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Scorie nucleari in Sicilia: dall’Anci alla Cisl, tutti contro

Fioccano le reazioni alla notizia dell'individuazione di quattro siti nel territorio della Regione siciliana

Fioccano le reazioni alla notizia dell’individuazione di quattro siti per lo smaltimento delle scorie nucleari in Sicilia. Dopo le dichiarazioni di Totò Cordaro, assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, arriva anche quella di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia. “Su un tema così delicato come quello dello smaltimento dei rifiuti nucleari e della tutela ambientale – scrive Orlando – ci sembra di fondamentale importanza il coinvolgimento delle amministrazioni locali interessate. È, quindi, assolutamente necessario avviare un confronto tra governo nazionale, governo regionale ed enti locali per affrontare con attenzione e responsabilità la questione”.

La posizione della Cisl Sicilia

Ad intervenire anche il segretario generale della Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio. “La Sicilia non può diventare deposito di scorie radioattive – scrive il segretario – Il patrimonio ambientale e storico-culturale siciliano costituisce una fonte vitale per l’economia dell’isola ed è un bene primario da difendere e tutelare. Non possiamo accettare di pagare un tributo così pesante e di devastante impatto per il nostro territorio”. “La Carta delle aree potenzialmente idonee, va rivista – prosegue Cappuccio – Pretendiamo chiarimenti precisi. Il futuro della Sicilia va nella direzione dello sviluppo di un’economia ecosostenibile che punti, come fattori trainanti, sul turismo, sui beni ambientali e culturali, e sulle peculiarità delle realtà locali. Non consentiremo scempi. La Cisl vigilerà affinché le istituzioni facciano ciascuna la propria parte per evitare che il futuro dell’Isola sia ipotecato e danneggiato”.

Lega Sicilia: “Scelta paradossale”

Ad intervenire anche svariati esponenti politici. Per il segretario regionale siciliano della Lega, il deputato Nino Minardo, e per Annibale Chiriaco, responsabile Attività Produttive della Lega Sicilia, “l’idea di mettere scorie radioattive e nucleari in alcune aree della nostra Sicilia ad alta vocazione produttiva agroalimentare e turistico ambientale è paradossale e bisogna attivarsi affinché ciò non succeda”. “In un momento così delicato per le imprese – proseguono gli esponenti della Lega – è impensabile pensare di creare nelle province di Caltanissetta, Palermo e Trapani quattro depositi nazionali di rifiuti tossici nucleari entro il 2025 che creerebbero ulteriori diffidenze e problemi ai consumatori ed ai cittadini delle aree indicate. Sarebbe meglio indire, dopo aver ascoltato la Regione siciliana, un referendum tra i cittadini nei territori indicati piuttosto che tout court imporre scelte così misteriose ed improvvise”.

Forza Italia: “Scherzo di cattivo gusto”

 “Se l’individuazione in territorio siciliano di zone per la creazione del deposito nazionale nucleare è uno scherzo, non è divertente, anzi di cattivo gusto”, dice il deputato di Forza all’Ars, onorevole Michele Mancuso. “Se così non fosse, state certi che alzeremo le barricate con muri di cemento armato – prosegue – Non permetteremo che sia rovinata la nostra agricoltura o la salubrità ambientale. Se poi, per assurdo, da Roma qualcuno pensa che il nisseno, così come altre zone della Sicilia, possano trasformarsi in discariche nucleari, non ha tenuto conto del tasso di mortalità per tumore, tra i più alti d’Italia. Pensare di incrementarlo è da scriteriati. Siamo per lo sviluppo, per una partecipazione solidale alle esigenze del Paese, ma sulle scorie nucleari diventiamo i più titolati ambientalisti di sempre. I sindaci non darebbero mai il loro assenso, né la politica regionale. Sono certo che tutta la deputazione sarà dalla stessa parte. Invitiamo gli organi competenti a una chiara ed inequivocabile smentita”.

Cento passi: “Ipotesi irricevibile”

Critiche anche da parte degli amministratori e dei militanti della Rete dei Cento passi della provincia di Trapani, dell’area delle Madonie e del comprensorio di Caltanissetta. “Le aree interne della Sicilia hanno bisogno di investimenti, non dei rifiuti radioattivi – scrivono i militanti – L’ipotesi di allocare centri di stoccaggio nelle Madonie, nel trapanese e nella provincia di Caltanissetta ci appare semplicemente irricevibile. Parliamo di territori, come nel caso delle Madonie impegnate in una battaglia per l’istituzione delle zone franche montane, che da tempo chiedono altro tipo di attenzione. Parliamo di aree, come nel caso di quelle del trapanese, votate al turismo e di straordinario pregio paesaggistico ed archeologico, che sarebbero umiliate da una scelta simile. Parliamo del territorio del nisseno già profondamente devastato dagli scempi ambientali. Rispondere ai bisogni dei territorio con la proposta di trasformazione di queste aree in discariche radioattive – concludono – è semplicemente irricevibile perché offensivo e mortificante per queste comunità”.

Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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