 11.100 euro. Anzi, arrivavano. La stessa legge 1/2014 ha previsto infatti un adeguamento automatico alla variazione dell’indice Istat del costo della vita, che è scattato il 7 febbraio scorso, con un aumento di 892 euro approvato proprio con la legge 3/23, una delle quattro sulle quali ha lavorato l’Aula quest’anno. L’indennità sale così a 11.992 euro, con una maggiore spesa di 750 mila euro l’anno. Ogni deputato ha inoltre diritto a 3.180 euro lordi mensili per i propri collaboratori e, ai parlamentari che ricoprono particolari cariche, come segretari, questori, presidenti di commissione, spettano indennità aggiuntive legate alla funzione, da 144 a 2.700 euro. Sull’indennità si calcola l’assegno di fine mandato: una mensilità lorda per anno di mandato parlamentare, per non oltre dieci anni. Ma c’è il rovescio della medaglia: in caso di assenza dai lavori d’Aula, viene trattenuto ben l’uno per cento, mentre per le assenze dai lavori di commissione il taglio è dello 0,5 per cento.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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