fbpx

Morti sul lavoro, per la Sicilia 2022 da dimenticare. Più denunce di infortunio

Diminuiscono gli incidenti "in itinere", ma crescono quelli avvenuti sul luogo di lavoro. Per i sindacati occorre investire in cultura e formazione, ma soprattutto fornire 300 nuovi ispettori agli uffici Inail dell'Isola, per aumentare verifiche e controlli nelle imprese

Si lavora per vivere, ma troppo spesso si muore lavorando. L’ultimo caso è avvenuto pochi giorni fa ad Avola, in provincia di Siracusa, dove un operaio di 36 anni è rimasto folgorato mentre lavorava in un cantiere edile. I numeri del fenomeno, secondo il report 2022 di Inail, sono molto consistenti. L’anno scorso nell’Isola le denunce di infortuni mortali sono state 60, due in meno rispetto al 2021. Il calo è dovuto alla diminuzione dei casi “in itinere”, avvenuti cioè “durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro”, che passano da 14 a 10. Salgono invece i casi avvenuti sul luogo di lavoro, con 50 denunce presentate contro le 48 del 2021. Il tema dei morti sul lavoro riguarda tutta Italia. L’anno scorso sono state 1.090 le denunce presentate nel Paese, contro le 1.221 del 2021. I casi riguardando soprattutto gli uomini (970, a fronte di 120 donne) e sono avvenuti prevalentemente sul luogo di lavoro (790, contro 300 avvenuti in itinere). La regione più colpita è la Lombardia con 177 casi, seguita da Veneto (113) e Campania (91). A registrare meno infortuni mortali è invece il Molise (cinque), seguito a breve di stanza dalla Valle d’Aosta (sette) e dal Friuli (dieci).

Leggi anche – Lavoro, oltre mille morti l’anno per infortuni. Giorno peggiore il lunedì

Le denunce con esito non mortale

I numeri, precisa l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, tengono conto “esclusivamente dei casi relativi alla popolazione degli assicurati Inail”. Non vi rientrano dunque diverse categorie di lavoratori, “per esempio gli agenti di commercio, i giornalisti, il personale di volo, i Vigili del Fuoco, il personale delle Forze di Polizia e delle Forze armate”. I numeri reali, insomma, potrebbero essere ancora più alti di quelli riportati. Il report dà conto anche degli infortuni sul lavoro con esito non mortale. L’anno scorso in Sicilia sono state presentate 32.409 denunce, il 37 per cento in più rispetto al 2021, quando erano state 23.624. Il trend è peggiore rispetto al resto del Paese. L’anno scorso sono stati quasi 698 mila le denunce di infortunio presentate in Italia, il 25 per cento in più rispetto alle 555 mila del 2021. I casi hanno riguardato in misura maggiore gli uomini (411 mila, contro 286 mila donne) e sono avvenuti per la stragrande maggioranza sul luogo di lavoro (608 mila, contro 88 mila avvenuti durante il tragitto). La regione più colpita si conferma la Lombardia con 131.700 casi, seguita da Veneto (83.900) ed Emilia Romagna (81.170). La più virtuosa è invece la Valle d’Aosta, con “soli” 1.600 casi.

Leggi anche – Morti sul lavoro, la Sicilia è sopra la media. Catania tra le città peggiori

Malattie professionali e Covid

In crescita anche le denunce di malattie professionali, cioè le patologie direttamente connesse al rischio professionale. L’anno scorso in Sicilia sono state 1.290, quasi il 13 per cento in più rispetto al 2021, quando erano state 1.143. Ancora una volta la tendenza è peggiore rispetto a quella nazionale. Le denunce presentate nel 2022 sono state 60.774, in crescita di meno del dieci per cento rispetto alle 55.288 del 2021. I casi riguardando soprattutto gli uomini (44.859, a fronte di 15.915 donne), e trattandosi di patologie “la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo” non esiste distinzione tra luogo di lavoro e tragitto. A registrare il maggior numero di denunce è la Toscana (9.256), seguita dalle Marche (5.911) e dall’Emilia Romagna (5.703). La regione con i numeri più bassi è ancora la Valle d’Aosta, con 58 casi, seguita da Bolzano (140) e Molise (307). Una parte del rapporto Inail è dedicata al Covid-19 contratto sul lavoro. In Sicilia sono stati rilevati il 4,5 per cento dei casi, mentre le denunce con esito mortale sono il 6,6 per cento del totale. A livello nazionale i casi riguardano soprattutto il Nord Ovest (40,5 per cento), seguito da Nord Est (21,5 per cento), Centro (17 per cento), Sud (15 per cento) e Isole (sei per cento), e sono stati denunciati principalmente nell’industria e nei servizi.

Leggi anche – Incidenti e morti sul lavoro, troppi anche in Sicilia. Flash mob dei sindacati

Ugl, “servono 300 nuovi ispettori”

La situazione delle morti sul lavoro in Sicilia, denuncia il sindacato Ugl, è allarmante. Per Raffaele Loddo e Filippo Virzì, componenti del Comitato consultivo provinciale Inail di Palermo, “occorre prevenire, formare, non soltanto i lavoratori ma anche i datori di lavoro, sia pubblici che privati. La sicurezza e la salute sul lavoro deve essere materia di studio e formazione scolastica ed evolversi al lavoro”. Alla presa di coscienza collettiva, aggiungono i dirigenti dell’Ugl, deve affiancarsi un potenziamento degli uffici Inail. “Nella sola Sicilia occorrono 300 unità per rendere efficaci le verifiche e i controlli. Senza verifiche in cantieri, uffici, e sedi di lavoro le violazioni, le disattenzioni, il mancato utilizzo delle dotazioni di protezione causano inevitabilmente gli incidenti”. L’ultimo in ordine di tempo, dicono ancora dal sindacato, “è accaduto a Palermo a bordo della nave ‘All Fulk’, ormeggiata al molo Levante, dove un operaio impegnato per conto di una ditta di Napoli ha riportato gravi ferite a una gamba”. Per Franco Fasola, segretario responsabile dalla Ugl di Palermo, “ciò denota ancora una volta la mancanza di adeguata prevenzione. La via maestra per contenere questo fenomeno sono i controlli, con un’adeguata formazione sulla sicurezza, la quale deve rappresentare un investimento per le imprese e non un costo”.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli