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Sanremo 2023. Vince Mengoni ma alla gente piacciono altre cose

Non è più tempo di ”perdere l’amore”, di flessioni sul palco e di acuti che richiamano i delfini, stracciandosi le vesti mentre pensiamo ancora che i catenacci al ponte Milvio hanno appeal per i giovani

Al di lá di chi ha vinto Sanremo, che Amadeus vuole far somigliare scenograficamente sempre più a Discoring (citazione solo per i boomer) abbiamo assistito all’ennesima testimonianza di decadimento di un mercato che volge le sue attenzioni da altre parti. Il pubblico che conosce lo streaming, che non ascolta la radio, ed è sempre più numeroso, è anche il pubblico che alimenta questa musica che gira intorno, come direbbe Fossati. A proposito, Fossati, dove sei, io ti invoco!

Dicevamo, molti dei nomi sconosciuti hanno dei numeri da capogiro, ma la cosa che un pó fa arrabbiare è che vengano sottovalutati persino dagli addetti ai lavori, sempre più dinosauri post meteorite. Cosa emerge sempre di più? Che la musica si fa a casa, che l’intelligenza artificiale sarà una compagna di viaggio delle nostre emozioni e i “muscoli” canori lasciano il posto alla fragilità emotiva. Lo avevano capito gli chansonnier francesi un secolo fa. Ma gli italiani no! Non lo capiscono. Pensano ancora che i gorgheggi da usignolo dimostrino quanto é bravo l’artista.La voce, la voce, l’autotune, non si fa altro che rimarcare questo. Eppure Giorgia non è in forma, Grignani ha azzeccato solo l’indirizzo dell’albergo, Rosa Chemical è stato partorito da un incubo di Achille Lauro (cito da Lercio) che peró è stato partorito da una sbronza di tisane allo zenzero di Marilyn Manson, ma a chi importa?

Artisti come Ariete e Madame ma anche come Lazza e Colla Zio, ma potrei citarne altri, stanno in cameretta o al massimo col loro amico producer che li aiuta a tirare fuori quello che hanno da dire. Lo dicono in un modo sgagherato forse, ma lo dicono! E no cari Italiani! Non è più tempo di ”perdere l’amore”, di flessioni sul palco e di acuti che richiamano i delfini, stracciandosi le vesti mentre pensiamo ancora che i catenacci al ponte Milvio hanno appeal per i giovani. Adesso è tempo di capire chi siamo e anche in fretta! I ragazzi accendono il computer e stanno per parlare quasi un’altra lingua, adeguiamoci!

Dimenticavo, Athena è una rubrica che parla di arte in Sicilia e per questo vi diró per ultimo di Colapesce e Di Martino: per un attimo, alle prime note, ho sperato in lontani echi battistiani, poi il riff fotocopia, lo stesso arrangiamento della canzone suonata al precedente festival mi hanno fatto sprofondare in un mare di sconforto! Splash!

Seba
Seba
Produttore, songwriter, ha esordito come cantautore a livello nazionale nel 2006 con Domenica d’estate, conquistando i primi posti delle classifiche di vendita ed airplay, in seguito si dedica alle produzioni per altri artisti, tra gli ultimi artisti di successo prodotti troviamo Mario Venuti, Mario Biondi,Violante Placido. È sempre attento alle nuove tendenze musicali e dedica spesso le sue produzioni in favore dei nuovi talenti.

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