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Legge appalti, Cutrone: “Consulta non entra nel merito, la norma funziona”

Per il presidente di Ance Sicilia la bocciatura della Corte costituzionale delle regole regionali sugli appalti non inficia la bontà del provvedimento. "Ricorsi improbabili. Vogliamo adottarla a livello nazionale"

La legge regionale sugli appalti è stata bocciata dalla Corte costituzionale. Ma per Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, la bontà dell’impianto della norma, la numero 13 del 2019, non è mai stato in discussione. “La Consulta si è espressa solo sul tema delle prerogative regionali in rapporto al Codice degli appalti nazionale. Per noi resta un meccanismo che funziona”, spiega. La legge è stata del resto fortemente voluta dalle organizzazioni datoriali siciliane e ha permesso, nell’anno in cui è stata in vigore, coincidente con la pandemia da Covid 19, di portare a termine oltre duecento gare. Non solo aggiudicate, ma arrivate all’esecuzione, “motivo per il quale crediamo che eventuali ricorsi non ci saranno”. Andare a presentare ricorsi al Tar per opere già in esecuzione sarebbe peraltro antieconomico, “e che si scatenino frotte di avvocati nel preparare costosi ricorsi lo vedo molto improbabile”.

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Una norma che accelerava le procedure

La legge regionale sugli appalti del 2019 ha consentito un meccanismo di individuazione dell’assegnazione diverso da quello nazionale, con un affidamento degli appalti di lavori d’importo pari o inferiore alla soglia comunitaria demandato alla stazione appaltante. Una discrasia con il Codice nazionale, quindi in contrasto con le attribuzioni stabilite dall’articolo 117 della Costituzione alle regioni. Ma la legge, a livello pratico, secondo Cutrone ha avuto solo l’effetto positivo di accelerare le procedure. “È impossibile con questo tipo di meccanismo vada a turbare il regolare svolgimento della gara”.

Proposta di modifica a livello nazionale

La bocciatura della norma non lascia comunque indifferenti i costruttori edili. “Indubbiamente il colpo lo abbiamo preso, ma siamo già in contatto con i nostri vertici nazionali, e da parecchio tempo, per modificare la legge nazionale”. La legge siciliana, peraltro, piace ai costruttori di tutta Italia. “A livello nazionale, sia nel confronto con gli altri presidenti che nell’ambito della consulta delle regioni, è stata avviata da tempo la discussione su una revisione in questo senso della legge sugli appalti”. Un proposito arenato “purtroppo a causa del Covid. Del resto con più di duemila test effettuati è impossibile che non vada bene”, conclude il presidente di Ance Sicilia.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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