Personale, organizzazione e autonomia finanziaria: l’Istat boccia i Comuni

Senza personale, pocoorganizzatima soprattutto ‘dipendenti’ daitrasferimentieconomici della pubblica amministrazione centrale. Una fotografiaimpietosaquella scattata dall’Istatnell’ultimo rapporto sulla funzionalità dei Comuni, gli enti che rappresentano la componente della Pa, pubblica amministrazione, più numerosa e diffusa capillarmente sul territorio. L’invernodemograficosembra aver colpito anche la “Cosa pubblica”. Non chiudono solo gli sportelli bancari (180 in meno secondo Uilca tra il 2018 e il 2022). Non si abbassano solo lesaracinesche(tra il 2012 e il 2012, secondo Confcommercio, in tutta Italia perse 135 mila attività commerciali). Le restrizioni sulturn-overe sull’accesso allapensionehanno prodotto uninvecchiamentoaccentuato del personale dei Comuni. LaSicilia, rileva l’Istituto nazionale di statistica, è tra le regioni italiane che hanno registrato la maggiorecontrazionedi personale in servizio (si inserisce in una forbice tra il -22,4% e il -14,2%). Unadesertificazioneche paradossalmente ha prodotto effetti “positivi” sullaspesaper il personale che nella nostra Isola incide solo per il9%sul totale della spesa corrente. Nella sua analisi,l’Istatprende in esame per la prima volta il cosiddettoIndicatoresintetico di “Funzionalità Organizzativa” dei Comuni (Ifo-Comuni): i numeri confermano che all’aumentare dei valori Ifo migliora in modo visibile lasoddisfazionee la fiducia dei cittadini. NelMezzogiorno, circa la metà dei Comuni presenta una “bassa funzionalità” organizzativa (49,4%; 18,9% nel Centro; 11,4% nel Nord).Disastrosala performance della Sicilia: qui la bassa funzionalità organizzativa interessal’83,3% dei Comuni. Male anche Calabria (83,5%) e Campania (91,2%) mentre il quadro diventa molto positivo se ci sposta nelSettentrione, in particolare nelle tre principali regioni del Nord-est (Friuli-Venezia Giulia Ifo 103,9%, Veneto 102,2%, Emilia-Romagna 103,4%). C’è un terzoelementodi grande rilevanza, a proposito dei Comuni, che l’Istat prova a misurare nella sua indagine:l’autonomiafinanziaria. Nel Mezzogiorno si ravvisa un più elevato grado di dipendenza dalle Amministrazioni centrali, anche in chiavetendenziale, in ragione di un ammontare maggiore dei trasferimenti in proporzione alleentratecorrenti. Su scala regionale, Puglia eSiciliaregistrano il grado di dipendenza da Amministrazioni centralipiùelevato(oltre il 20%), di contro Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia quello molto più contenuto (5% circa nel 2021).