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Raffineria Isab, Cgil: “Contrastare gli effetti della giusta sanzione alla Russia”

I rappresentanti del sindacato temono "il collasso dell’intera area industriale, con la perdita di circa diecimila posti di lavoro". Appello al governo Draghi per un intervento "immediato"

Il governo intervenga sulle banche affinché riaprano a Lukoil le linee di credito oggi bloccate, consentendo il superamento della crisi che si potrebbe innescare con l’embargo del petrolio russo via mare”. È la richiesta di Cgil e Filctem nazionali, siciliane e di Siracusa che temono il collasso dell’intera area industriale, con la perdita di circa diecimila posti di lavoro, se dovesse entrare in crisi e chiudere l’Isab di Priolo, società italiana controllata da una società svizzera. La raffineria in questione si approvvigiona infatti al 100 per cento di petrolio russo, da quando il sistema creditizio le ha voltato le spalle. Prima il petrolio dalla Russia incideva solo per il 15 per cento. “La riapertura del credito”, scrivono Cgil e Filctem, “consentirebbe l’acquisto del greggio sul mercato, con il superamento degli effetti indotti dalla giusta sanzione dell’Ue alla Russia, che avrebbero se non contrastati un impatto tremendo sull’economia siciliana e sull’occupazione”.

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Redazione
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