fbpx

Meno aiuti, ma anche meno tasse per i bassi salari. Quel che sappiamo del Def

Il Documento di Economia e Finanza è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che ha diffuso solo alcuni punti chiave. Tra questi il mantenimento per il 2024 di un deficit entro il 3,7 per cento del Pil che permetterebbe di creare un "tesoretto" di fondi da spendere

Il Prodotto interno lordo italiano crescerà in termini reali dello 0,9 per cento nel 2023, mentre l’indebitamento netto sarà contenuto al 4,5 per cento. Due condizioni che permetteranno “un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sul periodo maggio-dicembre di quest’anno”. Gli obiettivi sono quelli illustrati in una nota ufficiale dal governo italiano guidato da Giorgia Meloni e si riferiscono ai contenuti del Documento di Economia e Finanza (Def), approvato dal Consiglio dei ministri.

Leggi anche – Pil pro-capite: in Sicilia in tutte le nove province è sotto ai 20 mila euro

Uno “spazio di bilancio” per aiutare chi ha salari bassi

Il documento, non ancora disponibile, è al momento anticipato ufficialmente solo dalla nota governativa, che contiene anche le previsioni di sviluppo per gli anni successivi. Partiamo dal Pil: inizialmente previsto a un più 0,6 per cento nel Documento programmatico di bilancio (DPB) di novembre 2022, la stima è stata ritoccata con una crescita di ulteriori 0,3 punti. La crescita prevista sarà all’1,4 per cento nel 2024, all’1,3 per cento nel 2025 e all’1,1 per cento nel 2026. Quel che non verrà intaccato è invece il rapporto tra indebitamento e Pil, che resterà al 3,7 per cento anche nel 2024 pur potendo essere questo stimato al 3,5 per cento. Differenze di pochi decimi di punti percentuali, ma sostanziali secondo il governo, che con il mantenimento del rapporto tra l’indebitamento netto e il Pil alle precedenti stime, prevedono di ricavare uno “spazio di bilancio” dello 0,2 per cento nel quale inserire i provvedimenti a favore dei redditi più bassi. Un “tesoretto” che secondo le intenzioni permetterebbe di contrastare l’inflazione e attivare una “pericolosa spirale salari-prezzi”. Ovvero: i salari non aumenteranno, ma solo il potere di acquisto in periodo di alta inflazione.

Rinuncia alle misure straordinarie e sostegno alla ripresa

Le misure annunciate sul contenimento del deficit si accompagnano ad altri due obiettivi di carattere più generale. Il primo è la “la rinuncia graduale ad alcune delle misure straordinarie di politica fiscale attuate negli scorsi tre anni”. All’interno della definizione potrebbero rientrare sia i vari bonus straordinari concessi nel periodo di pandemia da Covid-19, compresi quelli edilizi, ma anche il reddito di cittadinanza. Il governo nella sua nota promette comunque “l’individuazione di nuovi interventi a sostegno dei soggetti più vulnerabili e per il rilancio dell’economia”. Altro obiettivo è “il sostegno alla ripresa dell’economia italiana, volto a conseguire tassi di crescita del Pil e del benessere economico dei cittadini più elevati di quelli registrati nei due decenni scorsi”. Secondo il governo le misure che verranno adottate a partire dalle previsioni del Def permetteranno anche di rivedere ulteriormente al rialzo il Pil, che “nello scenario programmatico è prevista pari all’1,0 per cento quest’anno e all’1,5 per cento nel 2024”.

- Pubblicità -
Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli