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Palermo città per smart worker: per Nomadlist è connessa ed economica

Il capoluogo siciliano è al settimo posto in Italia per attrattività dei lavoratori a distanza. Tanti indicatori positivi, "luce rossa" invece su aree pedonali e accoglienza della comunità Lgbtq+

Palermo è una delle dieci città italiane più indicate per lo smart working. Il costo della vita supera di poco i 1.600 euro al mese, la connessione internet raggiunge in media i 22 megabyte al secondo, i livelli di sicurezza e divertimento sono apprezzabili. Sono questi i principali indicatori su cui si basa la valutazione di “Nomadlist”, la community online che stila una classifica globale dei luoghi più attrattivi per i lavoratori a distanza, sulla base delle “recensioni” degli iscritti. Il capoluogo siciliano si trova al settimo posto in Italia e al 595 esimo posto nel mondo, con 224 recensioni e una valutazione complessiva di 3.15 punti su un massimo di cinque.

La classifica italiana

Il giudizio si basa su ventotto indicatori, che coprono tutti gli aspetti della vita cittadina, dalle condizioni atmosferiche, alla densità abitativa, fino al livello di accoglienza nei confronti di donne, stranieri e altre minoranze. Sul piano nazionale, nessuna città supera i 3.4 punti. La prima posizione è occupata da Bari, seguita da Bologna e Genova. Fuori dal podio Pisa, Padova e Firenze. Al settimo posto, come abbiamo visto, si trova il capoluogo siciliano. Seguono Trento, Avellino e Treviso. Fuori dalla top ten, ma con dati comunque positivi, troviamo Trieste. Le città italiane valutate da “Nomadlist” sono in totale 26. Tra esse non ci solo altre siciliane.

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Gli indicatori positivi

Tornando a Palermo, a ottenere la luce verde sono 11 categorie su 28. Come accennato, la valutazione è positiva sulla connessione a internet. Bene anche la temperatura, con una media di 25 gradi percepiti, e la qualità dell’aria, che ottiene un punteggio di 46, ottimo secondo l’Air quality index (Aqi). Il livello di istruzione è considerato alto, la libertà di espressione buona. Il costo della vita è “conveniente”, con una spesa di duemila dollari a persona, circa 1.600 euro al cambio attuale. Bene anche gli indicatori sulla qualità della vita e la sicurezza. La community valuta positivamente la densità abitativa, considerata “bassa”, con quattromila persone per chilometro quadrato. Buono infine il giudizio sugli ospedali, e sui luoghi dai quali portare avanti il lavoro a distanza.

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Il semaforo giallo e rosso

Il semaforo giallo scatta per 15 categorie. Il “family score”, l’indicatore che misura il grado di equilibrio tra lavoro e vita privata, è considerato “okay”. Stessa valutazione per la conoscenza media della lingua inglese, la sicurezza stradale, le connessioni internet gratuite, il tasso di umidità dell’aria (46 per cento), la presenza di aria condizionata e riscaldamenti. Lo stipendio medio è stimato in 2.600 dollari a persona, pari a circa 2.100 euro. La community valuta poi “okay” gli indici di “felicità”, “divertimento” e “pace”, intesa come assenza di conflitti politici. Nella media anche la presenza di start up e la vita notturna. Luce gialla, infine, sul rispetto per le donne, l’accoglienza agli stranieri e la tolleranza razziale. A essere valutati negativamente, solo due indicatori. Semaforo rosso per la “walkability”, ovvero la presenza di zone riservate al traffico pedonale, e l’accoglienza nei confronti della diversità sessuale, considerata bassa.

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Orlando: “Palermo città dei diritti”

Soddisfatto del posizionamento ottenuto da Palermo il sindaco Leoluca Orlando. Per il primo cittadino con questo risultato “si chiude il cerchio dell’innovazione, che parte da un impegno sulle infrastrutture e crea opportunità di ulteriore attrattività della nostra città”. Il sindaco ricorda come il diritto a lavorare dove si preferisce “debba essere accompagnato da un’offerta digitale all’altezza”. Ecco perché secondo Orlando Palermo deve diventare “sempre di più città dei diritti, di chi arriva per visitare, lavorare o perché in cerca di un posto sicuro”.

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“Connettività sempre più ampia”

Sulla classifica è intervenuto anche l’assessore all’Innovazione Paolo Petralia Camassa. Il buon piazzamento ottenuto dimostra che gli investimenti digitali “stanno dando vantaggi anche in termini di indotto e attenzione internazionale”. Per l’assessore non si tratta di un punto di arrivo. “È il momento di rilanciare, con un lavoro e un percorso condiviso, per una realizzazione sempre più proficua del cosiddetto south working”. Palermo deve offrire “connettività sempre più a largo raggio”, proseguendo il percorso “verso una digitalizzazione consapevole e trasversale”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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