fbpx

Petrolchimico Siracusa, protesta di Cgil. “Asset fondamentale, Governo agisca”

Tra le richieste avanzate dal sindacato per far fronte alla crisi dell'area industriale, aggravata dalla guerra, "la riconversione delle aree dismesse, le bonifiche, la legalità negli appalti"

Manifestazione oggi davanti ai cancelli del petrolchimico di Siracusa dei lavoratori dell’industria e dei portuali riuniti in un’assemblea intercategoriale organizzata dalla Cgil. Il lavoratori e il sindacato, preoccupati delle ricadute del conflitto in Ucraina, chiedono “un intervento risolutivo del governo nazionale che si faccia carico del futuro del petrolchimico di Siracusa”. Nella piattaforma sindacale i temi dello sviluppo della rete infrastrutturale e della ricerca e innovazione. La riconversione delle aree dismesse, le bonifiche, la legalità negli appalti. Il sindacato chiede anche di riportare in mani pubbliche la gestione delle aree di Punta Cugno e Marina di Melilli che , bonificate e riqualificate, possono attrarre investimenti. Inoltre, un accordo di programma per governare la transizione con l’attivazione di una cabina di regia all’interno di un tavolo istituzionale permanente. Obiettivo è “sostenere e accompagnare un settore strategico come quello dell’energia in un avviato percorso di transizione”, sostiene la Cgil.

Rischio desertificazione

“È una sfida di ampia portata”, ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino dal palco della manifestazione, “una battaglia che riguarda non solo Siracusa ma la Sicilia tutta e l’intero Mezzogiorno che, in assenza di risposte, rischiano la desertificazione industriale. La vicenda dei progetti sull’idrogeno che vede attualmente la Sicilia esclusa”, ha aggiunto, “è emblematica dell’inadeguatezza della politica regionale e del disinteresse di quella nazionale. Come sindacato serreremo le fila e alzeremo il livello della pressione per ottenere risultati che diano prospettive all’area di Siracusa e all’intera Sicilia, il governo nazionale deve dare risposte positive al dramma e al grido di dolore che emerge da questa manifestazione”. “Il petrolchimico”, ha sostenuto Giacomo Rota, segretario generale della Filctem Cgil Sicilia, “è un asset economico fondamentale che va tutelato sia dagli effetti della guerra sia facendo sì che transizione energetica lo riconverta non mettendo a rischio i suoi diecimila posti di lavoro”.

Le richieste al Governo

“Occorre procedere con investimenti”, ha detto Emilio Miceli, segretario confederale della Cgil nazionale, “e con una visione chiara di quello che si vuole fare. Una transizione che è una rivoluzione da un modello all’altro”, ha aggiunto, “non si può fare senza i capitali privati e senza che le eccellenze italiane, come l’Eni che investe altrove, si mettano a disposizione anche del loro Paese”. Miceli ha proseguito: “Il governo si preoccupi, a partire dalla prossima finanziaria, di rilanciare gli investimenti pubblici e di sollecitare le grandi imprese, a partire dalle sue, a cambiare i propri piani industriali adeguandoli alla nuova situazione. Non è possibile che tutto cambi, tranne che per le imprese”. E a proposito del governo regionale Miceli ha parlato di “necessità assoluta mai come ora di una classe dirigente credibile”. Dopo l’assemblea i lavoratori hanno bloccato la strada che collega la zona industriale alla città.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
324FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli