fbpx

Pnrr, lavoro e formazione: a Catania convegno di Confindustria e Assolavoro

Le nuove generazioni sono fondamentali per lo sviluppo del territorio e l'utilizzo delle risorse del Piano nazionale di ripresa, dicono gli industriali catanesi. Malgrado ciò "quattro giovani su dieci non studiano né lavorano". Per recuperarli serve "un patto associazioni ed enti formativi"

Ridurre le distanze tra mondo della formazione e del lavoro puntando sulle competenze digitali, sulla transizione green, sulle nuove tecnologie. Un obiettivo possibile grazie anche alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza che ha tra le principali missioni le politiche per il lavoro e la formazione del capitale umano a cui sono destinati quasi sei miliardi di euro. “Mai come oggi il valore dell’istruzione e della formazione rimane fondamentale per lo sviluppo, in quanto è attraverso la conoscenza e l’acquisizione continua di competenze nuove, durante tutto l’arco della vita lavorativa, che si può generare il cambiamento”, ha spiegato il presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, nel corso del convegno svoltosi ieri a Catania dal titolo “Lavoro e formazione secondo il Pnrr. Le professioni del futuro”.

Valorizzare i giovani

“Sappiamo che i giovani rappresentano la risorsa a chiave di un territorio”, ha aggiunto il leader degli industriali. “Una risorsa che purtroppo non mettiamo nelle condizioni di generare valore. I numeri parlano chiaro: dalla Sicilia emigrano ogni anno oltre diecimila persone, per lo più giovani istruiti; il tasso dispersione scolastica, proprio a Catania, supera il 25 per cento ed è tra quelli più alti d’Italia; quattro giovani su dieci non studiano né lavorano. Sono dati drammatici che stridono con le potenzialità della nostra realtà economica e con la nostra tradizione industriale. Siamo la prima provincia siciliana per creazione di valore aggiunto nel settore manifatturiero; rappresentiamo il 23 per cento del Pil della Sicilia; il nostro tessuto imprenditoriale è fatto da imprese dinamiche e innovative che, nonostante le difficoltà attuali, continuano fare investimenti importanti. Ma per crescere hanno bisogno delle competenze giuste. Ecco perché oggi abbiamo bisogno di stringere un grande patto di collaborazione stabile tra aziende, scuole, università, enti formativi.

L’Ecosistema Samothrace

Un appello raccolto e rilanciato dal Rettore dell’Università di Catania, Francesco Priolo, che nel suo intervento ha ricordato la sinergia concreta già attivata con le imprese nell’ambito della ricerca: “Abbiamo scelto di prendere parte attiva nell’accordo tra la Regione Siciliana e tutti gli atenei dell’isola, il cosiddetto Polo per la Ricerca e l’Innovazione e adesso siamo coordinatori di un Ecosistema dell’innovazione, denominato Sicilian micro and nano tecnology research and innovation center (Samothrace) che vede coinvolti anche enti di ricerca e aziende pubbliche e private leader del settore. L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare i risultati della ricerca, agevolare il trasferimento tecnologico e accelerare la trasformazione digitale delle imprese con una ricaduta positiva anche sul tessuto siciliano”.

Le risorse a disposizione

Sul fronte delle risorse introdotte dal Pnrr rivolte alle politiche per il lavoro, “la Sicilia ha fatto una grande battaglia per far valere la sua condizione di fragilità”, ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone. “Infatti, siamo riusciti ad ottenere un’anticipazione pari all’11 per cento delle risorse disponibili. In campo ci sono 880 milioni per il 2022, cento dei quali sono arrivati alla Sicilia. Siamo stati i primi ad aver presentato un piano di inserimento, il Gol (Garanzia occupabilità lavoratori),  già approvato a livello nazionale dall’Anpal, che prevede una massiccia azione di ricollocamento tramite la formazione. Entro 2022, inoltre, abbiamo preso l’impegno ad arruolare e profilare cica 65 mila persone, di cui 17 mila da avviare alla formazione, seimila nel settore sul digitale”.

Gli obiettivi del Pnrr

“Il capitale umano è una componente determinante per la crescita delle imprese e per lo sviluppo di ogni paese. Eppure, cresce poco”. Ha affermato da parte sua, Giovanni Brugnoli, Vice Presidente per il Capitale Umano di Confindustria. “La capacità di reperire risorse qualificate è aumentata nelle economie emergenti, mentre è diminuita del sette per cento, a partire dal 2016, nei paesi avanzati. Questo gap affligge in particolare l’Italia, dove si registrano molti adulti senza un livello sufficiente di formazione in ambito scolastico, tecnico professionale e digitale e bassi tassi di partecipazione ad esperienze formative. Il Pnrr si pone quindi l’obiettivo ambizioso di coinvolgere almeno 800 mila lavoratori in attività di formazione, puntando su apprendimento e lavoro come basi per l’inclusione sociale. In questo contesto, il lavoro del futuro si lega intuitivamente allo sviluppo tecnologico e alla doppia transizione green e digitale, guardando con sempre più interesse alle nuove opportunità del lavoro digitale”.

Nuove figure professionali

“Le Agenzie per il Lavoro”, ha dichiarato il presidente di Assolavoro, Alessandro Ramazza, “sono in prima linea per ridurre progressivamente la distanza, storica, tra figure professionali richieste dal mondo del lavoro e le competenze possedute o mancanti in capo ai candidati. Nel corso del 2021, nonostante la pandemia, abbiamo erogato oltre 53mila corsi per più di due milioni di ore di formazione, tutte finanziate con risorse private.  Le persone formate dalle Agenzie per il Lavoro in relazione alle reali esigenze del mondo del lavoro sono risultate oltre 330 mila, almeno un terzo dopo il corso accede a un contratto di lavoro in somministrazione, che ha per legge i diritti, le tutele e la retribuzione tipica del lavoro dipendente. Nei prossimi anni, con la realizzazione del Pnrr, saranno richieste nuove figure professionali, nuove competenze e aggiornamenti per tutti coloro che già lavorano. E’ una grande sfida per il futuro del nostro Paese che dobbiamo vincere. E possiamo farlo solo assieme, attraverso una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato”.

Gli intervenuti al dibattito

Al dibattito, moderato dal giornalista Salvo Fallica, è intervenuto inoltre il direttore del Cof dell’Università di Catania, Carmelo Pappalardo, il quale ha sottolineato la centralità del capitale umano come forza trainante del sistema economico, rilevando che la “riduzione delle disuguaglianze nell’accesso all’istruzione è un punto cardine dal quale occorre ripartire”. Margherita Ferrante, direttore del Laboratorio di Igiene Ambientale del Dipartimento di Scienze dell’Università di Catania, ha parlato del ruolo strategico delle tematiche salute e ambiente quali componenti inscindibili di un binomio capace di generare uno sviluppo economico sostenibile e inclusivo. Infine, Sheila Sherba, direttore dell’Its “Steve Jobs“  ha messo in evidenza i punti di forza degli istituti tecnici spiegando come le performance occupazionali dei diplomati ITS, a un anno dal diploma, si attestano al di sopra dell’80 per cento.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
329FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli