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Messina, il Covid ferma il concerto di Capodanno. “Perso il lavoro di mesi”

La sospensione degli eventi all'aperto decisa dal governo Draghi ha bloccato l'esibizione di Carmen Consoli e Nino Frassica nella città dello Stretto la sera del 31 dicembre. Il manager La Ferlita: "Danno economico ingente dopo due anni molto difficili per il settore spettacolo"

“Non si può annullare un concerto di Capodanno con pochi giorni di preavviso. Significa non considerare il lavoro degli artisti, degli organizzatori, delle maestranze, oltre a causare un danno economico significativo”. Nuccio La Ferlita, manager dell’azienda “Puntoeacapo concerti”, racconta a FocuSicilia le conseguenze dell’ultimo decreto Covid firmato dal governo Draghi. A saltare, con le nuove regole sanitarie, sarà anche l’evento che l’impresario stava organizzando a Messina la sera del 31 dicembre, con la cantante Carmen Consoli, il comico Nino Frassica e la sua band. L’esecutivo, infatti, ha vietato fino al 31 marzo 2022 “gli eventi, le feste e i concerti che implichino assembramenti in spazi all’aperto”. Stabilita anche la chiusura delle discoteche e il divieto di consumare cibo e bevande in cinema e teatri. A pagare il prezzo più alto della pandemia, ancora una volta, è il settore dello spettacolo. Per La Ferlita “gestire un’emergenza non è semplice”, ma le ultime decisioni “sono poco comprensibili, soprattutto se pensiamo che all’aperto il contagio si diffonde meno”.

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Danni economici ingenti

La stessa logica seguita nella città dello Stretto, tra le poche a prevedere un calendario di eventi natalizi da dicembre 2021 a gennaio 2022. “Non mi risulta che in giro per la Sicilia siano state organizzate manifestazioni di questo livello”, dice il manager. Una scelta controcorrente “ma anche comprensibile”, visto che tenere le persone in casa può stimolare il contagio “più che partecipare a un evento all’aperto, con green pass e distanziamento”. Nello specifico, il concerto di Capodanno faceva parte del progetto “Messina il Natale della riNascita”, finanziato con una cifra iniziale di un milione e 200 mila euro, successivamente salita a un milione e 900 mila euro. Dopo il decreto legge del governo, la delibera di giunta per l’annullamento della serata del 31 è arrivata soltanto lo scorso 27 dicembre. Di fatto, quattro giorni prima del concerto. “Un evento di questo livello si organizza con mesi di anticipo, non si può annullare così dalla sera alla mattina”, dice La Ferlita. Per calcolare i danni servirà tempo, “ma è prevedibile che siano ingenti, visto che era tutto in dirittura d’arrivo”.

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Il lavoro dietro un concerto

Sin dall’inizio della pandemia il settore dello spettacolo è stato tra i più sacrificati, ricorda l’impresario. Le ultime scelte non hanno migliorato la situazione. “A lavorare all’evento del 31 dicembre sono state circa 200 persone. Basti pensare al montaggio del palco, una struttura alta 14 metri e larga 30, interamente coperta, tra le più grandi montate in Sicilia”. L’organizzazione coinvolge molti professionisti, “attrezzisti, scenografi, pubblicitari, grafici, tutta gente che lavora dietro le quinte ma è essenziale per la buona riuscita di uno spettacolo”. Particolare attenzione era stata riservata ai controlli, “con personale preposto alla verifica delle certificazioni sanitarie e del distanziamento tra il pubblico”. Maestranze che dovranno essere pagate per il lavoro svolto, precisa il manager, con tutto ciò che ne consegue per l’ente e l’azienda. “Speriamo almeno di riprogrammare l’appuntamento quando l’emergenza sarà superata, ma visto che le cose cambiano così velocemente nulla è scontato”, osserva La Ferlita.

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Uno strano Capodanno estivo

Una volontà condivisa anche dalla giunta guidata da Cateno De Luca, che dopo il decreto ha espresso “solidarietà al mondo della musica e degli eventi” definendo i sindaci “sceriffi senza più pistole nella lotta al Covid”. Metafore a parte, l’auspicio dell’amministrazione messinese è quello di recuperare il calendario natalizio la prossima estate. “Gli eventi saranno riprogrammati in una fase successiva, compresa tra il mese di luglio, agosto e settembre 2022”, si legge nella delibera con cui Palazzo Zanca ha preso atto delle nuove decisioni del Governo. Un inedito Capodanno estivo, insomma, nella speranza che nei prossimi mesi la situazione sanitaria si stabilizzi. La precondizione resta infatti “il venir meno dell’attuale emergenza epidemiologica e delle conseguenti restrizioni”, in modo da assicurare un’ampia partecipazione di pubblico e soddisfare “l’obiettivo del richiamo turistico, nell’ottica promozionale del territorio della città di Messina e delle sue imprese”.

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La strategia per resistere

Se il decreto ha creato un problema oggettivo agli organizzatori di eventi, il giudizio sull’operato del governo non è del tutto negativo. “I ristori per il settore dello spettacolo, soprattutto nei mesi più duri della pandemia, ci sono stati”, sottolinea La Ferlita. “Il Covid ha preso tutti di sorpresa, non vorrei essere nei panni di chi è stato chiamato a prendere decisioni politiche negli ultimi due anni”, ammette il manager. La fatica per le aziende del comparto, in ogni caso, è stata grande. “Noi siamo stati tra i primi a rimetterci in moto, anche per dare un segnale di normalità ai nostri dipendenti e a tutti i siciliani”. Uno sforzo che è stato premiato solo in parte. Dal punto di vista aziendale, per la “Puntoeacapo” il 2021 è andato meglio del 2020, ma non ha segnato quella ripresa che molti avevano prospettato. “Se l’anno scorso avevamo perso circa l’80 per cento del fatturato rispetto all’era pre-Covid, quest’anno ci siamo fermati a una perdita 30 per cento”. Troppo poco per andare in pari.

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Ripresa rinviata al 2022

La strategia di La Ferlita per far fronte alla crisi è stata di spingere sull’acceleratore. “Visto che fino a pochi mesi la capienza era al 50 per cento abbiamo deciso di moltiplicare gli eventi, passando da una ventina del 2020 a oltre 40 di quest’anno”. Il ragionamento è semplice. “Se un artista, in tempi normali, riempiva un palazzetto da duemila posti, noi abbiamo fatto due date da mille posti ciascuna”. Le cose sono cambiate con l’introduzione del green pass e il ripristino della piena capienza, ma anche questo non è bastato. L’asticella della ripresa si è spostata al 2022, ma per raggiungerla bisogna lasciarsi alle spalle l’emergenza. “Per questo il mio auspicio è che si proceda con la vaccinazione, sperando che questa variante Omicron, più contagiosa ma apparentemente meno letale, segni una normalizzazione del Covid. Solo così potremo tornare a lavorare con serenità”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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