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Pnrr, in Sicilia a rischio progetti per miliardi. Dubbi dell’Ue sulla terza rata

L'Ue sta verificando il raggiungimento degli obiettivi richiesti prima di staccare l'assegno di aprile. Il governo Meloni non pubblica l'aggiornamento sullo stato di attuazione, ma ci sarebbero perplessità su molti fronti. Spesa dei fondi già erogati ferma al sei per cento

Sul Pnrr l’Italia è in ritardo. Soprattutto nel Mezzogiorno – chiamato a spendere oltre il 40 per cento dei 209 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza – e in Sicilia, dove sarebbero a rischio progetti per miliardi di euro. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio sul Pnrr del Forum Ambrosetti, aggiornato al 31 dicembre 2022. La relazione cita diversi progetti per i quali vi sarebbero “incertezze in termini di completamento”. Tra gli altri “l’aggiudicazione degli appalti per la costruzione delle ferrovie ad alta velocità sulle linee Napoli-Bari e Palermo-Catania”. La tratta siciliana presenterebbe dei ritardi. “Il 28 dicembre è stata pubblicata un’ulteriore gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori sulla tratta Fiumetorto-Lercara”. Si tratta dell’ultimo lotto della linea in direzione Palermo, dal valore di 1,5 miliardi. A quanto risulta dal portale gare di Rfi il termine per la presentazione delle offerte era fissato al dieci marzo scorso, l’apertura delle buste il 13 marzo. L’azienda, interpellata da FocuSicilia in merito a eventuali ritardi, non ha rilasciato commenti. In generale, secondo Ambrosetti, a due anni dal varo del Piano “solo il sei per cento dei finanziamenti è stato speso e solamente l’un per cento dei progetti è stato completato”.

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I dubbi europei sulla terza rata

A oggi l’Ue ha erogato all’Italia 48,2 miliardi di euro, vale a dire l’importo della prima e della seconda rata del Pnrr. La terza erogazione da 22 miliardi è attesa ad aprile, ma la Commissione europea deve prima verificare il raggiungimento dei 151 obiettivi previsti per il 2022, tra investimenti e riforme. Secondo il Forum Ambrosetti “un primo monitoraggio fa sorgere alcuni dubbi sull’effettivo completamento di tutti i risultati previsti”, ma una verifica ufficiale non è possibile perché “non è stato pubblicato l’aggiornamento” della Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr. Un ritardo che secondo la fondazione Openpolis evidenzia precise responsabilità del governo Meloni. La fondazione fa riferimento all’ultima relazione della Corte dei Conti su Pnrr, “che ha fatto emergere ulteriori criticità, sia per quanto riguarda la capacità di spesa delle varie amministrazioni coinvolte, sia sul fronte del monitoraggio e della trasparenza”. Secondo Openpolis il Governo sarebbe “in possesso dei dati sui progetti finanziati, cioè gli interventi concreti e le infrastrutture, ma sceglie di non pubblicarli”. Da qui l’accusa di “scarsa chiarezza” e la richiesta di pubblicare tutti i dati disponibili “per limitare i rischi di corruzione e cattiva gestione delle risorse”. 

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Il problema degli enti locali in dissesto

Tornando alla relazione di Ambrosetti, tre dei punti su cui sono accesi i riflettori dell’Europa sarebbero il potenziamento della cybersicurezza, i nuovi posti letto negli alloggi per gli studenti e il numero delle borse di ricerca regolarmente pagate. Quanto ai fondi già erogati, la maggior parte delle missioni “si attesta ad un livello di attuazione al di sotto del sei per cento”. Fa eccezione la Missione 3, “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, che vanta “un rapporto tra spesa sostenuta e totale delle risorse del 16,4 per cento”. Nella maggior parte dei casi, i progetti risultano bloccati in attesa di adempimenti burocratici. Gli enti locali sono osservati speciali. “Il 65 per cento dei progetti passa dai Comuni, e il 60 per cento di questi dai Comuni con meno di cinquemila abitanti”. Nel Mezzogiorno le difficoltà sono legate soprattutto all’alto numero di Comuni in crisi finanziaria, che compromette la capacità di spendere le risorse a disposizione. In particolare la Sicilia detiene il record di Comuni in dissesto, ben 92, un dato superiore a quello di Campania (82), Calabria (77) e Lazio (39). Al capo opposto della classifica il Trentino, con solo un Comune in dissesto, seguito da Veneto (due) Umbria e Toscana (quattro) e Marche (cinque).

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Il problema dei Comuni in dissesto

Per Ambrosetti “è necessario fare una riflessione sulla capacità di spesa e di gestione dei progetti” degli enti locali, per evitare che i ritardi continuino ad accumularsi. Dei 416 enti in dissesto ben 314 – il 75 per cento – si trova al Sud. Oltre un quarto della popolazione del Mezzogiorno, si legge nella relazione, vive in enti con problemi finanziari. Una condizione che comporta “un divario nell’accesso ai servizi comunali”, ma anche “una maggiore pressione fiscale” sui cittadini. Per quanto riguarda il rafforzamento degli organici, il Piano nazionale di ripresa e resilienza “è intervenuto realizzando sei bandi per oltre 15 mila profili specializzati, ma si tratta di posizioni a tempo determinato e occorre capire se e come potranno contribuire a un progetto di lungo termine”. I ritardi nell’attuazione hanno effetti concreti sull’utilizzo delle risorse. “La nuova pianificazione del Pnrr prevede uno spostamento in avanti di oltre 20 miliardi di euro di spese originariamente previste per il triennio 2020-2022 (meno 49,7 per cento)”, si legge infatti nel report. Un ritardo che “dovrà essere recuperato già dall’esercizio 2023”, rendendo necessaria “un’accelerazione rispetto alla programmazione iniziale di oltre cinque miliardi di euro”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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