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Nasce City Catania Sports Club. Storia di rinascita dopo anni di abbandono

A Cibali, a pochi passi dallo stadio Massimino, aprirà ad aprile un nuovo centro sportivo da 15 mila metri quadrati. Con una storia esemplare dietro: la precedente attività era stata confiscata alla mafia nel 2015, e l'area, di proprietà dell'Istituto Valdisavoja, viene oggi recuperata grazie a due imprenditori etnei

Quindicimila metri quadrati di area dedicata allo sport in una delle zone più centrali di Catania, il quartiere Cibali, tra poco più di due mesi ritorneranno a disposizione dei catanesi. Si tratta di City Catania Sports Club, progetto di due imprenditori, Daniele Giuffrida e Angelo Bellavia, che in collaborazione con l’Istituto Valdisavoja proprietario dei terreni a due passi da piazza Bonadies e dallo Stadio Massimino, nel quartiere Cibali, da aprile aprirà un’area totalmente ristrutturata con due campi da calcetto, otto campi da padel, palestra, una grande area fitness da mille metri quadrati, oltre a una sala convegni, bar, baby parking. E il tutto recuperando, a otto anni dal sequestro avenuto nel 2015, un terreno precedentemente gestito da un’attività legata alla criminalità organizzata. Da allora e fino ad ottobre 2020, era stata formalmente gestita dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati.

L’obiettivo di creare un nuovo “spazio sociale”

“Il nostro obiettivo è di fare di quest’area tra lo stadio Massimino e la circonvallazione uno spazio sociale, per fare sport ma anche organizzare eventi e creare comunità. Unire formazione e sport è un obiettivo che viene del resto dalle nostre esperienze professionali”, spiega Daniele Giuffrida, imprenditore nel campo della formazione professionale con il centro linguistico Tuttolingue attivo da 28 anni, che è insieme a Bellavia, attivo invece nel settore sportivo con la scuola calcio Ragazzini Red. “Fare sport va oltre l’agonismo – spiega Bellavia – l’educazione sportiva viene prima di tutto, e non a caso Red significa Rispetto educazione e disciplina. Questi sono gli intenti che vogliamo portare anche qui al City, e non per niente stiamo per siglare un protocollo d’intesa con l’Ordine dei medici di Catania”. “Oggi stipuliamo questa convenzione per favorire l’attività sportiva agli iscritti all’ordine dei Medici e Chirurghi di Catania – spiega il presidente dell’Ordine professore Ignazio La Mantia -, e farlo in un nuovo centro che si interessa di Sport è uno dei nostri obiettivi primari”, afferma.

Dalla confisca alla rinascita, dopo anni di abbandono

Il centro è al momento in corso di completamento, ma la scelta di presentarlo alla città ancora con i lavori in corso non è casuale, come spiega Giuffrida, in quanto serve a sottolineare “anni di lavoro prima amministrativo e ora operativo per renderlo attivo con il grande lavoro fatto dall’architetto Giovanni Cottone”. L’investimento, superiore ai due milioni di euro, dovrà nelle previsioni portare all’apertura del centro per aprile. Ma, come spiega il presidente della Fondazione Valdisavoja, il professore Agatino Cariola, l’iter che ha portato a questo risultato è stato tutt’altro che semplice. “Il sequestro è avvenuto nel 2015, e noi siamo tornati in possesso del terreno, che è sempre stato di nostra proprietà e mai confiscato, solo a ottobre 2020, e solo dopo molti solleciti da parte nostra”, spiega Cariola. L’attività precedente, denominata Sportitalia e attiva fino al 2015, è stata infatti confiscata nel luglio di quell’anno dopo una operazione della Direzione investigativa antimafia. La società era riconducibile a Roberto Vacante e alla famiglia mafiosa Santapaola, con i soldi delle attività criminose che passavano per le casse dell’attività sportiva. “In questi anni – spiega Cariola – la gestione della struttura da parte dell’Agenzia per i beni Confiscati non c’è stata, lasciando tutto in abbandono. Se siamo riusciti a riaverla è grazie anche a un sollecito fatto da noi all’allora ministra dell’Interno Lamorgese. Una volta avvenuta la restituzione si è posto il problema di restituire alla città quest’area, che non poteva restare nel degrado e nell’abbandono. Oggi sta rifiorendo un pezzo di Catania”, conclude il docente di Diritto dell’Università di Catania e presidente della Fondazione Valdisavoja.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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