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Pnrr e periferie, convegno di Cgil Catania. “Dialogo continuo oltre i fondi”

Quasi 70 milioni di euro impegnati dal Comune per varia progettualità. Ma solo sei sono per servizi sociali. Questa mattina il sindacato si è interrogato sull'impatto dei fondi e delle opere in città, promettendo di instaurare un dialogo continuativo con territori e associazioni

Circa sei milioni di euro destinati a interventi sociali, contro sessantadue da destinare a opere urbanistiche. Sono somme derivanti dalla progettualità europea e per gran parte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) già oggetto di proposte da parte dall’amministrazione comunale di Catania, e i cui bandi dovranno trovare attuazione “entro fine marzo”. I numeri, e la sproporzione tra interventi edilizi e quelli destinati direttamente alla vita delle persone, è emersa questa mattina nell’incontro organizzato da Cgil Catania nella sede dell’oratorio Salesiano di via delle Salette, nel quartiere San Cristoforo, e dal titolo “Pnrr e democrazia partecipata nelle periferie di Catania”. Un evento che, nelle intenzioni del segretario della Camera del Lavoro Carmelo De Caudo dovrà essere “l’inizio di un dialogo continuo con chi opera sul territorio”, e che mette dunque al centro dell’uso delle ingenti risorse non solo i tempi stretti, ma anche l’efficacia di questi nella vita dei catanesi.

Verso il congresso Cgil del 2023

De Caudo ricorda anche un obiettivo di Cgil Catania: arrivare al congresso, nel 2023, con una conoscenza approfondita dei territori. “Siamo presenti in molti quartieri, e sappiamo che periferia è un concetto che non segna solo la distanza fisica da un centro cittadino. Questi incontri sono una opportunità di arricchimento sindacale, ma anche per chi nel 2023 dovrà amministrare una città che peggiora sempre più nella qualità della vita, con la povertà assoluta per il 10 per cento della popolazione e che ha un evidente sfilacciamento sociale”. L’incontro, come ricordato da Rosaria Leonardi della segreteria del sindacato etneo è stato del resto “organizzato in via delle Salette non a caso. Questo è un quartiere simbolo della necessità di superare degrado e povertà educativa”. Sul grande quartiere di San Cristoforo e dell’attiguo Angeli Custodi non sono però presenti a oggi investimenti sul Pnrr, come ricordato dal professore Alfredo Petralia, presidente dell’associazione ex allievi delle Salette. “Questa struttura – ricorda Petralia – è nata 75 anni fa per iniziativa dei salesiani di Cibali per dare istruzione ed educazione a quella che era all’epoca la parte produttiva della città. Fino ai primi anni ’70 qui c’erano industrie di laterizi e zolfo, produzione di mobili e alimentari. Da allora un inarrestabile declino. E interventi come quello del Progetto integrato San Cristoforo nel 2000 hanno lasciato solo opere inutilizzate, come la conceria di via Barcellona”.

Gli esperti: “Bisogna progettare ascoltando le persone

La problematica sollevata da Petralia è stata peraltro oggetto di un volume, prodotto proprio dagli ex allievi salesiani, con interviste sul futuro del territorio fatte ai ragazzi del quartiere e intitolato “La periferia Sud descritta dai suoi ragazzi”. Petralia descrive il percorso fatto come la strada giusta per la “progettazione sociale” che dovrebbe affiancare quella urbanistica per la spesa dei fondi. Un concetto che trova d’accordo la docente Laura Saija, urbanista dell’Università di Catania. “Mi occupo del tema delle periferie, un termine ambiguo che indica quei luoghi dove si percepisce la distanza dai centri decisionali e non quella fisica, da ormai 25 anni, in Italia e all’estero. E le uniche esperienze vincenti sono state quelle dove ci si confronta direttamente con gli abitanti. Le esigenze integrate tra i vari ambiti sociali e urbanistici emergono poi da sole”, afferma la docente.
Un percorso che evidentemente “non è stato fatto”, come sottolinea la presidente dell’associazione “Talità Kum” di Librino Giuliana Gianino. Presente col suo centro nel popoloso quartiere dal 2007, e proprio accanto al famigerato “palazzo di cemento”, Gianino osserva con una serie di fotografie come negli anni “i soldi a Librino siano stati spesi, e molti. Ma le piazze sono vuote, sono nuove e nessuno le frequenta”. Il tema è ripreso anche da Luca Lo Re, presidente dell’associazione Trame di Quartiere. “San Berillo – afferma Lo Re – dimostra come a 60 anni dallo sventramento del quartiere San Berillo non ci sia stata voglia di guardare in faccia la storia, e siamo qui ancora a leccarci le ferite. Questo luogo è rimasto come un grande vuoto al centro di Catania, come se dentro non ci fosse nulla. Da dieci anni cerchiamo di far capire come un intervento, una pietra non può essere messa se non si capisce prima come operano le trame sociali all’interno di un contesto”.

Mannino: “Sul Pnrr spostate molte opere già finanziate”

All’incontro era presenta anche Alfio Mannino, segretario regionale di Cgil Sicilia, secondo il quale è necessario “compiere scelte di natura più strategica sul Pnrr in Sicilia. Non ci sono grandi player strategici, ci sono grandi limiti burocratici e amministrativi, ma soprattutto abbiamo inserito all’interno progetti che erano già dentro altre linee di finanziamento. Le opere, come il collegamento ferroviario Catania- Palermo, sono state sganciate. E dobbiamo recuperare queste risorse”. Erano presenti inoltre l’incaricato diocesano dei problemi sociali e del lavoro don Piero Sapienza, Concetta Tumminia dirigente scolastica Istituto comprensivo “Fontanarossa”, il delegato LIPU Catania Giuseppe Rannisi, il rappresentante del Coordinamento “Memoria e Futuro” Antonio Fisichella, la segretaria del Sunia Catania Agata Palazzolo e del presidente della Coop. “Prospettiva” Glauco La Martina. Ha partecipato ai lavori, in sostituzione del commissario straordinario del Comune di Catania, Federico Portoghese, il direttore dell’Urbanistica Biagio Bisignani, oltre al direttore delle Politiche comunitarie del Comune di Catania e dell’Organismo intermedio fondi europei, Fabio Finocchiaro.

I dettagli degli interventi sociali da sei milioni a Catania

De Caudo nel corso del suo intervento ha anche fornito i dettagli dei fondi già avviati verso una progettazione. Per i Servizi sociali i fondi, come detto, sono circa sei milioni di euro, divisi tra la misura “Sostegno, capacità genitoriali e prevenzione della vulnerabilità delle famiglie e dei bambini” per 215.000 euro, mentre per l’Autonomia degli Anziani non autosufficienti il finanziamento è di 2.460.000. Fondi anche per le misure Povertà estrema e Housing first per la quale sono previsti 710.000 euro, mentre per i Percorsi di autonomia per persone con disabilità sono stati fissati tre interventi èer 715.000 euro ciascuno, per un totale di 2.145.000 euro. Previsti inoltre , per il Rafforzamento servizi Sociali Domiciliari (ADA) 330 mila euro, e per il Rafforzamento dei servizi sociali e prevenzione del burn out tra gli operatori sociali il finanziamento è di 210 mila euro, dal confronto avuto con il Commissario dott. Portoghese è emersa la nostra richiesta di comprendere quali di questi finanziamenti siano stati portati a buon fine. Restano infine in a Librino i fondi per la realizzazione di 64 Alloggi derivanti dal (PINQUA).

Oltre 60 milioni per opere edili e urbanistiche

Gli interventi “sociali” sono però sopravanzati in numero e soprattutto stanziamenti previsti da quelli urbanistici. Il Comune di Catania ha infatti avviato un progetto dal nome “Margini Urbani – La Città della Lava e la Città del Mare”, con al centro i quartieri di Librino, San Berillo e Ognina. A Librino sono previsti per un totale di 23,5 milioni di euro, tra cui l’ampliamento del Campo San Teodoro attualmente gestito dai Briganti rugby per 10 milioni, oltre al completamento, per 6,5 milioni, di alcune strade e interventi sul mai completato parco urbano. Altri sette milioni saranno destinati invece al recupero della ex sede della scuola Brancati abbandonata ormai da un decennio.
Per il quartiere di San Berillo, e per le aree limitrofe, è previsto un totale di 21,3 milioni di euro di spesa. In Via Di Prima è previsto il completamento del Piano di riqualificazione con l’estensione dell’asse alberato e della pista ciclabile per 2,5 milioni. Nell’area Via Pistone – Via delle Finanze è invece previsto il completamento del piano di riqualificazione con la realizzazione di spazzi pubblici a verde e pavimentati per ulteriori 2,5 milioni di euro. La realizzazione dell’urban center e delle nuove sedi degli uffici comunali costerà invece sei milioni di euro, a cui si aggiungono la riqualificazione diffusa delle percorrenze e della viabilità interna pedonale e ciclabile per due milioni di euro. Previsti inoltre interventi di riqualificazione pedonale ed isole di compensazione verde di Corso Sicilia e delle Aree interessate dalle uscite della linea Fce per 2,5 milioni di euro, 1,9 milioni per la riqual8ificazione di piazza Bellini e via Teatro Massimo, e infine 3,9 milioni per piazza Pietro Lupo dove abbattendo la storica e fatiscente palestra verrà realizzato un parcheggio multipiano. Nel quartiere di Ognina è porevisto invece un progetto di “ricucitura” tra la zona della stazione di via Fiume e il lungomare, con un costo previsto di circa due milioni di euro. Ultima, ma primo per il singolo ingente finanziamento, la realizzazione del grande parco urbano di Monte Po’, una proposta che viene da Lipu e da altre associazioni e che dovrebbe costare 15,2 milioni. Il totale porta a 62 milioni di euro.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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