fbpx

Regione e Anci in protesta contro Alitalia. Ma c’è chi dice no

Contestazione contro la scelta di Alitalia di lasciare Trapani. Il sindaco di Cinisi non partecipa e chiede spiegazioni per l'immobilismo regionale. "Problema vecchio"

Incontro e manifestazione della presidenza della regione Siciliana insieme ad Anci all’aeroporto di Palermo. Si protesta però contro la decisione di Alitalia di non volare più dallo scalo di Trapani Birgi. Sindaci e presidente invocano l’intervento dello Stato per quello che definiscono un comportamento scorretto da parte della compagnia di bandiera. Non tutti sono d’accordo però. Il sindaco di Cinisi, Comune su cui sorge l’aeroporto di Palermo, ha disertato incontro e manifestazione. Intanto Airgest, la società che gestisce Birgi, annuncia una protesta, questa volta nello scalo trapanese, il prossimo 17 giugno.

Capricci e angherie

“Noi pretendiamo che il Governo nazionale intervenga e non stia alla finestra. Le giustificazioni che arrivano da Roma e si vogliono accampare per una politica aziendale assolutamente irresponsabile sono pressoché patetiche”, ha detto il presidente Nello Musumeci. La Regione incontrerà alcuni ministri del Governo nazionale il prossimo martedì e Musumeci ha annunciato che, d’accordo con Anci, chiederà un “biglietto unico con Alitalia, e che lo si prenoti un mese prima e che lo si prenoti un giorno prima”. “Non è possibile – ha aggiunto – continuare a subire capricci e angherie da parte di una compagnia che si mantiene in vita col denaro dei cittadini”.

Leggi anche – Alitalia: Musumeci incontra Airgest

Scelte dissennate

Sulla stessa linea il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando. Giudica “vergognoso il comportamento della cosiddetta compagnia di bandiera che, pur ricevendo tre miliardi di euro dallo Stato e avendo generato uno stato di monopolio pubblico nel settore della mobilità internazionale, vuole far pagare ai siciliani gli sprechi del passato”. Non solo. Le scelte di Alitalia sono definite “dissennate” perché “mirano sostanzialmente a mortificare la mobilità internazionale che costituisce una risorsa straordinaria per l’intero Paese e certamente per la Sicilia”.

Leggi anche – Turismo siciliano a dura prova: Alitalia abbandona Trapani

C’è chi dice no alla protesta

Contrario alla protesta è invece il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo. La considera “mediatica” e “il fallimento della politica” perché rappresenta “un’abdicazione al proprio compito di trovare soluzioni”. Palazzolo spiega che il problema del caro voli e della politica di Alitalia non sono nuovi e che la diffusione del virus non ha fatto che aggravarlo. La politica regionale dunque, sarebbe colpevole di non avere “fatto nulla per affrontare la questione in tutto questo tempo: solo diluvi di comunicati stampa pieni di indignazione o di promesse e un surreale dibattito sul ponte sullo Stretto”. “Io voglio solo sapere dal viceministro Cancelleri e dal presidente Musumeci che fine hanno fatto le tariffe sociali, la continuità territoriale, la compagnia aerea siciliana. Dove sono tutte le soluzioni sbandierate nel tempo?”.

Leggi anche – Alitalia vola via da Trapani Birgi. Airgest: “Un delitto”

Protesta a Trapani Birgi il 17 giugno

Al motto “Birgi vuole volare”, per il prossimo mercoledì 17 giugno alle 11, Airgest ha organizzato una nuova protesta. Questa volta nello scalo trapanese. “Un’azione di forza, a supporto del management di Airgest”, la definisce il presidente della società di gestione dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, Salvatore Ombra. Parla di un caso Trapani “diversamente da quanto sostenuto dal vice ministro Giancarlo Cancelleri” dal momento in cui Alitalia smette di volare da Trapani ma raddoppia le rotte altrove. Ombra chiede quindi al viceministro di lottare al proprio fianco e accusa Alitalia di avere un comportamento “vampiresco e cieco”. Secondo i vertici di Airgest si potevano semplicemente cambiare gli orari dei voli, dal pomeriggio alla mattina e sera, per renderli più appetibili e dunque remunerativi. Invece la compagnia avrebbe proposto di restare “in cambio di un enorme contributo, a fronte dei tanti già ricevuti dallo Stato, e quindi anche dalle tasse dei trapanesi”.

- Pubblicità -
Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,945FansMi piace
511FollowerSegui
341FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli