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Migranti, Musumeci a Draghi: mix pericoloso tra sbarchi e pandemia

Il presidente della Regione al premier: serve lo stato di emergenza, Bruxelles non si assume le sue responsabilità. I numeri degli stranieri a Palermo: su quasi cinquemila minorenni l'80 per cento è nato nel nostro Paese, ma per la legge italiana non ha diritto alla cittadinanza

“Non amo ripetermi e neppure alimentare polemiche sterili. Dico con forza che la Sicilia continua a essere presa d’assalto dagli sbarchi e che le politiche nazionali non riescono a bloccare questo criminale commercio di carne umana”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “I viaggi dei ministri degli Esteri e dell’Interno sull’altra sponda del Mediterraneo non stanno raggiungendo gli obiettivi sperati”, prosegue il presidente della Regione, “E l’Europa guarda complice e silente. La Sicilia è la frontiera a Sud di un Continente che preferisce girarsi dall’altro lato, mentre la disperazione sale dall’Africa, cercando in Sicilia la porta di accesso a una vita che in queste condizioni non potrà mai essere migliore”.

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Musumeci: hotspot al collasso

“Mi appello al presidente Draghi: serve un segnale forte e ormai può venire solo da lui”, continua il governatore, “Faccia quello che non ha voluto fare chi l’ha preceduto e dichiari lo stato di emergenza per gli sbarchi. C’è un mix pericoloso tra numeri crescenti degli emigranti, situazione epidemiologica regionale e la prognosi di crescita di entrambe le situazioni nelle settimane più calde per il turismo e per l’economia siciliana. Gli hotspot al collasso e le persone ammassate l’una sull’altra non possono essere nascoste e lasciano trasparire l’immagine forte di un’accoglienza finta che non rispetta la dignità dell’uomo. Serve un gesto forte che ci consenta di adottare misure di compensazione finalmente adeguate e che dia un messaggio chiaro a chi, a Bruxelles, fa di tutto per non assumersi chiare responsabilità. Una cosa è certa: così non si può andare avanti e io non farò finta di nulla”, conclude Musumeci.

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I numeri degli stranieri a Palermo

Sul fronte delle politiche di integrazione, numeri interessanti arrivano dalla città di Palermo. Secondo l’Ufficio statistica di palazzo delle Aquile, “a Palermo risiedono 25.445 stranieri (pari al 4 per cento della popolazione), provenienti da ben 132 Paesi diversi, anche se i primi cinque Paesi (Bangladesh, Sri Lanka, Romania, Ghana e Filippine), da soli, coprono quasi i due terzi del totale degli stranieri. La comunità più numerosa è quella del Bangladesh, con 5.341 residenti, pari al 21 per cento del totale degli stranieri. Per una completa comprensione della consistenza del fenomeno in Città, ai numeri relativi ai cittadini stranieri residenti a Palermo occorre aggiungere anche gli oltre quattromila stranieri che nel corso degli anni hanno acquisito la cittadinanza italiana”.

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Italiani senza cittadinanza

Complessivamente la presenza straniera in città supera sfiora quota 30 mila residenti, proseguono dal comune di Palermo. “Un interessante sottoinsieme degli stranieri residenti a Palermo è costituito dagli stranieri minorenni, e all’interno di questi dai cosiddetti immigrati di seconda generazione, ovvero i cittadini minorenni nati in Italia da genitori stranieri, e quindi di cittadinanza straniera, in base alla vigente legislazione, che non prevede lo ius soli. A Palermo, su 4.843 stranieri minorenni, 3.889, pari all’80,3 per cento, sono nati in Italia. Di questi, 3.722, pari al 76,9 per cento, sono nati a Palermo”, conclude l’Ufficio statistica.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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