L’Italia perde terreno: 120 mila ettari di suolo cementificati in 16 anni
Consumo di suolo:l’Italiaha perso 120 mila ettari di terreni negli ultimi 16 anni. Sono stati “consumati” perché è cambiata la copertura, che da naturale è passata adartificiale. In termini ancora più semplici, sono statiinvasidalcemento. Causando così la perdita, in molti casi ritenutairreversibile, di aree naturali, semi-naturali e di tutti gli ecosistemi che le caratterizzano. Nell’ultimo anno esaminato, il2022, poi, il consumo di suolo netto è stato 7.677 ettari,21 ettari al giorno, 21.500 chilometri quadrati, 2,4 metri al secondo, oltre il 7% del territorio naturale italiano. “Un incremento cheallontanaancora di più dall’obiettivo diazzeramentodel consumo netto di suolo, previsto dall’Ottavo Programma di Azione Ambientale, mostrando una preoccupanteinversionedi tendenza dopo i segnali di rallentamento registrati nel2020“, scrivono i tecnici dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra)nell’ultimo rapporto dedicato a questo tema. Leggi anche –Consumo di suolo, allarme in Sicilia: si costruisce ovunque. Il record ad Aidone Il consumo disuoloevidenziato daIspratra il 2006 e il 2022 si concentra per il 40% nelle regioni delNord. In particolare sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia-Romagna a detenere il triste primato. Molte province che affacciano sullaPianura Padanahanno ormai superato il 10% di superficieimpermeabilizzatacon un sensibile incremento, in termini di ettari consumati tra il 2021 e 2022, registrato soprattutto nella pianura veneta e lombarda. Nel 2022, in 14 regioni il suolo consumatosupera il 5%con i valori percentuali più elevati in Lombardia, Veneto e Campania che vanno oltre il 10% di superficie regionale consumata. Seguono Emilia-Romagna, Puglia, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Liguria, con valori sopra lamedianazionalee compresi tra il 7 e il 9%. LaValle d’Aostaè la regione con la percentuale più bassa (2,15%). Leggi anche –Cemento al posto del verde: la Sicilia consuma ogni anno sempre più suolo C’è un dato ulteriore. Ladensità dei cambiamentinetti fra il 2021 e il 2022, ovvero il consumo di suolo rapportato alla superficie territoriale, rende evidente il peso del Nord-Ovest checonsuma 2,7 metri quadratiogni ettaro di territorio. La media nazionale è di 2,35 mq/ha. Tra le regioni, ladensitàdel consumo di suolo è più alta inCampania(4,09 mq/ha),Veneto(4,03 mq/ha),Lombardia(3,8 mq/ha) ePuglia(3,71 mq/ha). Le regioni con il consumo di suolo maggiore, nel periodo 2006-2022, sono state laLombardia(14.642 ha), la Puglia (14.314 ha), il Veneto (13.079 ha) e l’Emilia-Romagna (11.009 ha), in cui si sono concentrare oltre il 43% di tutte letrasformazionidegli ultimi 16 anni.L’intensitàdel consumo di suolo dal 2006, espressa in metri quadrati per ettaro, presenta una media nazionale di oltre 40 mq/ha. Le intensità maggiori si registrano inPuglia(quasi 74mq/ha),Veneto(71,33 mq/ha) eLombardia(61,32 mq/ha). Leggi anche –Sicilia, le case al mare abusive restano in piedi: cosa c’è nella nuova sanatoria Il consumo che si è registrato in Sicilia, nel 2022, ha raggiunto i608 ettari di suolo. Si tratta della sesta tra le regioni d’Italia con il maggior tasso di urbanizzazione. Ai primi posti ci sonoSiracusa e Catania, che in un ipotetica bilancia tra la rigenerazione (ad esempio l’agricoltura) e il consumo dei suoli pendono a favore del cemento. Nel 2022 l’aumento appare moltosignificativose rapportato a quello dell’anno precedente: nel 2021 era stato infatti di487 ettari.L’anno successivo è cresciuto quindi di oltre 120 ettari. C’è poi un allarme che riguarda il consumo di suolo annuale nelle aree a pericolosità idraulica. Nel 2022 in questi territori particolarmente fragili, è andato perduto untotale di 917,6 ettarisu tutto il territorio nazionale. La Sicilia ha perso32,8 ettari in aree a rischio. Menodel 2021, quando gli ettari impermeabilizzati erano stati ben 98.