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Sanità privata, “Nessuno tocchi Volo”. Così Schifani prende tempo

Il governatore rinnova all'assessore "incondizionata fiducia", definendo "veramente paradossale" ogni richiesta di dimissioni da parte dei sindacati. "Da oggi in poi saremo costretti a sospendere il 20 di ogni mese l’erogazione delle prestazioni gratuite", dicono dal Cimest

Dopo quattro giorni di protesta delle strutture sanitarie convenzionate con la Regione e la manifestazione di stamattina a Palermo, a spegnere sul nascere qualsiasi tentativo di proseguire nella polemica ci pensa direttamente il presidente Schifani. Poche parole, ma toni fermissimi. Il governatore scava una trincea intorno all’assessore della Salute, Giovanna Volo, le rinnova “incondizionata fiducia”, definendo “veramente paradossale” ogni richiesta di dimissioni da parte dei sindacati dei laboratori di analisi convenzionati riuniti a protestare sotto l’assessorato. “L’assessore ha già individuato e proposto alle organizzazioni sindacali le possibili soluzioni, alcune di pronta realizzazione. A cominciare dall’aumento del budget per il 2023, che comunque era stato programmato in precedenza, e dall’istituzione di un Tavolo tecnico permanente in cui pubblico e privato possano dialogare concretamente”, ha dichiarato in una nota Schifani, esprimendo “grandissima disponibilità all’ascolto” e auspicando che “si torni al dialogo”. Ma al termine della manifestazione di piazza, gli operatori ribadiscono: “Da oggi in poi saremo costretti a sospendere il 20 di ogni mese l’erogazione delle prestazioni gratuite”, dicono Salvatore Gibiino e Salvatore Calvaruso, coordinatori del Cimest (Coordinamento intersindacale della medicina specialistica ambulatoriale di territorio).

Una partita da circa 100 milioni di euro

La protesta parte dalla decisione di troncare il budget per la specialistica convenzionata, una scelta che risale all’ultimo periodo della gestione Razza. Dai 315 milioni di euro del 2021 si passa ai 283 del 2022 e del 2023. Per le strutture private, significa non farcela più, visto l’aumento dei costi e la crisi post-pandemia: con 32 milioni di euro in meno le prestazioni ambulatoriali private si possono assicurare solo fino al 20 di ogni mese. Dopo? Se la Regione non ripristina il bugdet, i privati non possono più sostenerle, come magari facevano in precedenza, rosicchiando i propri utili. Inoltre, c’è la previsione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali: nel 2023 le richieste di prestazioni saliranno del 20 per cento. Sul budget dei 315 milioni di euro, significa oltre 60 milioni di euro che la Regione dovrebbe incrementare, anziché tagliarne 32, come evidenzia il sindacato delle strutture convenzionate. A fare due conti, si arriva a 100 milioni di euro. Questo il costo della partita per assicurare ai pazienti, senza lunghe attese, l’esame radiologico, l’elettrocardiogramma, le analisi del sangue e tante altre prestazioni, per un totale di 23 branche specialistiche. Per questo le 1.800 imprese coinvolte insorgono e spengono le macchine per quattro giorni, dal 22 al 24 febbraio.

Un anno di attesa per un elettrocardiogramma

L’assessore Volo risponde allertando ospedali e Asp: l’ordine è di ampliare orario e personale, ma dei soli laboratori di analisi, per fronteggiare il previsto assalto di pazienti nelle strutture pubbliche. Assalto che in realtà non è così vistoso: tra il 15 e il 30 per cento in più di accessi, secondo l’assessorato. Del resto sono solo pochi giorni di sciopero. Ma nel complesso le 1.800 strutture in convenzione coprono l’82 per cento delle prestazioni, mentre solo il 18 per cento viene svolto nelle strutture pubbliche. Se questo volume di prestazioni dovesse ridursi, Asp e aziende ospedaliere non potrebbero facilmente compensarlo, perché le liste d’attesa sono già lunghissime. Gibiino del Cimest riferisce che “un elettrocardiogramma richiesto al Centro unico prenotazioni dell’Asp Palermo viene prenotato a novembre, mentre un ecocardiogramma a gennaio 2024”. Delle strutture private, a quanto pare, non è facile fare a meno. Inoltre: del miliardo e 200 milioni di euro che lo Stato trasferisce alla Regione per la specialistica, ne vengono adoperati 600. “E gli altri?”, si chiedono dal Cimest. Ancora: la Corte dei Conti recentemente ha rimproverato la Regione di aver destinato i fondi per la sanità alla copertura di disavanzi precedenti. C’è da far luce sulle risorse, insomma e nel muro contro muro che è in pieno corso, non si potrà non tenere conto di tutto questo.

“Costretti a sospendere l’erogazione delle prestazioni”

“L’assessore Volo ci ha detto che cercherà di individuare risorse aggiuntive per ripianare la riduzione di 32 milioni di euro dell’aggregato del 2022 rispetto al 2021. Per l’aggregato del 2023 entro 15 giorni rifarà la programmazione sanitaria valutando di modificare l’assegnato. Gli ambulatori aderenti al Cimest pur apprezzando la disponibilità da parte dell’assessore, in assenza di risultati tangibili, saranno loro malgrado costretti a sospendere l’erogazione delle prestazioni in convenzione all’estinguersi dell’esiguo budget mensile a disposizione”, hanno dichiarato Gibiino e Calvaruso, ricevuti al termine della manifestazione dall’assessore alla Salute. “Abbiamo depositato le chiavi dei nostri studi presso l’assessorato – spiegano Gibiino e Calvaruso – affidando con un gesto simbolico la sorte delle nostre strutture, dei nostri dipendenti e soprattutto quella dei nostri assistiti nelle mani dell’assessore Volo e della giunta Schifani. Spetterà a loro uscire dalle loro camere dorate e salvare la sanità regionale e garantire l’accesso alle cure per tutti i siciliani, riaprendo le porte dei nostri ambulatori ai pazienti che hanno bisogno di accertamenti diagnostici e prestazioni specialistiche e sono costretti ad attendere mesi o addirittura anni”, hanno concluso.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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