Morti sul lavoro: Fiom Catania avvia un’indagine sulla sicurezza

Dopo lo sciopero nazionale sulla sicurezza del 21 febbraio, laFiom di Cataniaprosegue il suo impegno per la tutela e la sicurezza dei lavoratori con lacampagna “Appalti Sicuri”. L’obiettivo è sensibilizzare sul tema dellasicurezzanegli appalti metalmeccanici catanesi, spesso caratterizzati da condizioni precarie e gravi rischi per i lavoratori. Lo ricorda RosyScollo, segretaria generale dellaFiom Catania. “Non chiamiamola fatalità: i morti sul lavoro – dice – di Esselunga, Nardò e Pratola Serra sono l’ennesimo tragico tributo al sistema degli appalti e subappalti”. A partire dal1° marzo, verrà distribuitoun questionariotra i lavoratori degli appalti metalmeccanici catanesi. Sarà accessibile anche online e toccherà diversi aspetti dellasicurezzasul lavoro. Tra questi  la formazione, la dotazione didispositividi protezione individuale (Dpi), lamanutenzionedei macchinari e la presenza di adeguate misure di sicurezza nei luoghi di lavoro. I dati raccolti sarannoelaboratie resi noti nel mese di aprile, in un evento pubblico. “La nostra campagna è una sfida a questo sistema perverso”, seguitaScollo:, che annuncia: “Vogliamo chiamare alla lororesponsabilitàsocialei committenti e portare la voce di chi è costretto al silenzio.Sindacalizzarequeste aziende e ribaltare il paradigma: dove non c’èsindacato, c’è più precarietà e più rischio per la vita”. LaFiomorganizzerà inoltre una serie di iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dellasicurezzanegli appalti e neisubappalti. Previste assemblee, volantinaggi e incontri con le istituzioni. Lo scopo è promuovere un lavoro sicuro e dignitoso e promuovere unaculturadella sicurezza. Non solo come obbligo legale, ma comevaloreetico e sociale. “Non è un caso che levittimesiano tutte quasi sempre precarie, inghiottite in un vortice di sfruttamento e scarsa sicurezza”, conclude lasegretariadella Fiom. “A Catania, come in tutta Italia – aggiunge – riceviamo quotidianamente ledenuncedi lavoratori coraggiosi che sopportanocondizioniinaccettabili. Multe e penali nelle busta paga dei lavoratori, obbligo diacquistarei dispositivi di sicurezza a proprie spese, vessazioni e intimidazioni. La presenza delsindacatoè spesso ostacolata, creando un clima di paura che impedisce ai lavoratori dirivendicarei propri diritti, di eleggere i propri Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e di aver riconosciuto il lorocontratto“.