fbpx

Mare inquinato, il primato in Sicilia. Mondello la spiaggia più “concessa”

Tra concessioni demaniali, erosione della costa e inquinamento, la Sicilia perde sempre più spiagge a cui accedere liberamente. I dati di Legambiente

Le spiage siciliane sono abbastanza libere sebbene la Regione non pone limite alle concessioni. Molto cambia da Comune a Comune però: il litorale di Giardini Naxos e la spiaggia di Mondello a Palermo sono nella top ten delle meno accessibili gratuitamente perché date in concessione. Insieme a Calabria, Campania inoltre, in Sicilia sono anche tra le più inquinate dello Stivale. In generale, in Italia, aumentano ovunque le concessioni balneari e diventa sempre più difficile trovare uno spazio dove potere godere di spiaggia, bagno e sole gratis. In alcuni Comuni si arriva al 90 per cento di spiagge occupate da concessioni balneari. Erosione e inquinamento sono in forte aumento ma gli interventi sono sporadici e frazionati sebbene il turismo balneare non solo è una grande risorsa, è in forte crescita.

Le misure delle concessioni demaniali

La Sicilia è tra le regioni in cui le concessioni ai privati sono tra le più basse: quasi il 22 per cento dei 425 chilometri di spiagge disponibili contro una media nazionale superiore al 42. Anche qui però, secondo quanto scrive Legambiente nel suo Rapporto spiagge 2020, sono in aumento e nel 2019 sono state presentate oltre 600 richieste di nuovi stabilimenti. La situazione cambia da Comune a Comune. In alcuni casi i supera la media nazionale. A Giardini Naxos, in provincia di Messina, ad esempio, sui 6 chilometri di costa sono presenti 30 stabilimenti, pari al 65 per cento di occupazione della costa. A Mondello, nel comune di Palermo, con 1,8 chilometri di costa e 12 stabilimenti si raggiunge il 66,5 per cento. Il Comune italiano più occupato da stabilimenti balneari è Forte dei Marmi, in provincia di Lucca, con il 93,7 per cento.

Leggi anche – Mare di Sicilia, la discarica d’Italia

L’erosione costiera di cui nessuno si interessa

Accanto al problema della fruibilità libera da parte dei cittadini c’è quello dell’erosione costiera. Erosione è un grosso problema e “le competenze sono incredibilmente frazionate per cui nessuno di fatto si interessa di monitorare i processi di erosione”. Dal 1970 ad oggi, “i tratti di litorale soggetti ad erosione sono triplicati e oggi ne soffre il 46 per cento delle coste sabbiose”. In Abruzzo, Sicilia e Calabria si supera addirittura il 60 per cento. La colpa è dell’uomo che erode le coste con le sue costruzioni di edifici e di nuove opere infrastrutturali portuali o di opere rigide a difesa dei litorali. Le previsioni future inoltre, non promettono nulla di buono per i cambiamenti climatici e l’innalzamento del livello del mare in atto. Granelli Noto (Siracusa), Pantano Logarini (Ragusa) e le aree di Trapani e Marsala sono tra le 40 aree a maggior rischio in Italia. Un problema diffuso in tutta Europa e che ha gravi incidenze anche a livello economico. Secondo l’Unione europea l’impatto sulle coste europee di inondazioni, risalita di acque saline nei fiumi e l’intrusione negli acquiferi costieri, “ha provocato danni pari a 7 miliardi di euro all’anno, ma che, si stima, passeranno a 20 miliardi di euro all’anno nei prossimi anni, con una popolazione colpita paria 10 milioni di europei”.

Leggi anche – Mare in Sicilia: sette reati al giorno tra abusivismo e pesca

Inquinamento, primato siciliano

Anche l’inquinamento fa la sua parte nella interdizione libera di spiagge italiane. Quasi l’otto per cento ne è interessato escludendo dal calcolo aree portuali, aeroportuali, industriali e le coste alte rocciose. Un dato particolarmente rilevante in Sicilia, Calabria e Campania che in totale contano circa 73,5 km sui 90 interdetti a livello nazionale. Tra costa abbandonata e non fruibile la Sicilia conta il 19 per cento di costa sabbiosa non fruibile, il dato più alto in assoluto. “Complessivamente la spiaggia libera e balneabile si riduce al 40 per cento mediamente nel nostro Paese”.

Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

17,369FansMi piace
313FollowerSegui
190FollowerSegui
- Pubblicità -
- Pubblicità -

Ultimi Articoli