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Riforma della giustizia tributaria. Angit: “Nessun ostacolo, si proceda”

L’Associazione Nazionale Giudici Tributari torna sul tema della riforma ordinamentale del settore, ricordando come questa sia "prevista anche nel Pnrr" e che "nessun ostacolo è presente" citando due ordinanze della Corte Costituzionale

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) prevede, all’interno della riforma fiscale, anche la riforma ordinamentale della giustizia tributaria”. Lo scrive Francesco Lucifora, avvocato, vicepresidente della Commissione tributaria di Catania e presidente di Angit, l’Associazione Nazionale Giudici Tributari. La sua associazione è nata a inizio dicembre proprio per supportare un cambiamento ordinamentale nell’ambito della giustizia tributaria, dove anche i professionisti “non togati” hanno accesso per concorso.

Riforma prevista nel Nadef

Prosegue Lucifora: “Il governo nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2021 (Nadef) ha previsto il disegno di legge delega di riforma della giustizia tributaria, dopo aver approvato il 05 ottobre 2021 il disegno di legge delega di riforma fiscale. E’ arrivato il momento di riformare anche la giustizia tributaria. Proprio perché la riforma ordinamentale della giustizia tributaria è una tra le priorità d’azione indicate dal Governo, il Ministro della giustizia e il Ministro dell’economia e delle finanze hanno istituito la Commissione Interministeriale per la giustizia tributaria. Il Governo ha attribuito alla Commissione il duplice compito sia di esaminare le criticità esistenti sia di elaborare proposte di misure e di interventi legislativi, con l’obiettivo di migliorare la qualità della risposta giudiziaria e di ridurre i tempi del processo”, spiega.

Nessun ostacolo anche dalla Corte Costituzionale

Alla base della richiesta inoltre anche una ordinanza della Corte Costituzionale, la 144 del 1998 che ha stabilito “per le preesistenti giurisdizioni speciali, una volta che siano state assoggettate a revisione, non si crea una sorta di immodificabilità nella configurazione e nel finanziamento, né si consumano le potestà di intervento del legislatore ordinario”. “Non vi sono e non vi sono mai stati ostacoli alla riforma dello status attuale dei giudici tributari”, prosegue Lucifora che, citando l’ordinanza della Consulta, ricorda come il legislatore ordinario “conserva il normale potere di sopprimere ovvero di trasformare, di riordinare i giudici speciali, conservati ai sensi della VI disposizione transitoria, o di ristrutturarli nuovamente anche nel funzionamento e nella procedura, con il duplice limite di non snaturare (come elemento essenziale e caratterizzante la giurisprudenza speciale) le materie attribuite alla loro rispettiva competenza e di assicurare la conformità a Costituzione, fermo permanendo il principio che il divieto di giudici speciali non riguarda quelli preesistenti a Costituzione e mantenuti a seguito della loro revisione”. Gli stessi principi inoltre “sono richiamati anche dalla Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 227 del 20/10/2016”, conclude la nota del presidente di Angit.

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