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Crescita del Sud, le misure messe in campo dal Governo

Il Governo ha annunciato di volere colmare il divario Nord-Sud. Oltre la fiscalità di vantaggio del Decreto agosto, l'operatività del Fondo "Cresci al Sud" previsto dal Piano per il Sud

Fiscalità di vantaggio ma anche l’operatività del Fondo “Cresci al Sud”. Sono le misure messe in campo dal Governo nazionale per facilitare la crescita economica del Mezzogiorno d’Italia e tentare di colmare quel divario tra Nord e Sud che esiste quasi sin dalla nascita della Repubblica. Un divario che come ha più volte sottolineato Svimez, è fatto di tanti sovvenzionamenti al Nord favorendone crescita economica e in servizi a discapito delle regioni del Sud. Basti pensare che la clausola del 34 per cento dei fondi ordinari praticamente non è mai stata applicata. In dieci anni, inoltre, secondo i dati del Governo, la spesa per gli investimenti ordinari della pubblica amministrazione nel Mezzogiorno è stata più che dimezzata passando da 21 miliardi del 2008 a 10,3 nel 2018.

Fiscalità di vantaggio

I vantaggi fiscali per quelle che vengono definite “aree svantaggiate” sono inserite nel cosiddetto Decreto agosto. È previsto uno sgravio del 30 per cento sui contributi pensionistici per le aziende in queste aree “con l’obiettivo di stimolare crescita e occupazione”. Una misura che al momento si applicherà solo per il periodo ottobre-dicembre 2020 sebbene la si vorrebbe estendere sul lungo periodo fino a renderla strutturale. “L’orientamento di questo Governo è quello di fare il massimo per non lasciare indietro nessuno”, ha dichiarato il ministro dell’economia Roberto Gualtieri. “Una scelta significativa per affrontare la questione meridionale nel quadro di un quadro più ampio di investimenti e riforme. Fare ripartire il Sud è una condizione per fare ripartire tutto il Paese”.

La soddisfazione di Confindustria

“Un tassello fondamentale per rendere finalmente appetibile la ripresa degli investimenti nel Mezzogiorno e per dare slancio all’occupazione” a definisce Confindustria Catania. Antonello Biriaco, presidente di Confindustria Catania, e Salvatore Gangi, presidente del Comitato regionale Piccola Industria di Confindustria in Sicilia si dicono soddisfatti. Specificano comunque che “siamo all’inizio di un percorso che va nella direzione da sempre auspicata” ovvero “misure compensative capaci di sanare la profonda frattura ancora esistente tra le due Italie del nostro Paese”. Perché il Sud possa davvero essere competivo e risollevarsi da anni di ritardo e dal colpo inflitto dalla diffusione del coronavirus, auspicano l’abbandono della “terapia dei pannicelli” in favore di interventi “certi e stabili nel tempo che diano prospettive e sicurezza agli investitori”.

Fondo “Cresci al Sud”

La fiscalità di vantaggio è solo una delle mosse del Governo. A febbraio il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano ha annunciato il Piano per il Sud e nei giorni scorsi ha annunciato l’operatività del Fondo “Cresci al Sud”. È previsto dalla Legge di Bilancio 2020, con un finanziamento complessivo di 250 milioni di euro di cui 150 milioni per il 2020 e 100 milioni per il 2021, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Dedicato agli investimenti nelle Pmi ad alto potenziale delle otto regioni del Mezzogiorno, ha l’obiettivo di fare rinascere questi territori. Non solo soffrono di arretratezza strutturale ed economica, negli anni hanno anche subìto una grande emigrazione. Il risultato è che così facendo sono andate via anche molte risorse intellettive. Il fondo agevolerà la crescita dimensionale delle imprese, migliorandone la competitività. Secondo Provenzano, nello scorso decennio, in tante, nonostante la lunga recessione hanno dimostrato coraggio e capacità di innovare. Al contempo “alla vitalità dell’impresa non si è affiancato un presidio coerente dello Stato e del settore pubblico allargato. Le “eccellenze” sono rimaste sole, senza adeguato sostegno”.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Palermitana di nascita ma catanese d’adozione e di fatto. Laurea in Scienze per la comunicazione internazionale (UniCt). Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho scelto di fare la giornalista. In quasi 15 anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio occupandomi per lo più di economia e lavoro. Dal 2020 sono alla guida di FocuSicilia continuando a fare il mestiere più bello del mondo

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