fbpx

Piani regolatori, Comuni inadempienti. La speranza è tutta nei nuovi Pug

La parola a Giuseppe Trombino, docente di Urbanistica all'Università di Palermo e presidente della sezione siciliana dell'Istituto nazionale di Urbanistica. Ha curato un dossier dal quale emerge che solo 24 Comuni su 391 hanno un Prg efficace

I Pug (Piani urbanistici generali) prenderanno nel tempo il posto dei ‘vecchi’ Prg, Piani regolatori generali, secondo quanto prevede la legge regionale di riforma urbanistica, la 19/2020. “I Comuni hanno reagito molto positivamente, lo dicono i numeri: in un anno sono state ad oggi più di 80 le amministrazioni che hanno avviato l’iter, un dato molto confortante. I sindaci hanno colto la novità della legge e potrebbero così essere superate tutte le remore rispetto ai precedenti strumenti urbanistici”. Il punto di vista è di Giuseppe Trombino, docente di Urbanistica all’Università di Palermo, presidente della sezione siciliana dell’Istituto nazionale di Urbanistica e presidente del Centro studi urbanistici regionale degli Ordini degli ingegneri della Sicilia. Trombino ha curato un dossier, “Paradigmi siciliani”, che fa il punto sullo stato di attuazione dei Prg nei comuni siciliani, di cui ci siamo occupati alcuni giorni fa in questo articolo. Il quadro che emerge non è incoraggiante, perché sono appena 24 su 391 i Comuni dotati di un Prg vigente ed efficace. Un grave vulnus, in quanto il Prg, nel tracciare l’assetto urbanistico di una comunità, di fatto ne definisce il futuro economico e sociale e quindi lo sviluppo per i successivi decenni.

Leggi anche – Piani regolatori obsoleti e anacronistici. In Sicilia sono efficienti solo 24 su 391

Piani obsoleti nel 30 per cento dei Comuni

Tutti gli altri Comuni come sono messi? “La Sicilia ha la maglia nera – osserva Trombino – la nostra situazione è deficitaria non solo perché pochi i Comuni non hanno Prg efficienti, ma anche perché un grande numero di Comuni, circa il 30 per cento, hanno precedenti strumenti di pianificazione, veramente minimali, come i vecchi Piani di fabbricazione. Abbiamo scontato in Sicilia un problema legato alla legge di riferimento per l’urbanistica che è assai antiquata, risale al 1978 e si rifaceva sui contenuti del Prg a una legge del 1942: un quadro normativo carente e non adeguato alle specificità del territorio siciliano. Così, accadeva che un sindaco che si insediava, anche avendo tutte le buone intenzioni di arrivare a un governo del territorio aderente alle necessità del Comune, non potesse fare riferimento al Prg. I tempi per approvarlo erano superiori a quelli del proprio mandato di amministratore, cioè occorrevano più di cinque anni: i dati indicano una media di dieci anni, ma in qualche caso ne sono occorsi anche 15 o 20. Così, un sindaco non riteneva, legittimamente, che il Prg potesse dare soluzione ai problemi del territorio e si è verificata una disaffezione da parte delle amministrazioni comunali”.

Leggi anche – Torna il salone dell’edilizia Saem. A ottobre nel nuovo centro SiciliaFiera

Cosa accade quando non c’è un Prg efficace

Un Prg mancante o non vigente ha effetti che si ripercuotono sia sugli interessi pubblici che su quelli privati. “I piani hanno una validità illimitata nel tempo – spiega il presidente Trombino – ma dopo cinque anni decadono i vincoli preordinati alle espropriazioni, che consentono di acquisire un terreno di proprietà privata per realizzare un’opera pubblica. Questo penalizza l’amministrazione comunale, che non può realizzare pienamente quel che prevede il Piano. Viceversa, si può sostenere che la formazione di un Prg può comportare evidenti vantaggi per i privati. I Piani pongono infatti le amministrazioni comunali di fronte alla necessità di decidere l’uso del territorio, dal quale derivano vantaggi per i privati e per la collettività. Per esempio, l’espansione di una zona residenziale configura un vantaggio per un privato, determinando quelle cosiddette ‘sperequazioni’ che poi vanno compensate ad esempio con il pagamento di oneri o la realizzazione di opere pubbliche da parte del privato. Situazioni di fronte alle quali, spesso, i Consigli comunali non se la sentono di assumere decisioni e infatti molti Piani vengono approvati da commissari ad acta inviati dalla Regione. A maggior ragione quando non ci sono maggioranze molto forti e unità di vedute tra sindaci e Consigli comunali”, sottolinea Trombino.

Leggi anche – Urbanistica, approvato lo studio di dettaglio del centro storico di Catania

Tutta la speranza riposta adesso nei nuovi Pug

“Tra le ragioni di queste inadempienze, certo non l’unica – spiega il presidente Inu – sta il fatto che molti anni e fino all’anno scorso, la Regione non ha più sostenuto i Comuni nelle spese per l’approvazione del Piano. Un comune medio-piccolo, per redigere il proprio Prg, aveva bisogno almeno tra 50 e 100 mila euro a cui far fronte con risorse proprie appostate su più bilanci. Di questo la Regione si è resa conto e da un anno a questa parte ha istituito un capitolo di bilancio per il finanziamento dei Pug. Questo non riguarda i Prg, per i quali si va ormai verso la conclusione dei procedimenti in corso”. Pug che avranno funzioni e visioni più ampie rispetto alla pianificazione territoriale: “Non è un Piano solamente regolativo, ma si occupa anche di sentire direttamente le esigenze dei cittadini e dei soggetti competenti in materia urbanistica. Non si occupa esclusivamente di assetto, ma anche si sviluppo, ha connotazioni di carattere strategico che servono a stabilire vincoli sul territorio e dare contezza delle criticità, come quelle idrogeologiche per esempio. La Regione finora ha messo a disposizione dei Comuni due milioni di euro per incoraggiare le amministrazioni a redigere i propri Pug. Purtroppo è una cifra bassissima e occorreranno almeno cinque milioni”.

Leggi anche – Sicilia, riforma urbanistica. Il Governo esulta, l’opposizione attacca

- Pubblicità -
Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
324FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli