Misterbianco vota “sì” a Sicilia Fiera: con la convenzione può partire il centro
Il consiglio comunale di Misterbianco ha approvato con quindici voti favorevoli e sei contrari lo schema di convenzione per far funzionare, ai sensi dell’articolo 23 quater del Dpr 380 del 2001, introdotto con il decreto Semplificazioni nel periodo Covid dal governo Conte, per il “funzionamento temporaneo” del centro Sicilia Fiera di Misterbianco. Come noto il centro sorge nei locali della ex fratelli Costanzo in corso Carlo Marx, una immensa area industriale alla quale il Dpr consente l’utilizzo per motivi di interesse pubblico di “aree dismesse e da riqualificare” l’utilizzo per altri scopi “senza modifiche urbanistiche”. Ovvero: l’azienda Experia Group srl proprietario dell’area potrà far partire il 10 settembre il centro fieristico senza cambiare la destinazione d’uso urbanistica dell’area. Il voto non ha comunque risparmiato feroci polemiche in aula da parte delle opposizioni. “Prima che ci fossero le autorizzazioni l’azienda aveva già affisso i manifesti. Credo che questa sia una mancanza di rispetto verso il consiglio comunale”. Parola del consigliere comunale di Misterbianco Igor Nastasi nel corso della seduta. Nel dibattito sulla realizzazione dell’opera, alla quale lo stesso consigliere di opposizione di Attiva Misterbianco si è detto “favorevole, tanto che nel 2012 ho redatto una tesi di laurea in Architettura sul riutilizzo dei locali proprio per un ente fiera”. Secondo il consigliere d’opposizione “il punto centrale non è stato quello sul merito, ma sui tempi e le procedure: il consiglio è stato infatti convocato d’urgenza solo ieri, 6 settembre”. Secondo Nastasti “una proposta alternativa era quella di far entrare a titolo non oneroso il Comune all’interno della società, con l’amministrazione a garanzia dell’operazione”. La proposta dell’opposizione ha seguito anche a una polemica iniziale nel dibattito, portata avanti dal consigliere Nastasi assoluto protagonista del dibattito insieme al consigliere Matteo Marchese, capogruppo di Sicilia Futura, sulla effettiva legittimità di una convocazione d’urgenza “online” fatta dal presidente del consiglio Lorenzo Ceglie “che si trova in crociera”, sottolinea Marchese. Un problema risolto con un voto del consiglio, ma affiancato da altre domande tecniche all’architetto Luigi Lo Presti, a capo dell’ufficio tecnico “Cura e servizi per il territorio” preposto alle autorizzazioni, su eventuali modifiche come l’installazione dei bagni, o della presenza di amianto, “completamente smaltito”, secondo quanto dichiarato da Lo Presti. Marchese si è detto anche lui “favorevole all’iniziativa imprenditoriale”, ma sottolineando come la richiesta di convenzione “sia una specifica richiesta dell’azienda fatta al Comune, perché la legge temporaneamente consente il cambio di destinazione d’uso”. Ovvero, agire senza cambi a titolo oneroso. Una “possibilità legittima, richiesta il 28 giugno, con silenzio fino al 10 agosto e due atti di cui parliamo oggi prodotti il 6 settembre, contenente il parere dell’ufficio”. Ma pone in dubbio il “vantaggio per la comunità, per il Comune, visto che il privato non paga chiedendo questa convenzione. Con questa, secondo un calcolo da noi fatto c’è un risparmio di oltre un milione e centomila euro che non andrà incassato dal Comune in periodo in cui si aumenta persino la Tari. Non è questo interesse pubblico? Mi sembra una situazione assurda, anche perché la convenzione chiede cinque anni più sette, non sei mesi, senza incassare soldi”, chiede Marchese. Che conclude “bastava fare un regolamento con criteri per vincolare la giunta, invece di far votare il consiglio”. Sul punto Lo Presti interviene per sottolineare come “la legge non prevede un cambio di destinazione d’uso, e ho studiato due mesi l’atto prima di farlo pervenire in consiglio”. Secondo Lo Presti si tratta peraltro di “una situazione analoga a quella dei cinesi che operano come sapete nei vecchi capannoni industriali”. E quindi esclude “qualunque danno erariale”. Di tutt’altro avviso le considerazioni della maggioranza, a partire dalla presidente della seconda commissione che ha esaminato l’atto Clarissa Santangelo, parte della maggioranza che sostiene il sindaco Marco Corsaro, secondo la quale non ci sono ostacoli all’approvazione, date le “possibilità per il territorio date da quest’opera”, sottolineando come ”la pubblicità per questi eventi è normale che si programmi anche otto mesi prima”. Le fa eco il consigliere Francesco Strano secondo il quale “questo investimento non possiamo perderlo, è una fortuna per noi. Io faccio parte del mondo Confcommercio, e tutto il mondo fiere sta investendo qui. Quando sarebbe mai successo? Mai. E persino Etna Comics sta valutando di venire a Misterbianco”. Il consigliere Anzalone del gruppo Guardiamo Avanti porta inoltre le analisi fatte dal dottor Davide Lenarduzzi “direttore commerciale dell’azienda, incontrato in sede di colloquio con la commissione consiliare preposta. Un ente di questo ha bisogno di una finestra di almeno dieci anni per andare a regime, e ho letto anche statistiche in merito. L’interesse pubblico è chiaro, visto anche il recente acquisto dell’ex Torre Tabita per farne un albergo e la fermata della metropolitana in zona. Sfido chiunque a non ritenerlo interesse pubblico. Ci assumiamo la responsabilità a favore di una iniziativa che potrebbe portare sviluppo a Misterbianco per i prossimi decenni”. E l’impostazione data dalla maggioranza è quella che alla fine ha prevalso in consiglio per votare lo schema per come proposto dall’azienda, con l’immediata esecutività. Con 15 voti su 21 presenti Sicilia Fiera ha ottenuto la convenzione ai sensi dell’articolo 23 quater del Dpr 380 2021, e potrà operare portando avanti le iniziative già annunciate.