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Rifiuti, energia e trasporti: Sicilia in ritardo, sorprende Messina

L'indice Censis e le città siciliane quasi sempre agli ultimi posti. Tra le città metropolitane, Palermo e Catania sono in coda (chiude la classifica Napoli). Messina è quintultima, ma rivela un incoraggiante trend di crescita

Rifiuti, energia, trasporti: in Sicilia la transizione ecologica è in forte ritardo. Lo mette in evidenza il Censis che nel suo ultimo rapporto, “Green&Blue, elenca 107 province italiane e colloca le città siciliane quasi sempre agli ultimi posti. L’indice si basa su tre grandi dimensioni (contesto, popolazione e imprese) e 26 indicatori. Tra questi, gli investimenti tecnologici delle industrie, il consumo di acqua, l’inquinamento dell’aria, il parco auto circolante, il consumo di suolo, la diffusione del fotovoltaico. Tra le città metropolitane, Palermo e Catania sono in coda (chiude la classifica Napoli). Messina è quintultima, ma rivela un incoraggiante trend di crescita. Tra le province con popolazione tra 300 mila e 500 mila abitanti troviamo Trapani al nono posto, seguita da Agrigento al 17°, Siracusa (24°) e Ragusa (ultima). Nella sezione dedicata alle realtà con meno di 300 mila abitanti ci sono Caltanissetta (11° posto) ed Enna (terzultima). Poco green, quindi, le città siciliane nel complesso.

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Messina, la sorpresa: la città sostenibile in crescita

Nelle graduatorie si posizionano al vertice città come Bologna e Firenze fra le aree metropolitane, o Bolzano e Trento fra le province con più di 500 mila abitanti,
o ancora Pordenone fra le province intermedie. “Si scorge anche un certo grado di
protagonismo da parte delle città del Mezzogiorno“, osserva tuttavia Giorgio De Rita, segretario generale del Censis. Bari, ad esempio, nella classifica delle 14 città metropolitane, si colloca al quarto posto, “grazie a ottime performance nella qualità dell’aria o nella produzione di energia da fonti rinnovabili o, ancora, nella disponibilità di competenze green all’interno del sistema locale di imprese. Messina, presenta una delle variazioni più alte nel periodo 2013-2023 del numero di imprese green attive, o, ancora, si colloca fra i primi posti nel contenere il consumo di suolo in aree ad alta pericolosità idraulica”, sottolinea De Rita. Cagliari occupa posizioni di vertice nel servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e nella produzione netta di energia da fonte rinnovabile.

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Da Bolzano a Catania, la distanza è abissale

Sul tema della riconversione industriale, in particolare, è intervenuto Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia. Ha invocato per l’Isola un “Patto europeo per il futuro che abbia davvero al centro l’ambiente”, proponendo la sua agenda per la legislatura europea del prossimo quinquennio. Tra le priorità, una nuova direttiva quadro che acceleri “la decarbonizzazione e la rinconversione ecologica dei settori industriali maggiormente dipendenti dalle fonti, e nei cui territori saranno piu’ evidenti le conseguenze in termini occupazionali e sociali legate alla trasformazioni dei processi produttivi”. Il riferimento è alle aree industriali dei petrolchimici siciliani da Priolo a Milazzo e Gela, “i cui territori hanno pagato e stanno pagando tutt’ora un prezzo altissimo ad un’industrializzazione fondata sul fossile“, ricorda Castronovo.

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Le isole nell’Isola: 157 milioni di euro dal Pnrr

Se l’Isola piange, le isole minori potrebbero iniziare a sorridere. Grazie al Pnrr che, con il programma ‘Isole Verdi’, impegna 200 milioni di euro per la  transizione ecologica delle 19 isole minori italiane, gestite da 13 Comuni. La maggior parte del budget è destinata alle 14 isole minori siciliane gestite da otto Comuni. Oltre 157 milioni di euro, di cui quasi 62 milioni andranno alle sette isole Eolie amministrate da quattro Comuni. I fondi serviranno per interventi su rinnovabili, reti idriche, sistemi di gestione dei rifiuti, efficientamento degli edifici pubblici e mobilità urbana sostenibile. Il programma è giunto all’aggiudicazione dei contratti e all’erogazione ai Comuni dell’anticipazione del 20%. È in corso la prima rendicontazione degli stati di avanzamento. Gli interventi dovranno essere conclusi entro il 2026.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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